Calabria in fermento per la prima edizione di IRA Festival, progetto internazionale dedicato alle arti performative contemporanee, dal 4 al 7 settembre a Soverato (CZ).
Meno di una settimana allo start e già si intende che non sarà semplicemente un festival, ma un ecosistema orizzontale e cooperativo, capace di dare spazio tanto ai grandi nomi quanto alle nuove generazioni di artisti, intrecciando teatro, danza, musica e momenti informali di confronto, in un’ottica poco mainstream e molto visionaria. Concept e curatela artistica di IRA sono di Settimio Pisano, la Direzione è di Pietro Monteverdi.
Il viaggio di IRA si apre il 4 settembre con due giganti del panorama artistico internazionale, entrambe prime nazionali. Mentre il Teatro Comunale di Soverato accoglierà l’anteprima italiana di Història de l’amor, una raffinata riflessione teatrale della compagnia catalana Agrupación Señor Serrano sui linguaggi dell’amore, l’Anfiteatro diventerà il palcoscenico naturale di Derniers Feux di Némo Flouret, anch’essa prima italiana, che intreccia danza e visioni scenografiche in un dialogo suggestivo con il paesaggio. Come nasce l’amore? Quando appare? Perché la sua ricerca è una costante nelle nostre vite? Història de l’amor vede in scena una sola performer che, attraverso una doppia drammaturgia, affronta l’impossibile compito di cercare di capire cosa sia l’amore. Némo Flouret, invece, circondato da danzatori e musicisti, restituisce la sua residenza Calabrese dei mesi scorsi con una performance incentrata sui fuochi pirotecnici, sulla loro ambivalenza emotiva, sul subbuglio interiore che il loro scoppio luminoso provoca: aspettativa, sospensione, speranza, frustrazione, paura, meraviglia. Una coproduzione di IRA Institute con Festival D’Avignon, Comédie de Genève e Charleroi danse Centre chorégraphique Wallonie-Bruxelles.
Il giorno successivo, 5 settembre, si aprirà con il primo Pitch & Drink del Festival, l’aperitivo creativo che riunirà artisti e professionisti all’Hotel San Domenico nell’esplorazione comune di processi creativi e produttivi. Nel pomeriggio, il Cinema Comunale ospiterà Cinema Impero di Muna Mussie, opera in forma cinematografica che moltiplica i punti di vista attraverso una metanarrazione che mette in dialogo differenti piani spazio-temporali ed elementi linguistici: materiali video provenienti dall’archivio storico dell’Istituto Luce e da quello privato dell’artista, raccontati e interpretati da due voci e due intelligenze, una artificiale ed una emotiva.
In contemporanea, tre coreografi in residenza presenteranno i loro studi: Giovanfrancesco Giannini con Nico, Desertshore, un concerto di danza che nasce da un’indagine artistica ispirata alla musica, ai testi e all’archivio di Christa Päffgen, in arte Nico; Giorgia Lolli con BODY SWEATS e i Motus con Frankenstein (History of Hate), tutti all’interno degli spazi scolastici di Soverato.
Quello di Giorgia Lolli è un progetto coreografico che si chiede: esiste un balletto queer? Se sì, danza sul crinale tra decostruzione, desiderio, gioco e riflessione politica. Prende in prestito il balletto non per riprodurne l’estetica, ma per metterlo alla prova come archivio corporeo e culturale da attraversare, deformare, riscrivere.
Mentre Motus del loro lavoro affermano: “Con il movimento conclusivo del progetto Frankenstein estendiamo la “mappatura dell’orrore” partorita dalla mente mostruosa di una giovanissima Mary Shelley, per spostare il fuoco sul momento in cui la creatura inizia a percepirsi irrevocabilmente esclusa dalla beatitudine apparente degli umani, che la rifiutano solo per il suo aspetto non conforme”. La serata del 5 settembre proseguirà con la danza visionaria di RISE di Daniele Ninarello al Teatro Comunale, una riflessione profonda sulla crisi che deriva dalla disconnessione tra l’individuo e la collettività; e con Orage, una partitura congiunta tra il corpo di Dalila Belaza e la musica del compositore e chitarrista free rock Serge Teyssot-Gay: su un palco nudo si dipana un incontro di arti e menti, senza filtri. La notte si accenderà infine con il live acustico di EMAN e il dj set di Catanzion al Circle Club.
