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Strage di Amendolara e caporalato, M5S attacca il Governo: “Interventi insufficienti, servono riforme strutturali”

La morte dei quattro braccianti ad Amendolara riporta al centro del dibattito politico il tema del caporalato e delle condizioni di sfruttamento nei campi italiani. Per il Movimento 5 Stelle si tratta dell’ennesimo episodio di una crisi strutturale che, secondo la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, continua a non ricevere risposte adeguate da parte dell’esecutivo.

“La strage dei quattro braccianti ad Amendolara, in Calabria, per mano di caporali senza scrupoli è solo l’ultimo, drammatico episodio di una lunga scia di sfruttamento e morte che continua a consumarsi nei campi italiani”, ha affermato Castellone, sottolineando come, a distanza di anni da altre tragedie, il fenomeno resti irrisolto.

La vicepresidente del Senato ha richiamato anche il caso di Satnam Singh, evidenziando la mancanza di interventi strutturali efficaci: “Sono passati due anni dalla morte di Satnam Singh e il Governo ha completamente sottovalutato la gravità del fenomeno, limitandosi ad annunci e misure inefficaci mentre migliaia di lavoratori continuano a vivere e lavorare in condizioni disumane”.

Nel suo intervento, Castellone ha rivendicato il ruolo del Movimento 5 Stelle nell’introduzione di alcuni strumenti di contrasto al caporalato, a partire dal Tavolo istituzionale dedicato al fenomeno: “Eppure, gli strumenti per contrastare il caporalato esistono e sono stati introdotti anche grazie al M5S. Nel 2018, ad esempio, proprio su nostro impulso venne istituito il Tavolo caporalato che avrebbe dovuto garantire continuità nell’azione di prevenzione e contrasto. Invece negli ultimi anni lo stesso Tavolo, affidato ai ministeri del Lavoro, dell’Agricoltura e dell’Interno è stato convocato a singhiozzo, senza la necessaria determinazione”.

La senatrice ha poi criticato le politiche sui flussi migratori, ritenute inefficaci nel garantire percorsi regolari di ingresso e lavoro. “I ministri Lollobrigida e Calderone hanno pensato che il problema potesse essere risolto tramite i decreti flussi, ma, come rilevato dalla Flai Cgil, soltanto il 16% delle persone che entrano in Italia attraverso questo meccanismo riesce poi a ottenere il permesso di soggiorno. Tutti gli altri rischiano di finire nelle mani degli sfruttatori e della criminalità organizzata, alimentando proprio quel sistema che a parole si dice di voler combattere”.

Uno dei passaggi più critici riguarda la gestione delle risorse del Pnrr destinate al superamento dei ghetti per i lavoratori migranti. “Il più grande fallimento del Governo si chiama però Pnrr”, ha dichiarato Castellone, aggiungendo che “per il superamento dei ghetti dei lavoratori immigrati erano stati previsti 200 milioni di euro ma ne saranno spesi appena 24,8 milioni”.

In conclusione, la vicepresidente del Senato ha rilanciato un pacchetto di proposte già avanzate dal Movimento 5 Stelle per rafforzare la tutela dei lavoratori e contrastare lo sfruttamento. “Le nostre proposte sono da tempo sul tavolo: dall’introduzione del reato di omicidio sul lavoro alla revisione della legge Bossi-Fini, fino all’istituzione del marchio etico del lavoro di qualità. Proposte concrete che la maggioranza e il Governo hanno scelto di ignorare. Davanti a nuove tragedie non bastano più le parole di circostanza ma servono scelte coraggiose”, ha concluso Castellone.

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