La situazione già vissuta nel dicembre 2018, rischia di ripetersi. All’epoca la P&P, vista l’imminenza della cessione della Reggina a Luca Gallo, pensò bene di prolungare ed adeguare i contratti di parenti e collaboratori più fedeli. Prima di intascarsi circa mezzo milione per cedere una società quasi cadavere, in Serie C.
Sempre per il tanto decantato amore verso la Reggina.
Adesso c’è aria di prolungamento fino al 2028 per il direttore generale, Giuseppe Praticò. E forse, non solo per lui. Negli ultimi undici anni, ne ha trascorsi sei e mezzo nella stanza dei bottoni. Con risultati disastrosi sotto gli occhi di tutti, sia sul piano sportivo che economico.
Basti ricordare gli stipendi non pagati e l’istanza di fallimento, quando era socio di maggioranza. Per poi passare ad una gestione, quella attuale, caratterizzata dall’incasso versato in ritardo alla Scafatese, con tanto di ammenda anch’essa non pagata per tempo. Fino agli ineluttabili debiti, già pari ad oltre un milione e mezzo con il solo esercizio del 2024.
p.f.
