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Tra vent’anni mangeremo tutti le stesse cose? La scienza dice che la risposta è no

Per anni ci hanno insegnato che esisteva un’alimentazione corretta, valida per tutti. Oggi la ricerca sta demolendo questa certezza.

Il futuro della salute potrebbe non essere una dieta universale, ma un’alimentazione costruita sulle caratteristiche di ciascuno di noi. Il nostro patrimonio genetico, il metabolismo, lo stile di vita e perfino la qualità degli alimenti che scegliamo stanno diventando gli elementi di una nuova idea di benessere: più personale, più consapevole, più scientifica.

È una rivoluzione silenziosa che non riguarda soltanto medici e ricercatori. Riguarda tutti noi. Perché il luogo in cui questa rivoluzione prende forma non è il laboratorio, ma la tavola.

Da qui nasce il tema dell’incontro “Tra vent’anni mangeremo tutti le stesse cose?”, in programma giovedì 16 luglio a Torre Sant’Antonio, a Santa Caterina dello Ionio, nell’ambito della X edizione di “Uno Sguardo dalla Torre”.

Tre prospettive diverse si confronteranno sul futuro del benessere.

La prof.ssa Donatella Paolino, tra le più autorevoli ricercatrici italiane nel campo della nutraceutica e delle nanotecnologie applicate alla salute, illustrerà come la ricerca stia trasformando il rapporto tra alimentazione e prevenzione.

La dott.ssa Alessandra Morgante, biologa genetista nutrizionista e collaboratrice di Genomica di Roma, spiegherà perché la nutrigenetica sta cambiando il concetto stesso di dieta: non più un modello valido per tutti, ma un percorso costruito sulle caratteristiche biologiche di ogni individuo.

La dott.ssa Antonella Gullà, dell’Azienda Avicola Gabriele Benincasa, porterà il punto di vista di un’impresa che ha scelto di investire nella qualità, nell’innovazione e nel benessere animale, ricordando che la salute del consumatore inizia molto prima dell’acquisto, là dove il cibo viene prodotto.

A guidare il confronto sarà il giornalista e conduttore radiotelevisivo Massimo Brescia.

Non sarà una conferenza per addetti ai lavori. Sarà un’occasione per comprendere come il benessere del futuro nascerà dall’incontro tra ricerca scientifica, medicina, impresa e responsabilità individuale.

Perché la domanda non è soltanto cosa mangeremo tra vent’anni.

La domanda è se saremo finalmente capaci di usare la conoscenza per vivere meglio. E questa è una sfida che riguarda tutti.

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