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Quando amare un uomo pesava più che sparargli

Con “L’assenzio di Verlaine”, Michele Caccamo entra nel punto più scandaloso del rapporto tra Paul Verlaine e Arthur Rimbaud: l’amore tra due uomini, il desiderio, la vergogna pubblica, la condanna morale prima ancora che giudiziaria.
Non è il romanzo dei “poeti maledetti”, raccontati come icone stantie, ma è il romanzo di un amore omosessuale vissuto in un Ottocento che lo rende colpa, indecenza, disonore, materia da interrogatorio. Verlaine spara a Rimbaud, ma ciò che davvero pesa su di lui non è soltanto lo sparo, è ciò che è accaduto tra loro. È l’amore che la società non può accettare se non trasformandolo in scandalo.
Caccamo toglie Verlaine e Rimbaud dalla leggenda e li riporta nella carne. Non lasciandoli come due statue della letteratura, ma facendoceli ritrovare come due uomini dentro una relazione impossibile da proteggere perché ritenuta troppo feroce per essere innocente.
Il romanzo comincia quando tutto è già finito. Rimbaud è morto a Marsiglia. Verlaine è ancora vivo, malato, solo, consegnato all’assenzio e alla memoria. Da quella stanza di novembre non ricostruisce una biografia: riapre il processo interiore di una vita. Parigi, Londra, Bruxelles, il colpo di pistola, il carcere di Mons, Dio, il vino, la poesia, il desiderio. Tutto torna come una colpa che non si riesce ad abbandonare alla memoria.
Il centro del libro è qui: Verlaine non è condannato soltanto perché ha sparato. È condannato perché ha amato Arthur. Perché quel legame, più dello sparo, mette a nudo ciò che il mondo vuole punire: due corpi maschili, una dipendenza amorosa, una passione che non può essere dichiarata senza diventare vergogna.
L’assenzio di Verlaine racconta quell’amore senza diritto d’onore. Quello che deve nascondersi nei versi, nei viaggi, nelle stanze prese in affitto, nelle notti di Londra, nei fogli scritti insieme, nell’oscenità trasformata in poesia. E ne racconta il prezzo: non solo la perdita di Rimbaud, ma la perdita di ogni possibile innocenza.
Verlaine resta il sopravvissuto. L’uomo che non riesce a smettere. Non smette Arthur, non smette il vino, non smette Dio, non smette la poesia, non smette la colpa. Rimbaud, invece, ha saputo andarsene da tutto: dalla Francia, dalla letteratura, dall’amore, persino dal proprio mito.
Caccamo costruisce così un romanzo breve, duro, carnale e spirituale, in cui l’omosessualità non è un dettaglio biografico, ma il nervo scoperto dell’intera opera. La domanda conclusiva non è soltanto che cosa sia accaduto tra Verlaine e Rimbaud, ma che cosa una società decide di punire quando davanti a sé trova un amore che ancora non sa comprendere.

Scheda del libro

Titolo: L’assenzio di Verlaine
Autore: Michele Caccamo
Editore: Elliot
Data di pubblicazione: 04 giugno 2026
Lingua: italiano
Pagine: 112
Genere: romanzo letterario

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