La replica dell’Amministrazione comunale di Acri alla diffida presentata dalla FP CGIL Cosenza conferma una diversa visione del ruolo delle relazioni sindacali, ma non scioglie i nodi posti dal sindacato sul bando relativo alle progressioni verticali del personale.
La FP CGIL prende atto delle precisazioni fornite dall’Ente e non mette in discussione il diritto dell’Amministrazione a programmare il fabbisogno di personale né le prerogative organizzative riconosciute dalla normativa vigente. Tuttavia, il punto sollevato dal sindacato non riguarda esclusivamente la legittimità formale degli atti, ma la loro opportunità e la loro capacità di garantire una reale valorizzazione di tutto il personale.
Se è vero che le progressioni erano già previste negli strumenti di programmazione dell’Ente, resta infatti aperta la questione dei criteri individuati per l’accesso alla selezione.
Occorre inoltre evidenziare una rilevante criticità relativa al requisito previsto dal bando che richiede, ai fini dell’accesso alla procedura, il possesso di almeno due anni di servizio prestati esclusivamente con contratto a tempo pieno e a tempo indeterminato.
Tale previsione rischia di determinare l’esclusione automatica di una parte significativa dei dipendenti che hanno maturato esperienza e professionalità all’interno dell’Ente pur essendo assunti a tempo indeterminato con rapporto di lavoro a tempo parziale.
Occorre infatti ricordare che molti dei lavoratori oggi interessati non si trovano in regime di part-time per una scelta personale, ma perché sono stati stabilizzati negli anni con contratti a tempo parziale nell’ambito dei percorsi di superamento del precariato previsti dalla normativa vigente e dalle disponibilità finanziarie degli enti locali. Si tratta, quindi, di una condizione derivante da precise scelte legislative e organizzative che hanno consentito la loro assunzione e non da una minore disponibilità o da un diverso impegno professionale.
Per tale ragione appare legittimo interrogarsi sulla ragionevolezza di un requisito che valorizza esclusivamente il servizio prestato a tempo pieno, senza considerare il contributo professionale fornito da lavoratori che per anni hanno garantito il funzionamento dell’Amministrazione e che hanno maturato competenze, esperienza e professionalità non inferiori a quelle del personale a tempo pieno.
Sul punto emergono inoltre possibili profili di contrasto con il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo pieno e lavoratori a tempo parziale sancito dalla Direttiva 97/81/CE e recepito nell’ordinamento nazionale dal D.Lgs. 81/2015. La normativa vigente riconosce infatti ai lavoratori part-time gli stessi diritti in materia di sviluppo professionale, progressione di carriera e accesso alle opportunità lavorative, fatti salvi i casi in cui eventuali differenziazioni siano giustificate da ragioni oggettive e proporzionate.
L’anzianità di servizio richiesta dal bando dovrebbe pertanto essere valutata tenendo conto del periodo effettivamente prestato alle dipendenze dell’Ente, indipendentemente dall’articolazione oraria del rapporto di lavoro, nel rispetto dei principi di pari opportunità, valorizzazione delle competenze e non discriminazione. La professionalità, l’esperienza e le competenze acquisite non possono essere valutate esclusivamente sulla base del regime orario contrattuale.
Analogamente, la richiesta di valutazioni della performance particolarmente elevate negli ultimi anni rappresenta certamente una scelta orientata al merito, ma appare opportuno interrogarsi se parametri così stringenti favoriscano una reale competizione tra più candidati o finiscano per restringere eccessivamente la platea degli aventi diritto.
Perplessità emergono anche sulla limitata valorizzazione dei titoli culturali e professionali aggiuntivi. Nessuno sostiene che lauree e master debbano automaticamente garantire una progressione, ma appare ragionevole riconoscere il valore dell’investimento formativo compiuto dai lavoratori, soprattutto in una pubblica amministrazione che dovrebbe incentivare la crescita delle competenze e la formazione continua.
La FP CGIL ribadisce inoltre che il tema delle relazioni sindacali non può essere ridotto alla sola esistenza o meno di un obbligo normativo di contrattazione. Il confronto preventivo, pur quando non espressamente imposto, rappresenta uno strumento utile per prevenire conflitti, migliorare le scelte organizzative e rafforzare il clima lavorativo all’interno degli enti pubblici. Le relazioni sindacali efficaci non si misurano soltanto sul rispetto formale delle procedure, ma anche sulla volontà di costruire percorsi condivisi nell’interesse dei lavoratori e della stessa amministrazione.
