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DPM contro il “grottesco duetto” su Roma e Calabria: “Occhiuto dica no al saccheggio della nostra terra”

“In Parlamento abbiamo assistito all’ennesimo spettacolo di arroganza politica.

Governo e opposizione, complici allo stesso modo, hanno chiuso la porta in faccia al diritto dei cittadini di scegliersi i propri rappresentanti. Da oltre vent’anni le segreterie dei partiti decidono chi deve sedere in Parlamento: fedelissimi, nominati, soldatini obbedienti.

I territori? Gli elettori? Roba da soffitta.

Intanto il Sud arretra, mentre Calderoli continua a giocare con l’autonomia differenziata come fosse un giocattolo da campagna permanente. Per salvare una Lega che perde consensi ovunque, rilancia la solita narrazione tossica delle “due Italie”, barattando la secessione dei ricchi con la sanità calabrese. Un mercimonio politico indegno.

Il presidente Occhiuto nega tutto. Ma i calabresi continuano a non sapere se la sanità sia davvero fuori dal commissariamento, né se finiranno le liste d’attesa che li costringono a migrare per curarsi. Due Italie, sì: una che cura, una che aspetta.

La Lega ora pretende che Occhiuto rispetti gli accordi preelettorali: posti, poltrone, sottogoverni. Ma l’allargamento del “tavolo dei ricchi” è saltato. E non solo per merito delle dinamiche interne: il segretario di DPM, Francesco De Cicco, insieme a gran parte dell’opposizione, ha sbarrato la strada a questo ennesimo tentativo di saccheggio politico. Nessun nuovo sottosegretario, nessun nuovo assessore, nessuna nuova struttura di potere.

Se davvero si vuole andare avanti con questa follia, si abbia almeno il coraggio di chiamare i calabresi al referendum. Decidano loro. Decidano quelli che ogni giorno lottano per far quadrare i conti, quelli che vedono i figli partire, quelli che non hanno mai avuto il privilegio di essere ascoltati dai palazzi romani.

DPM sarà ovunque, pronto a contrastare questa deriva. Perché mentre la Lega si ricorda del Sud solo quando deve saccheggiarlo, noi ci siamo sempre. E oggi, puntualmente, il senatore Mario Occhiuto ricorda alla Lega che l’accordo sulle preintese è già stato regalato. Anzi, lo rilancia. Non si chieda di più, perché i calabresi potrebbero svegliarsi.

In questo duetto degno di una regia grottesca, uno picchia dalla Calabria e l’altro sorride da Roma. Totò e Peppino, dilettanti al confronto. Il destino del Sud barattato sul tavolo dei potenti.

DPM non ci sta. DPM non si piega. DPM non partecipa a questo scempio.

Perché non è solo il suo segretario Francesco De Cicco- che svolge al meglio il suo ruolo di consigliere incalzando il governo regionale con interrogazioni, iniziative, mobilitazioni, ma una squadra che cresce, si radica sempre più sul territorio ed in cui la gente si riconosce, fatta da donne e uomini che vivono e lottano per il futuro di questa terra..

Al presidente Occhiuto riconosciamo che, in alcuni momenti, ha mostrato coraggio. Lo dimostri anche ora: Dica NO all’autonomia differenziata. Riveda lo scellerato accordo sulle preintese. Rimandi al mittente le pretese della Lega.

Il Sud non è merce di scambio. La Calabria non è terra da saccheggiare”.

Così in una nota il Presidente DPM Francesco Intrieri

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