Da brutta pagina di sfruttamento a bella esperienza di educazione, responsabilità, conoscenza e riscatto. Mavisu (MA come mare, VI come visione, SU come sustainability), l’imbarcazione confiscata ai trafficanti di migranti nell’ambito di un’operazione della Guardia Costiera nel 2024 e affidata all’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria diventa l’occasione per parlare ai giovani di legalità, tutela ambientale e inclusione. Un successo le iniziative con gli studenti a Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro.
IMBARCAZIONE MAVISU SIMBOLO DI RINASCITA, LEGALITÀ E INCLUSIONE
Ad esprimere soddisfazione per l’entusiasmo registrato nel corso dei tre appuntamenti è il Direttore generale dell’EPMR, Raffaele Greco ribadendo metodo ed obiettivi condivisi con il Centro per la Giustizia Minorile: restituire senso, rotta e futuro ad una barca nata dentro una ferita del Mediterraneo e oggi trasformata in strumento educativo, sociale e ambientale.
TRE TAPPE IN CALABRIA PER PROMUOVERE LEGALITÀ E CULTURA DEL MARE
Nel corso delle attività realizzate tra Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria, seguite per l’EPMR dal collaboratore Pietro Pileci, le tappe hanno avuto un obiettivo comune: far conoscere ai ragazzi i Parchi Marini Regionali, la loro funzione di tutela e conservazione, ma anche la loro capacità di generare inclusione, socialità, opportunità formative e possibili sbocchi legati alla fruizione sostenibile del mare.
VIBO MARINA, STUDENTI E ISTITUZIONI INSIEME PER LA CULTURA DEL MARE
Una delle tappe si è svolta a Vibo Marina, con il coinvolgimento dell’Istituto Comprensivo Vespucci-Murmura, dei ragazzi e dei professori dell’istituto e del dirigente dell’Istituto Nautico di Pizzo, professor Giuseppe Sanginiti. In rappresentanza della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia, comandata dal Capitano di Fregata Guido Avallone, erano presenti il Tenente di Vascello Gabriele Abbadessa, il Secondo Capo Aiutante Francesco Parise, il Secondo Capo Carmelo Lo Schiavo e il Comune di Seconda Classe Samuele Calò. Presenti anche, per la Croce Rossa Italiana locale, la dottoressa Caterina Muggeri, e, per il Centro per la Giustizia Minorile della Calabria, le funzionarie della professionalità di servizio sociale Ilaria Torchia e Federica Limardo, in servizio presso l’USSM di Catanzaro.
CATANZARO, IL MARE RACCONTATO ATTRAVERSO STORIE DISEGNATE A MANO
A Catanzaro, la Comunità Ministeriale ha coinvolto Francesco Piobbichi, disegnatore sociale e operatore di Mediterranean Hope, da anni impegnato nel supporto e nell’integrazione sociale dei migranti approdati sulle coste calabresi. Il suo contributo ha consentito di legare il progetto MAVISU al tema del viaggio, dell’immigrazione, del rispetto dell’altro e della sua cultura di origine. Attraverso una storia disegnata a mano, Piobbichi ha raccontato il mare come veicolo di morte e, allo stesso tempo, di speranza, offrendo ai ragazzi una riflessione sulla cura dell’altro, sulla cura del territorio calabrese, sulla legalità, sulla lotta alle discriminazioni, sull’integrazione sociale, sulla solidarietà e sull’accoglienza.
REGGIO CALABRIA, THE LETTER E VISORI PER SCOPRIRE I PARCHI MARINI
A Reggio Calabria, nell’ambito della visione del film The Letter, il progetto ha coinvolto ragazzi in Messa alla Prova sul territorio e ragazzi collocati presso la Comunità Ministeriale di Reggio Calabria e presso la comunità Principe Azzurro di Reggio Calabria. Il programma pomeridiano si è svolto nella sede del Circolo Velico Reggio, affiliato FIV, con la presenza del Direttore, dottoressa Rosa Maria Morbegno. Presenti anche Valeriano Morittu e Federica Puglisi, dell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni – Comunità Ministeriale. Nel corso dell’incontro è stato illustrato il ruolo dei Parchi Marini Regionali e il progetto Mare Dentro, anche attraverso l’utilizzo dei visori dell’EPMR, con immagini dedicate all’Isola di Cirella e alle immersioni sottomarine, che hanno suscitato attenzione e curiosità tra i ragazzi presenti.
DALLA CONFISCA ALLA RESPONSABILITÀ, IL MARE COME SCUOLA DI FUTURO
Il progetto Mare Dentro nasce dalla volontà di trasformare Mavisu in una scuola mobile di legalità, responsabilità e sostenibilità. L’imbarcazione, sequestrata dopo essere stata utilizzata per il traffico di migranti e poi restituita alla collettività, diventa ambasciatrice di una Calabria che sceglie di fare del mare non solo spazio naturale da proteggere, ma luogo di educazione, consapevolezza e rinascita. Per l’EPMR, la collaborazione con il Centro per la Giustizia Minorile rappresenta una forma concreta di apertura sociale dei Parchi Marini. Alla tutela e alla conservazione degli ecosistemi si affianca, infatti, la necessità di favorire una fruizione sostenibile capace di generare socialità, inclusione e opportunità. Partire dalla cultura del mare e dal coinvolgimento dei ragazzi significa costruire un rapporto nuovo con i territori, in cui i Parchi non siano percepiti come perimetri chiusi, ma come spazi vivi di conoscenza, responsabilità e possibile futuro.