Quanto agli interventi richiamati dall’Amministrazione in favore degli LSU, degli ex LPU, dei lavoratori della Legge 31 e dei TIS, la FP CGIL ne riconosce l’importanza e il valore per i tanti lavoratori che hanno finalmente ottenuto maggiori garanzie occupazionali e una prospettiva di stabilità lavorativa. Tuttavia, è doveroso ricordare che questi risultati non sono il frutto esclusivo dell’azione amministrativa locale.
Dietro i processi di stabilizzazione, le contrattualizzazioni e gli incrementi orari vi sono anni di mobilitazioni, vertenze sindacali, confronti istituzionali e iniziative promosse dalle organizzazioni sindacali confederali a livello territoriale, regionale e nazionale. Le opportunità che hanno consentito agli enti locali di superare il precariato storico sono nate grazie a un lungo percorso di rivendicazione che ha portato all’approvazione di norme specifiche, allo stanziamento di risorse dedicate e all’apertura di percorsi straordinari di stabilizzazione.
Anche il Comune di Acri ha potuto cogliere queste opportunità e portare a compimento percorsi attesi da anni dai lavoratori. Per questo motivo, attribuire tali risultati esclusivamente all’azione dell’Amministrazione non restituisce pienamente il quadro complessivo. Si tratta di conquiste ottenute grazie all’impegno dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni che, ciascuno per il proprio ruolo, hanno contribuito a superare condizioni di precarietà che si trascinavano da troppo tempo.
Infine, desta sorpresa il riferimento contenuto nella nota comunale a presunti rapporti di parentela tra alcuni dipendenti e rappresentanti sindacali. Si tratta di un passaggio che appare del tutto estraneo al merito delle questioni sollevate e che non contribuisce a chiarire le osservazioni formulate sul bando. Il confronto tra istituzioni e organizzazioni sindacali dovrebbe mantenersi sul piano dei contenuti, delle norme e delle scelte amministrative, evitando riferimenti personali che rischiano soltanto di alimentare inutili tensioni.
Il riferimento contenuto nella nota comunale a presunti rapporti di parentela tra alcuni dipendenti e rappresentanti sindacali appare del tutto fuori tema rispetto alle questioni sollevate. La FP CGIL respinge con fermezza ogni tentativo di ricondurre una vertenza collettiva a presunti interessi personali o familiari.
La battaglia intrapresa riguarda tutti i lavoratori del Comune di Acri e nasce proprio dalla preoccupazione che criteri particolarmente restrittivi possano limitare l’accesso alle progressioni verticali a una platea molto ridotta di dipendenti. Il sindacato interviene affinché le opportunità di crescita professionale siano realmente accessibili al maggior numero possibile di lavoratori in possesso delle competenze richieste, nel rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e pari opportunità.
Per questa ragione la discussione dovrebbe concentrarsi esclusivamente sul merito del bando e sugli effetti che esso produce sull’insieme dei lavoratori, evitando riferimenti personali che nulla aggiungono al confronto e che rischiano di distogliere l’attenzione dalle questioni realmente in discussione.
La FP CGIL conferma pertanto la propria disponibilità al dialogo e al confronto costruttivo, ribadendo che l’obiettivo dell’iniziativa intrapresa non è creare contrapposizioni, ma garantire procedure sempre più trasparenti, inclusive e rispettose delle professionalità presenti all’interno dell’Ente. La tutela dei diritti dei lavoratori e la valorizzazione del merito non sono obiettivi in contrasto tra loro, ma principi che possono e devono procedere insieme nell’interesse dell’intera comunità amministrativa.
Tuttavia, qualora l’Amministrazione dovesse confermare integralmente il bando senza accogliere le osservazioni formulate e senza procedere a una rivalutazione dei criteri contestati, la FP CGIL proseguirà nelle iniziative già annunciate a tutela dei lavoratori. In particolare, tutta la documentazione relativa alla procedura sarà trasmessa al Ministero per la Pubblica Amministrazione e agli organismi competenti affinché possano effettuare le opportune verifiche sulla conformità dell’avviso ai principi che regolano le progressioni tra le aree nel pubblico impiego.
Si tratta di un’iniziativa improntata alla massima trasparenza e finalizzata esclusivamente a garantire che ogni procedura di valorizzazione del personale si svolga nel pieno rispetto dei principi di imparzialità, pari opportunità, merito e valorizzazione delle competenze professionali.
Progressioni verticali ad Acri, la FP CGIL: “Il confronto non può essere liquidato come un fastidio”
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