Ricompare la memoria che il tempo non è riuscito a cancellare o a rendere sbiadita. Un lungo inventario di perdite e di delusioni sulle spalle, aleggiando l’ombra di quel che sono stati da giovani, ancora capaci di ideali e di speranza.
A Vibo Valentia, il VI raduno dei militari della Compagnia Speciale Carabinieri, organizzato dal decano Maresciallo Mariano Pinizzotto, nonché da S.Ten. Antonio Di Lorenzo, Lgt Domenico Pizzulli, C.re s. Giuseppe Foglia, presso la Caserma “Luigi Razza”, sede del 14° Battaglione Carabinieri “Calabria” e dove si è svolta la cerimonia commemorativa del 39° anniversario dell’uccisione del Carabiniere M.A.V.M. Antonino Civinini. Momenti di profonda commozione per onorare il sacrificio di Antonino Civinini che, giovane di 27 anni, ha incarnato sino all’estremo sacrificio le virtù dell’Arma dei Carabinieri.
Alla commemorazione hanno partecipato i militari del Comando Provinciale, del 14° Battaglione Calabria, dello Squadrone Eliportato Cacciatori, dell’8° Nucleo Elicotteri e del Nucleo Cinofili, l’Associazione Nazionale Carabinieri di Vibo Valentia e di Rosarno, nonché l’Associazione Nazionale del “Nastro Verde” Calabria. Presenti i numerosissimi carabinieri in congedo giunti da tutta Italia, accompagnati dai familiari, che sono stati impiegati in servizio alla mitica Compagnia Speciale di Rosarno e poi di Vibo Valentia, per rendere gli onori al collega caduto nell’adempimento del dovere.
Deposta una corona di alloro alla lapide dedicata all’eroe, i convenuti hanno partecipato alla celebrazione della Santa Messa in suffragio presso il Santuario Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime di Paravati del Comune di Mileto.
Il Colonnello Antonio Parillo, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia, ha cosi sintetizzato il sacrificio del Carabiniere Antonino Civinini: “Civinini è un simbolo di dedizione allo Stato, di coraggio al servizio della società. Valori ed esempi di vita che indicano ai giovani carabinieri la strada del dovere”.
In nome della Patria, contro l’odio, la violenza, il crimine, il tormento ‘ndrangheta, gratificati dal sorriso di Dio, in battaglie costanti e ostinate, ma che ancora oggi consentono, ogni sera, di chiudere gli occhi in pace per aver compiuto il proprio dovere e, la mattina dopo, di potere guardarsi allo specchio con fierezza senza la minima vergogna.
Il donarsi non è un circolo, ma una retta. Il circolo è l’immagine dell’utile, la retta, di contro, è la figura del donarsi, è il non ritorno, è l’impossibile dei generosi che annichila la coscienza dei vili.
Tanto tempo è passato da quel giorno del 1987, ma la missione del Carabiniere continua a essere il servizio allo Stato italiano e alla sua popolazione. La scelta di onorare, ogni giorno e ogni dove, gli alamari, riempie l’esistenza lunga e fugace, vissuta con l’entusiasmo e con forza del primo giorno, conferma l’importanza di chiari riferimenti etici, di una guida morale e concreta.
I reduci, i più vecchi, si guardano coscienti di proiettare l’ombra di quello che sono stati. Al conviviale, in un giorno caldo e soleggiato di Vibo Valentia, i bicchieri si incontrano in un brindisi per rinvigorire e confermare l’amicizia del tempo passato.
