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Con Dante 2026 si rafforzano le sinergie tra Da Vinci e Mediterranea. Successo alla Quistelli per l’opera teatrale messa in scena dal Laboratorio del Liceo

Uno spettacolo straordinario ispirato alla Divina Commedia che ha permesso agli studenti del Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di fare emergere il loro talento e la loro creatività.

Nell’aula magna “Quistelli” dell’università Mediterranea di Reggio Calabria è andato in scena, sabato scorso, “Dante 2026” la pièce messa in scena dal laboratorio teatrale di istituto, diretto da Carmelo Cutrupi e Mila Lucisano.

La scelta della “Quistelli” non è stata casuale, ma voluta per confermare le sinergie con l’Università, in un’ottica didattica e culturale.

Un successo di pubblico e di critica, quello dei giovani liceali, apprezzato da esponenti della cultura reggina e dagli stessi accademici presenti in sala. Iniziando dal prorettore Daniele Cananzi che, nel suo intervento, ha salutato “positivamente l’esperienza degli studenti che suggella- a suo dire- il rapporto tra scuola e università, ateneo e territorio. Sinergie utili- ha commentato- per fare promozione della cultura e favore le relazioni tra gli enti.”

Visibilmente emozionata, Antonella Borrello alla guida del “Da Vinci” che, nel commentare l’attività del laboratorio ha affermato di “essere orgogliosa di essere la Dirigente scolastica del Liceo”. Borrello- rivolgendosi ai ragazzi ha aggiunto: “avete dimostrato le vostre qualità ed è emerso tutto il vostro impegno insieme all’entusiasmo, alla passione e allo spirito di squadra che hanno contraddistinto questa rappresentazione unica e coinvolgente”.

Gli studenti hanno preso per mano il pubblico presente accompagnandolo in un viaggio straordinario attraverso le parole, la mente e la visione del Sommo Poeta, con interpretazioni che hanno attinto anche da autori moderni e contemporanei, non solo italiani, ma anche stranieri.

“Avete reso l’opera dantesca viva e vibrante, utilizzando tutti i linguaggi espressivi e ci avete fatto scoprire la grandezza e la modernità dell’opera dantesca. Mettersi alla prova con la Divina Commedia non è da tutti, voi ci siete riusciti e avete reso quei versi pieni della vostra energia e delle vostre emozioni. Ringrazio il Rettore Giuseppe Zimbalatti per questa opportunità- ha concluso la Dirigente.”

“Non posso che sottolineare l’immenso valore della Commedia, colta nella sua duplice veste di opera classica e moderna – ha spiegato la prof.ssa Lucisano. Questo testo possiede una forza sociale dirompente: parla al nostro presente e offre ai ragazzi un fondamentale insegnamento morale, una bussola per orientarsi nel mondo.

Lo spettacolo è stata la conclusione di un vero e proprio laboratorio di interazione dei linguaggi. Sul palco si sono fusi recitazione, canto, ballo, scenografia e complesse competenze tecniche dietro le quinte. Vedere i ragazzi muoversi in questa macchina scenica complessa mi appare sempre come un miracolo. Li trovo, a conclusione del percorso, cresciuti in consapevolezza e padronanza, trasformando l’ansia del palcoscenico in sicurezza personale.”

“Esprimo una grande e profonda soddisfazione per il percorso umano e organizzativo che ha portato allo spettacolo- ha dichiarato il prof. Cutrupi. La scelta metodologica delle classi aperte si è rivelata vincente: ha scardinato i limiti della didattica frontale creando un ambiente stimolante. La forza trainante è stata la peer education: gli studenti più grandi hanno guidato i più piccoli, attivando una collaborazione virtuosa. Fondamentale è stato anche il supporto degli enti del territorio, che hanno creduto nella sinergia con la scuola. Il risultato più emozionante? Vedere dei giovani sinceramente innamorati della letteratura, capaci di fare propri i versi danteschi con una passione rara.”

Lo spettacolo si è avvalso della collaborazione dei docenti del dipartimento di disegno e storia dell’arte: Francesco Ferrari, Maria Modafferi, Luciana Milazzo e Isabella Romeo del dipartimento di sostegno.

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