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Strage di Amendolara, identificate le quattro vittime: un sopravvissuto ha raccontato l’orrore

Emergono nuovi dettagli sull’incendio che lunedì scorso ad Amendolara è costato la vita a quattro lavoratori stranieri. Le indagini hanno consentito di identificare le vittime, tutte migranti impiegati come braccianti agricoli e giunti in Calabria dopo un precedente passaggio in Sardegna.

A perdere la vita sono stati il cittadino pakistano Waseem Khan, 29 anni, e tre giovani afghani di etnia pashtun: Amin Fazal Khogjani, 28 anni, Ullah Ismat Qiemi, 19 anni, e Safi Iayjad, 27 anni.

L’identificazione si è rivelata particolarmente complessa a causa delle condizioni dei corpi, gravemente compromessi dalle fiamme. Gli investigatori sono riusciti a risalire all’identità delle vittime grazie alla documentazione rinvenuta nell’abitazione di Villapiana dove i quattro vivevano insieme ad altri migranti.

Nello stesso appartamento risiedeva anche Mohammad Taj Alamyar, afghano di 35 anni, unico superstite della tragedia. L’uomo sarebbe riuscito a salvarsi rompendo uno dei finestrini del veicolo coinvolto e fuggendo prima che l’incendio si propagasse completamente.

L’inchiesta ha già portato all’adozione di due provvedimenti di fermo. Le persone raggiunte dalla misura sono i cittadini pakistani Safeer Ahmed e Ali Raza, entrambi trentunenni, sui quali si stanno concentrando gli accertamenti degli investigatori per ricostruire con precisione le responsabilità e la dinamica dei fatti.

Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare il contesto in cui maturata una tragedia che ha scosso profondamente l’opinione pubblica.

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