Il turismo delle radici è una delle nuove frontiere dello sviluppo regionale, perché trasforma la memoria familiare in viaggio, il cognome in itinerario, la nostalgia in economia, il ritorno in relazione stabile con i territori. Non si tratta soltanto di far rientrare per qualche giorno chi è partito o i suoi discendenti, ma di costruire un’offerta capace di legare genealogia, borghi, lingua, cucina, riti, archivi, comunità locali, imprese e accoglienza. La Calabria può diventare destinazione del ritorno, a condizione che questo patrimonio affettivo venga organizzato, raccontato e trasformato in prodotto turistico permanente.
DAL TIRRENO UN APPELLO A RITROVARE IDENTITÀ COME MOTORE DI SVILUPPO
È questo il messaggio emerso nel corso dell’incontro dedicato al turismo delle Radici, ospitato domenica scorsa (12 luglio) nella Sala consiliare di Fuscaldo Marina e promosso da Italia del Meridione (IDM), con la partecipazione di Casa Calabria International (CCI). Il convegno, moderato da Giuseppe Maio, si è aperto con i saluti del Sindaco di Fuscaldo, Giacomo Middea, e ha visto gli interventi del consigliere comunale Paolo Fuscaldo, promotore e organizzatore dell’iniziativa, di Annalisa Alfano, Segretario provinciale IDM, di Emilio De Bartolo, Segretario regionale IDM, e di Francesco D’Addino Sanodonato, Vicepresidente di Casa Calabria International. A concludere i lavori è stato Orlandino Greco, Consigliere regionale, Presidente della Prima Commissione e delegato ai rapporti con i Calabresi nel Mondo.
D’ADDINO: ACCOGLIERE I DISCENDENTI COME COMUNITÀ CHE TORNA A CASA
Nel suo intervento, il Vicepresidente di Casa Calabria International, Francesco D’Addino Sanodonato, ha richiamato la necessità di superare una lettura occasionale del turismo delle radici. I corregionali nel mondo e i loro discendenti non possono essere accolti come semplici visitatori. Devono essere riconosciuti come parte di una comunità dispersa che torna a cercare il proprio principio, la propria voce, il proprio luogo originario. Per questo servono percorsi strutturati, capaci di unire ricerca genealogica, esperienza nei borghi, patrimonio enogastronomico, incontri con le comunità locali e narrazione autentica dei territori.
GRECO: TRASFORMARE IL SENTIMENTO DEL RITORNO IN POLITICA DI SVILUPPO
Il Consigliere regionale Orlandino Greco ha condiviso questa prospettiva, evidenziando come la Calabria stia vivendo una stagione nuova anche sul fronte dell’attrattività turistica. L’aumento dei flussi, il rafforzamento dei collegamenti aerei e la maggiore presenza della regione nei circuiti internazionali confermano che esiste una domanda crescente di Calabria. Il turismo delle radici, in questa visione, non è esperienza passeggera ma riconnessione profonda con l’identità. Il compito delle istituzioni, insieme alle associazioni dei calabresi nel mondo, è trasformare il sentimento del ritorno in una proposta moderna, efficiente e continuativa.
DODICI MESI L’ANNO, OLTRE LA STAGIONE BALNEARE
La sfida più interessante è quella della destagionalizzazione. Il turismo delle radici non dipende soltanto dal mare d’estate, ma può vivere tutto l’anno. È un turismo lento, colto, affettivo, ad alta intensità relazionale. Può portare presenze nei mesi meno affollati, generare nuove economie nei piccoli comuni e rimettere al centro luoghi spesso esclusi dalle rotte del turismo tradizionale.
RADICI, RITMI E SAPORI: LA CALABRIA COME ESPERIENZA COMPLETA
Dopo il convegno, il programma ha previsto il primo premio Calabresi nel Mondo. Radici d’eccellenza 2026, rivolto alle eccellenze fuscaldesi nel mondo, e la Festa Calabrese: radici, ritmi e sapori di Calabria, con cena De.Co. dedicata ai piatti tipici locali.
CASA CALABRIA, RETE MONDIALE PER RIABBRACCIARE CHI È PARTITO
Per Casa Calabria International, il turismo delle radici rappresenta uno degli strumenti più efficaci per dare forma concreta al legame con le comunità calabresi nel mondo. Non basta dire ai nostri corregionali di tornare. Bisogna prepararne il ritorno costruendo accoglienza e facendo rete.
