“Viandante non c'è via, la via si fa con l’andare” - Antonio Machado
HomeCalabriaInnovazione, Italia a due velocità: Lombardia leader nazionale, Calabria tra le ultime...

Innovazione, Italia a due velocità: Lombardia leader nazionale, Calabria tra le ultime in Europa

L’Europa dell’innovazione continua a correre, ma l’Italia lo fa con ritmi molto diversi da territorio a territorio. È quanto emerge dal Regional Innosystem Index 2026 elaborato da Teha Group, che analizza 242 regioni europee valutandone la capacità innovativa attraverso indicatori legati a economia, capitale umano, infrastrutture digitali e sviluppo tecnologico.

A guidare la graduatoria continentale sono le aree metropolitane più avanzate d’Europa: in vetta si collocano l’Île-de-France, seguita da Stoccolma, dalla regione danese dell’Hovedstaden, da Helsinki-Uusimaa in Finlandia e da Praga. Nel panorama italiano, invece, il primato spetta alla Lombardia, che conquista il 26° posto assoluto e si conferma la realtà più competitiva del Paese.

Alle sue spalle si piazza il Lazio, 43° nella graduatoria generale, mentre Emilia-Romagna e Piemonte riescono a entrare tra le prime cento regioni europee, rispettivamente all’82° e al 99° posto. Da segnalare anche il balzo in avanti del Veneto, che rispetto alla precedente rilevazione recupera dodici posizioni e sale fino al 106° posto.

La fotografia restituisce però un Paese ancora segnato da profonde differenze territoriali. Se il Nord mantiene standard elevati grazie a una maggiore presenza di imprese innovative, investimenti in ricerca e infrastrutture avanzate, il Mezzogiorno continua a inseguire. Nella parte bassa della classifica si trovano infatti Sicilia (211ª), Basilicata (224ª) e Calabria, che scivola fino alla 232ª posizione. Tra le ultime cinquanta regioni europee figurano inoltre Sardegna, Molise e Puglia.

Secondo il rapporto, le performance italiane sono sostenute soprattutto dalla solidità economica di alcune regioni, dall’ecosistema infrastrutturale e dalla capacità di generare brevetti. Tuttavia, persistono criticità che limitano il potenziale competitivo nazionale, in particolare sul fronte della formazione e dell’attrazione di personale altamente qualificato.

“Il confronto tra regioni europee restituisce un quadro estremamente dinamico e competitivo, in cui ogni Paese esprime territori particolarmente virtuosi in specifici ambiti: Brabant Wallon, in Belgio, è in testa per spesa lorda in Ricerca e Sviluppo; l’Île-de-France è prima per PIL e brevetti, Stoccolma per capitale umano. Anche le regioni italiane dimostrano una forte capacità innovativa, in particolare sul fronte della produzione brevettuale e dello sviluppo delle infrastrutture digitali, dove emerge soprattutto il potenziale della Lombardia”, commenta Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e Teha Group.

Lo studio evidenzia come il principale punto debole dell’Italia resti il capitale umano. Il numero di ricercatori e laureati continua infatti a essere inferiore rispetto ai principali concorrenti europei, un elemento che incide direttamente sulla capacità di innovare.

“Restano però ancora ampi margini di miglioramento nella valorizzazione del capitale umano: il numero di laureati e di ricercatori continua infatti a rappresentare uno dei principali elementi di debolezza del sistema italiano. Un ritardo strettamente connesso al persistente divario tra Nord e Sud, che finisce per frenare non solo la crescita delle singole regioni, ma la competitività del Paese nel suo complesso”, aggiunge De Molli.

Sul fronte economico, la Lombardia si conferma tra le regioni più forti d’Europa, risultando seconda per Prodotto interno lordo con oltre 504 miliardi di euro, alle spalle della sola Île-de-France. Nella top 50 europea per PIL trovano spazio anche Lazio, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana e, tra le regioni meridionali, Campania e Sicilia.

Particolarmente significativo è anche il dato relativo alla proprietà intellettuale. Tre regioni italiane rientrano infatti tra le prime venti d’Europa per numero di brevetti depositati presso l’European Patent Office nel 2025. La Lombardia occupa il sesto posto con 1.352 richieste, seguita dall’Emilia-Romagna, ottava con 1.022 brevetti, e dal Veneto, diciassettesimo con 619 domande.

L’Emilia-Romagna spicca inoltre per intensità brevettuale, con 229 brevetti ogni milione di abitanti. A sostenere la crescita innovativa regionale sono comparti strategici come packaging, automotive e farmaceutica, trainati dalla presenza di grandi gruppi industriali.

Anche sul piano delle infrastrutture digitali la Lombardia mantiene un ruolo di primo piano. Con 86 Data Center attivi nel 2026, la regione occupa il quinto posto in Europa, dietro soltanto ai principali poli continentali di Germania, Francia e Irlanda.

Per quanto riguarda la diffusione della connettività domestica, il primato italiano spetta invece alla Liguria, dove il 96,4% delle famiglie dispone di accesso a Internet. Seguono Emilia-Romagna e Provincia autonoma di Bolzano, mentre valori particolarmente elevati si registrano anche in Veneto, Toscana e Friuli Venezia Giulia.

Il quadro complessivo disegnato dal Regional Innosystem Index conferma dunque una realtà nota ma ancora irrisolta: l’Italia possiede eccellenze capaci di competere con i migliori ecosistemi europei, ma continua a fare i conti con un forte squilibrio territoriale che rallenta il percorso di crescita e innovazione dell’intero Paese.

Articoli Correlati