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Maturità 2026, CNDDU: “L’intelligenza artificiale ridefinisce i processi di apprendimento. Richiamata la centralità della formazione critica, del benessere e dell’orientamento educativo”

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime interesse per i risultati dell’Osservatorio sulla Maturità 2026 realizzato da ScuolaZoo, che offre significativi elementi di riflessione sulle trasformazioni in atto nei processi di apprendimento e sul rapporto tra i giovani, le tecnologie digitali e il sistema scolastico.
Secondo i dati dell’indagine, l’86% dei maturandi utilizza strumenti di Intelligenza Artificiale nella preparazione dell’Esame di Stato: il 69% ricorre a tali applicazioni per elaborare riassunti e mappe concettuali, mentre il 17% le impiega per simulare interrogazioni o correggere esercizi. Solo il 14% dichiara di non farne uso, prevalentemente per preferenza verso metodologie tradizionali di studio (10%) o per una limitata fiducia nell’affidabilità degli strumenti (4%).
Tali evidenze confermano che l’Intelligenza Artificiale è ormai parte integrante degli ambienti di apprendimento frequentati dalle nuove generazioni. Essa non rappresenta soltanto un insieme di strumenti tecnologici, ma modifica le modalità di accesso alle informazioni, i tempi dell’elaborazione cognitiva e le forme attraverso cui gli studenti costruiscono il proprio rapporto con il sapere. Si delinea così una trasformazione che non riguarda esclusivamente gli strumenti didattici, ma investe il significato stesso dell’esperienza educativa, chiamata a confrontarsi con nuovi modelli di costruzione della conoscenza.
In tale scenario, la funzione della scuola assume un rilievo ancora più significativo. L’innovazione tecnologica non può essere considerata un fine in sé, ma deve essere orientata da un progetto educativo capace di promuovere autonomia di giudizio, capacità argomentativa, responsabilità etica e consapevolezza critica. La disponibilità immediata delle informazioni rende ancora più necessario educare gli studenti alla selezione delle fonti, alla verifica dei contenuti, all’interpretazione della complessità e alla maturazione di un pensiero personale. La conoscenza, infatti, non coincide con il semplice accesso ai dati, ma si costruisce attraverso un processo di riflessione, confronto e rielaborazione che consente alla persona di attribuire senso all’esperienza e di partecipare responsabilmente alla vita democratica.
L’Osservatorio evidenzia, inoltre, che il 62% degli studenti affronta gli ultimi giorni di preparazione studiando prevalentemente in solitudine, mentre il 21% concentra lo studio nelle ore immediatamente precedenti all’esame. Questa tendenza richiama l’attenzione sulla progressiva individualizzazione dei percorsi di apprendimento. La scuola, invece, continua a rappresentare una comunità educativa nella quale il sapere si costruisce attraverso il dialogo, la cooperazione, la condivisione delle esperienze e il confronto tra punti di vista differenti. L’apprendimento non è un processo esclusivamente individuale, ma una pratica sociale che contribuisce alla formazione dell’identità personale e civica.
Particolarmente significativa appare la dimensione del benessere psicologico. Il 47% dei maturandi dichiara di non aver ricevuto dalla scuola un supporto adeguato nella gestione dello stress legato all’Esame di Stato, mentre soltanto l’8% afferma di aver beneficiato di un sostegno realmente efficace.
Tali dati sollecitano una riflessione sul diritto degli studenti a vivere l’esperienza scolastica in un ambiente capace di coniugare apprendimento e cura della persona. Lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale costituisce un processo unitario: la qualità degli apprendimenti è profondamente influenzata dalla qualità delle relazioni educative, dal clima scolastico e dalla percezione di essere accolti, ascoltati e accompagnati nel proprio percorso di crescita. Una scuola realmente inclusiva non può limitarsi a valutare le prestazioni, ma è chiamata a sostenere la maturazione integrale della persona.
L’indagine rileva altresì che il 54% degli studenti considera il colloquio orale il momento più impegnativo dell’Esame di Stato, rispetto al 38% che indica la seconda prova scritta. Questo dato suggerisce l’opportunità di rafforzare lungo l’intero percorso scolastico le competenze comunicative, argomentative e riflessive, favorendo contesti educativi nei quali l’espressione del pensiero sia vissuta come occasione di crescita e non esclusivamente come momento valutativo.
Non meno rilevante risulta il tema dell’orientamento. Il 43% dei maturandi ritiene di non aver ricevuto un accompagnamento adeguato nella definizione delle proprie scelte successive al diploma, sebbene il 70% preveda di proseguire gli studi universitari e il 14% intenda inserirsi direttamente nel mondo del lavoro.
L’orientamento rappresenta una dimensione strutturale del diritto all’istruzione. Esso non consiste esclusivamente nel fornire informazioni sulle opportunità formative o professionali, ma nell’accompagnare ogni studente nella progressiva costruzione del proprio progetto di vita, favorendo consapevolezza, senso di responsabilità e capacità di interpretare il cambiamento.
Le testimonianze raccolte dall’indagine, nelle quali numerosi studenti affermano di desiderare semplicemente «essere felici», «sentirsi liberi» e «trovare il proprio posto nel mondo», restituiscono il bisogno di una scuola capace di riconoscere le aspirazioni profonde delle nuove generazioni. Esse ricordano che il successo educativo non può essere misurato esclusivamente attraverso gli esiti delle prove d’esame, ma anche attraverso la capacità dell’istituzione scolastica di contribuire alla formazione di cittadini consapevoli, responsabili e in grado di progettare il proprio futuro con fiducia.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene pertanto necessario promuovere un approccio sistemico che accompagni l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nei contesti educativi mediante percorsi strutturati di educazione alla cittadinanza digitale, al pensiero critico e all’etica delle tecnologie; consolidare la presenza di servizi di supporto psicologico nelle istituzioni scolastiche; rafforzare le attività di orientamento permanente e valorizzare pratiche valutative sempre più orientate allo sviluppo delle competenze riflessive, relazionali e partecipative.
L’innovazione tecnologica rappresenta una risorsa significativa quando contribuisce ad ampliare le opportunità di apprendimento e di inclusione. La responsabilità della scuola rimane quella di formare persone capaci di interpretare criticamente la realtà, di esercitare consapevolmente i propri diritti e di assumere responsabilmente i propri doveri, affinché il progresso tecnologico continui a essere orientato al servizio della dignità della persona, della coesione sociale e del bene comune.

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