Sabato 6 settembre sarà inaugurato nuovamente dall’incontro Pitch & Drink e, a seguire, il pomeriggio si animerà con tre performance brevi che rivelano la forza dei corpi in trasformazione: ROSSOCREPA di Sara Sguotti, Studi per M di Stefania Tansini e GOOD VIBES ONLY (the great effort) di Francesca Santamaria.
Il primo è una riflessione sulla crepa del corpo femminile, che si espone nella sua condizione di essere matrice e conseguenza di uno squarcio; Studi per M è invece un progetto coreografico che indaga la relazione tra i luoghi e la figura umana, in cui si espande la sensibilità verso i paesaggi, ciò che circonda e accoglie il corpo, e nel corpo attua un processo di connessione tra apparenti confini spaziali e temporali. GOOD VIBES ONLY (the great effort) porta in scena, infine, un corpo sottoposto a un’esposizione radicale all’iperstimolo.
Sempre al Cinema Comunale torneranno le repliche di Cinema Impero, mentre la sera l’Anfiteatro accoglierà la prima assoluta di Cani Lunari di Francesco Marilungo, attesissimo debutto di danza contemporanea, che esplora l’immaginario femminile arcaico e i saperi magici legati alla figura della strega come emblema di un sapere marginale e alternativo.
Tra rituale e gioco teatrale, le performer danzano stati estatici e metamorfosi, evocando il confine poroso tra umano e ultra-umano, ove il corpo diventa luogo di incontro tra dimensioni e racconto di sopravvivenza.
A seguire, le atmosfere notturne musicali saranno affidate ai set di Samuela Borelli e del collettivo Samovar con Nights in Reverbs.
Il festival giungerà al culmine il 7 settembre, ultimo giorno, con l’ultima sessione di Pitch & Drink e con tre performances: That’s twisted di Baptiste Cazaux, Nulla dies sine linea di Roberta Racis e Jalousie des tempêtes!! di Emma Saba, che daranno forma a nuovi immaginari coreografici.
That’s twisted sgorga dalla nuda malinconia, dall’incapacità di immaginare un futuro luminoso e dal terrore di un mondo sul ciglio del collasso, mentre in Nulla dies sine linea la pratica coreografica incontra il whipcracking (schiocco di frusta acrobatica) grazie alla collaborazione con l’artista Mordjane Mira. Jalousie des tempêtes!! vede invece Emma Saba “infestare” il repertorio lirico classico di fantasmi del presente.
Il pomeriggio si aprirà poi con la prima assoluta di Momento spento, creazione teatrale firmata dal collettivo phased / romantic :: hampton / de crais, un’enorme processione-spettacolo spontanea con cavalli, cantanti e macchine; mentre il Circle Club ospiterà un lungo dj set di Fabio Nirta e il live set di NAIP, in una serata pensata come festa collettiva.
A chiudere il festival sarà la performance intensa e poetica di The Blue Hour di Benjamin Kahn, al Teatro Comunale. “The blue hour” è quel sorprendente intervallo di tempo durante il quale, in natura, gli animali notturni tornano al silenzio e quelli diurni non si sono ancora svegliati, quel minuto di quiete e sospensione che, per analogia, ci rimanda alle nostre società, al bivio tra ideologia ed ecologia: per il festival, un congedo visivo di grande forza evocativa.
Dal 4 al 7 settembre 2025, Soverato diventa così un crocevia di linguaggi e immaginari: quattro giorni in cui il teatro, la danza, la musica e l’incontro con il pubblico costruiscono una comunità temporanea, visionaria e ospitale, pronta a immaginare insieme il domani.