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Autonomia differenziata, Pirondini (M5S) attacca: “Così il diritto alla salute sarà sempre più diseguale”

Scontro in Senato sul tema dell’autonomia differenziata. Nel corso del dibattito, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Luca Pirondini, ha puntato il dito contro le pre-intese tra Governo e Regioni, sostenendo che il provvedimento rischia di ampliare ulteriormente il divario tra Nord e Sud, soprattutto sul fronte della sanità.

Secondo l’esponente pentastellato, le nuove misure avrebbero ripercussioni dirette anche sulla mobilità sanitaria, penalizzando in particolare i cittadini delle regioni meridionali.

“Le pre-intese spiegano il perché del Ponte sullo Stretto: i cittadini siciliani avranno bisogno di molte più strade per andare da Sud verso Nord per curarsi. State creando tante Regioni sempre più povere e alcune sempre più ricche. Se le risorse finiscono sempre di più nelle casse di pochissime regioni del Nord è chiaro che curarsi in Calabria sarà sempre più difficile che curarsi in Veneto, per fare un esempio”.

Pirondini ha poi accusato la maggioranza di procedere nonostante, a suo giudizio, il provvedimento non tenga conto delle indicazioni della Corte Costituzionale e sia frutto di un accordo esclusivamente politico.

“Lo fate con un provvedimento che se ne frega della sentenza della Corte Costituzionale e che buona parte della maggioranza non condivide, ma siete costretti a farlo per un ignobile scambio politico: perché si potesse approvare alla Camera la legge elettorale si deve approvare al Senato questa porcheria che piace solo alla Lega, che ha paura di perdere voti perché è rincorsa da un generale omofobo e razzista”.

Nel suo intervento il senatore ha rivolto anche un appello ai parlamentari del Mezzogiorno che sostengono il Governo.

“I parlamentari meridionali della maggioranza si facciano un esame di coscienza: dovranno tornare a casa e spiegare alla loro gente che hanno votato contro il loro diritto alla salute. Devono vergognarsi”.

In conclusione, Pirondini ha chiesto l’approvazione di un ordine del giorno dedicato alla situazione della sanità ligure, denunciando le difficoltà del sistema sanitario della sua regione.

“Chiedo almeno di approvare un odg che parla della mia regione, la Liguria, dalla quale i cittadini vanno via per curarsi altrove. Non c’è da stupirsene dopo dieci anni di governo regionale di centrodestra e un ex governatore non insignito del premio Nobel per la medicina ma che è stato arrestato e che poi ha patteggiato una pena per corruzione”.

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