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Il nuovo consiglio comunale di Reggio Calabria: conferme, sorprese e meritatamente trombati

di Claudio Cordova – Si vive di falsi storici. Un esempio. Alle ultime consultazioni comunali di Reggio Calabria circolava la vulgata “si sono candidati proprio tutti”. Quando, in realtà, i dati dicono che vi erano meno candidati rispetto alle ultime elezioni. Un altro falso storico è che le rappresentanze nel civico consesso siano, di tornata in tornata, più scarse. Ora, sarà sicuramente il tempo a chiarire tutto ciò. Anche se, oggettivamente, il consiglio comunale uscente conteneva una serie di personaggi improponibili, alcuni dei quali, fortunatamente, sono rimasti fuori nonostante la ricandidatura.

Dopo giorni e giorni di attesa, infatti, sono finalmente terminate le procedure di spoglio dei 196 seggi cittadini. Il dato sugli eletti era consolidato da tempo, con un unico risultato in bilico: il quinto seggio di Forza Italia, ambito dai medici Nino Zimbalatti e Rocco Lascala. Una lotta all’ultimo voto, infine vinta dal primo, ex esponente del centrosinistra, oggi folgorato sulla via di Damasco.

Una lotta così entusiasmante che non si vedeva dai tempi di Borg e McEnroe.

Il resto del consiglio comunale è composto da volti noti, con diverse riconferme. A cominciare proprio da Forza Italia, con Antonino Maiolino e Federico Milia. Quest’ultimo, nelle scorse tornate sostenuto proprio dal sindaco eletto Francesco Cannizzaro, in quest’occasione ha dovuto fare da solo, mantenendo comunque una dote importante di voti, quasi 1.300. C’è vita politica anche oltre Cannizzaro: da annotare su un post-it e da appiccicare sul frigorifero. Sarebbe stato il redivivo Peppe Eraclini, invece, il candidato sostenuto da Cannizzaro, sia per vicinanza politica, che personale e familiare. L’ex “sindaco di Sbarre” torna in consiglio, dopo anni di oblio politico. Tra le conferme (scontate) Demetrio Marino in Fratelli d’Italia e i due consiglieri leghisti: Peppe De Basi, ma, soprattutto, l’ex forzista Antonino Caridi, oggi sostenuto dal consigliere regionale Giuseppe Mattiani e, quindi, in predicato di diventare vicesindaco. Conferma anche per l’onnipresente Mario Cardia, in Noi Moderati. Altrettanto scontata anche la rielezione del “santone” Massimo Ripepi che, però, in Alternativa Popolare, si porta dietro anche Emiliano Imbalzano.

Per ciò che concerne i volti nuovi, da segnalare sicuramente Marco Parisi, candidato in Reggio Futura, la lista animata da Peppe Scopelliti, che ha espresso tre consiglieri. Giovane professionista, con un passato personale e familiare di lotta alla ‘ndrangheta, che si affaccia ora al suo primo incarico pubblico. Conferma, sempre in Reggio Futura, anche per Filomena Iatì, che nella precedente tornata era subentrata a Palazzo San Giorgio ad Angela Marcianò. Semisconosciuti alla politica, invece, i neo consiglieri Paolo Paviglianiti (Forza Italia), Serena Antonia Mangano (Fratelli d’Italia) e Miriam Pitasi (Insieme si può). Mentre il segretario di Azione, Gianluca Califano, si costruisce una lista su misura e ottiene il seggio in Azione.

Alla prima esperienza in consiglio, ma sicuramente persone molto note in città, Luisa Curatola, sorella dell’ex assessore comunale e oggi al vertice di Soseteg, Walter, e Daniela De Blasio, una vita nelle Pari Opportunità, ma con un’esperienza anche in Azienda Calabria Lavoro. Non mancano i “figli di”: Giuseppe Bilardi, figlio dell’ex senatore Gianni, e Stefano Maria Vilasi, figlio dell’ex consigliere regionale Gesuele. Mentre Nicola Zera Falduto è nipote dell’imprenditore Pino Falduto, l’uomo del Porto Bolaro.

Il centrodestra ha stravinto. Ma, ovviamente, non mancano i delusi. Detto di Lascala, che, però, probabilmente chiederà il riconteggio, in Fratelli d’Italia non vengono eletti ex consiglieri come Luigione Dattola, ma anche Nicola Malaspina, sostenuto dall’ala più dura e pura della destra. Buon risultato per Reggio Futura, anche se probabilmente Scopelliti si aspettava di più dai due medici candidati, Mariano Pasquale Barbalace e Antonino Caratozzolo, entrambi sostenuti da Franco Sarica. Non eletto nemmeno il poliziotto ed ex consigliere Massimo Labate, anche se, evidentemente, il “trombato” eccellente è Daniele Romeo, sostenuto proprio da Scopelliti e primo dei non eletti. Una posizione che, ora, potrebbe complicare anche l’ingresso in Giunta di Reggio Futura, proprio per impedire a Romeo di accedere al consiglio. Di rilievo, poi, l’esclusione di Nicola Paris, l’ex consigliere regionale (uscito indenne da vicende giudiziarie gravi) e non eletto in Noi Moderati nonostante ben 946 voti. Tra i “figli di”, invece, non viene eletto Rocco Chizzoniti, figlio dell’ex presidente del Consiglio Comunale ed ex consigliere regionale, Aurelio. Delusione anche per Pasquale Imbalzano, figlio dell’ex consigliere regionale Candeloro, che, nei ranghi di Forza Italia, potrebbe comunque rientrare con il gioco degli assessori. Mentre tra i meritatamente trombati, spicca Armando Neri, già amico di Giuseppe Falcomatà, già suo assessore al Bilancio e vicesindaco, oggi giustamente punito dagli elettori per il suo passaggio nella Lega.

E il nome di Neri, ci porta, nel tragicomico viaggio nella politica reggina, al centrosinistra. Schiantato, annichilito, giudicato per i pessimi anni di Amministrazione Falcomatà. L’unico a chiedere realmente scusa è stato fin qui Demetrio Delfino, uno dei consiglieri più longevi e rieletto in Alleanza Verdi Sinistra. Il Pd ottiene appena tre seggi, rimanendo sotto al 10%: gli uscenti Marcantonio Malara, Peppe Marino e Carmelo Versace. Ma, ovviamente, nei ranghi del centrosinistra sono molti di più i “trombati”. A cominciare da Paolo Brunetti. L’emblema dell’insipienza politica degli ultimi dodici anni che, da sindaco e vicesindaco per un lustro, riesce nell’impresa di non entrare in consiglio comunale. Serve talento. Fuori anche il presidente del consiglio comunale uscente, Enzo Marra. Una batosta per il senatore Nicola Irto, che lo sosteneva. Mentre non paga la scelta di Antonio Ruvolo, persona di storia e dignità politica notissima e indiscutibile in città, che scivola sull’appoggio di mister Sorical, Demetrio Naccari. Non vengono elette, inoltre, né Maria Antonietta Rositani, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, né l’uscente Lucia Anita Nucera. Fuori dal consiglio un altro dei fenomeni creati da Falcomatà: l’ormai ex delegato allo Sport, Giovanni Latella.

Vedete che poi, in fondo, questo consiglio comunale potrebbe non essere più scarso del precedente?

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