Cresce il numero dei Comuni italiani premiati con il riconoscimento Spighe Verdi, il programma promosso dalla Foundation for Environmental Education (Fee) dedicato ai centri rurali che si distinguono per sostenibilità ambientale, qualità della gestione del territorio e valorizzazione delle produzioni agricole. Nell’edizione 2026 i Comuni premiati salgono a 97, sette in più rispetto allo scorso anno, grazie a dieci nuovi ingressi e tre uscite.
La cerimonia di consegna si è svolta nella sede del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), alla presenza dei sindaci dei Comuni insigniti del riconoscimento.
Tra le regioni protagoniste c’è la Calabria, che conferma 11 Spighe Verdi e registra un nuovo ingresso con il Comune di Locri, consolidando così la propria presenza tra i territori italiani più attenti alle politiche di sostenibilità e sviluppo rurale.
Il primato nazionale spetta al Piemonte con 22 Comuni premiati, seguito dalla Calabria con 11 riconoscimenti, mentre Marche e Campania ne ottengono nove ciascuna.
Il programma Spighe Verdi, promosso dalla Fee – la stessa organizzazione internazionale che assegna le Bandiere Blu alle località costiere – è realizzato in collaborazione con Confagricoltura, i Ministeri dell’Agricoltura e del Turismo, il Cnr e Ispra.
“Anche il 2026 registra un incremento del programma Spighe Verdi e questo rappresenta un percorso concreto di crescita per i territori rurali italiani, non un semplice riconoscimento formale. È un programma che aiuta i Comuni a tradurre la sostenibilità in scelte amministrative quotidiane, dalla gestione del territorio alla tutela del paesaggio, dalla qualità dell’agricoltura alla valorizzazione delle comunità locali”, ha dichiarato il presidente della Fee Italia, Claudio Mazza.
Secondo Mazza, “il lavoro svolto insieme ai Comuni evidenzia un elemento chiave: la sostenibilità funziona quando diventa processo continuo, misurabile e condiviso”.
Anche il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha evidenziato il valore della collaborazione con la Fee, sottolineando il ruolo dell’agricoltura come “pilastro necessario per la tenuta economica e sociale delle aree interne”.
Per l’assegnazione del riconoscimento vengono valutati numerosi indicatori, tra cui la partecipazione dei cittadini, l’educazione alla sostenibilità, la tutela del territorio, la qualità delle produzioni agricole, l’innovazione, la gestione dei rifiuti e della depurazione, l’offerta turistica e l’accessibilità dei servizi.
