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“Geografie possibili”, il silenzio musicale dei paesaggi calabresi: inaugurata al Complesso San Giovanni la mostra di Virgilio Piccari

È stata inaugurata mercoledì 15 luglio, al Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro, “Geografie possibili – Suoni nel silenzio”, la mostra fotografica personale di Virgilio Piccari, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Il vernissage ha richiamato un’ampia platea: appassionati di fotografia, docenti e studenti dell’Accademia si sono uniti a numerosi rappresentanti delle istituzioni cittadine e regionali, in una delle serate tra le più partecipate degli ultimi mesi ospitate nel complesso monumentale catanzarese.

A testimoniare l’attenzione delle istituzioni verso l’iniziativa erano presenti il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita e l’assessora comunale alla Cultura Donatella Monteverdi, insieme al presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, e al sindaco di Monasterace, Carlo Alberto Murdolo. Alla serata hanno preso parte anche esponenti di rilievo del sistema dell’Alta Formazione Artistica e Musicale calabrese: la presidente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro Stefania Mancuso e il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria Pietro Sacchetti. Tra gli ospiti anche il fotografo Carmelo Nicosia, docente dell’Accademia di Belle Arti di Catania, la cui ricerca artistica sull’identità dei luoghi dialoga idealmente con il lavoro di Piccari.

 

Ad aprire ufficialmente la serata è stata l’introduzione critica di Maria Saveria Ruga, curatrice della mostra insieme allo stesso Piccari e a Francesco Cuteri, che ha accompagnato il pubblico dentro la grammatica visiva del percorso espositivo.

«Nel percorso espositivo si riconosce la formazione da architetto di Virgilio Piccari. Si legge subito nella linea di orizzonte che unifica tutte le sequenze degli scatti, e che rivela uno sguardo abituato a leggere il territorio nel rapporto tra spazi pieni e vuoti», ha spiegato Ruga.

«Questo modo di guardare il paesaggio calabrese – ha aggiunto – si evidenzia ancora di più nel linguaggio fotografico scelto, il bianco e nero: un dialogo che esiste ancora prima che il visitatore si soffermi sul singolo scatto e ne riconosca la porzione di territorio. Nel caso del paesaggio di Monasterace, l’affondo si gioca prima di tutto sul rapporto tonale, tra neri profondi che attraggono immediatamente lo sguardo e bianchi che illuminano spazi precisi: è la luce che si riflette nell’acqua, ed è la luce che si riflette sulle mura delle abitazioni».

«Tutto il percorso della mostra invita a soffermarsi. Il titolo scelto dall’autore, Geografie possibili, Suoni nel silenzio, ci invita a esplorare questo archivio in divenire del paesaggio calabrese, ma anche a tornare più volte sui singoli scatti, per lasciarsi ascoltare. Non solo riempire gli occhi, ma anche ascoltare: perché il silenzio, in realtà, è un’energia molto attiva», ha concluso la curatrice.

 

Visibilmente emozionato, Virgilio Piccari ha preso la parola per raccontare il percorso che ha condotto alla mostra e il legame profondo con i luoghi fotografati.

«Forse non bastano le luci che ho provato ad accarezzare in questa stagione progettuale per raccontare le emozioni che stanno attraversando il mio pensiero. Ho riassaporato il gusto delle lacrime, che non provavo da tanto tempo. È una Calabria che prova a dialogare con chi si trova a passare da questi luoghi, con dolci melodie. E noi continuiamo a deturparla, a offenderla, usurpando l’uso del suolo in modo feroce», ha esordito Piccari.

«Mi sono trovato in un luogo che, a 360 gradi, è ancora capace di sussurrare, quasi con versetti e con rime. Il bisogno di essere accompagnato con le stesse carezze che ho sentito durante la procedura fotografica l’ho percepito fortissimo. E quel passaggio che il professor Francesco Cuteri racconta, vedendomi all’alba, prima del sorgere del sole: credo che racchiuda davvero l’emozione che ho vissuto. Ma senza quei paesaggi, senza questa terra, non avrei potuto raccontarli».

«Le fotografie fanno ascoltare sulla propria pelle quel vento che piega le foglie, quei tumulti del mare, pur nella distanza, come se componessero insieme, all’unisono, opere armoniche. Quel sole che dalle prime luci dell’alba fino all’ultimo istante racconta la fatica di generazioni che si sono affannate, con sacrificio, a prendersi cura di questi territori».

«Mi auguro che questi scatti riescano a comunicarlo, e che riescano ad aprire le coscienze affinché, finalmente, all’unisono, gli abitanti di questo territorio si abbraccino con un solo intento: valorizzare questa terra. Ne ha bisogno, ce lo chiede quasi in forma disperata. Io ho avuto l’onore di ascoltarlo, e spero che questo possa essere percepito da chi, nei prossimi giorni, deciderà di visitare questo luogo», ha concluso l’artista.

La mostra rimarrà visitabile fino al 15 settembre 2026, confermando la vocazione del Complesso Monumentale del San Giovanni come uno dei principali poli espositivi della città e della regione. L’Accademia di Belle Arti di Catanzaro rinnova l’invito a visitare “Geografie possibili – Suoni nel silenzio”, un percorso che, nelle parole della stessa curatrice, chiede di essere “visto e rivisto” per lasciar affiorare tutta la densità di memoria custodita negli scatti di Virgilio Piccari.

 

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