Da Dargen D’Amico a Serena Brancale, passando per Giuliano Palma, Enzo Avitabile e i Bottari, Stefano “Cisco” Bellotti, Paolo Buonvino e Franco Arminio. Dal 23 al 30 luglio il Festival delle Invasioni si prepara a far vibrare il cuore del centro storico di Cosenza che torna ad essere lo scenario di uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’estate. Un festival che unisce teatro popolare, musica d’autore, innovazione tecnologica, riflessione antropologica e identità locale. L’edizione di quest’anno ha scelto “Radici” come claim. La parola raccoglie tre movimenti che il cartellone mette in scena giorno per giorno: chi appartiene a un luogo e lo abita con consapevolezza (Appartenenza), chi sceglie di restarci e di prendersene cura reinventandolo (Restanza), chi se n’è andato o è arrivato da fuori e vi porta nuovi sguardi (Ritornanza). La storica manifestazione del Comune di Cosenza è organizzata da Gianluigi Fabiano per GFE ed è cofinanziata dalla Regione Calabria nell’ambito dell’Avviso pubblico “Sostegno e promozione turistica e culturale”. Questa mattina il programma è stato illustrato in una conferenza stampa, tenutasi nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, dal Sindaco Franz Caruso, affiancato dai consiglieri comunali delegati agli Eventi, Francesco Turco, e alla Cultura, Antonietta Cozza. Con loro anche il dirigente del settore Cultura di Palazzo dei Bruzi, Giuseppe Bruno, e la coordinatrice del Festival Carmela Caligiuri. Il Sindaco Franz Caruso ha subito definito il Festival delle Invasioni “una manifestazione identitaria per la nostra città”, ricordandone la nascita nel 1998, “grazie alla felice intuizione di Franco Dionesalvi, assessore, artista e poeta del nostro territorio”. Il primo cittadino ha ricordato, inoltre, l’interruzione per qualche anno e, “appena ci siamo insediati” la ripresa e riproposizione “proprio perché rappresenta per noi un momento particolarmente significativo di un impegno che non è solo spettacolo, ma è anche e soprattutto cultura”. Franz Caruso ha insistito sul carattere storico ed identitario del Festival che “mai come quest’anno richiama lo sviluppo stesso di Invasioni, perché “Radici” è un claim che vuole rappresentare tre momenti particolari dell’iniziativa (appartenenza, restanza e ritornanza), ma “Radici” – ha rimarcato ancora il Sindaco – segna anche un ritorno alle origini di questa iniziativa. Le radici sono importanti, in quanto qualsiasi territorio non ha proiezioni al futuro se non è ancorato fortemente alla sua storia, alle sue appartenenze, alle sue bellezze. E anche queste iniziative sono una parte di quella bellezza alla quale si deve aspirare per far crescere una comunità e una città. Non vogliamo – ha aggiunto Franz Caruso – che questi siano dei singoli eventi e che ogni iniziativa abbia una storia a sé, ma vogliamo che ogni attività che mettiamo in campo faccia parte di un sistema perché Cosenza vive e deve vivere sempre di più perché attraverso la sua vitalità si alimenta quel percorso turistico che noi vogliamo sia di qualità. Noi vogliamo – ha detto ancora il primo cittadino nel corso della conferenza stampa – che chi viene a Cosenza, venga per visitare le bellezze del territorio, per vivere la nostra città e per ritornare in ragione delle cose che ha visto e dell’accoglienza ricevuta. E Invasioni rappresenta un altro step importante del sistema che abbiamo messo in campo per rendere Cosenza sempre più viva e soprattutto sempre più attrattiva”. Franz Caruso si è poi soffermato sul programma della manifestazione. “Vogliamo, come è nella tradizione di Invasioni, dare l’avvio alla nostra estate con un impegno che vedrà alternarsi nella nostra città artisti di varia estrazione, perché non ci saranno soltanto i nomi importanti della musica italiana che abbiamo inserito in cartellone, ma tante altre attività culturali che arricchiranno il nostro obiettivo, quello di animare sempre di più la parte più bella della nostra città che racchiude appunto le nostre radici e cioè il nostro centro storico. E questo lo faremo con una serie di iniziative che vedranno la partecipazione del pubblico come le passeggiate culturali per far conoscere il nostro centro storico che saranno una parte importante che si aggiungerà al palcoscenico principale, animato dai nomi più attesi di tutto il cartellone”. Franz Caruso non ha fatto mistero nel delineare quello che sembra essere uno degli obiettivi principali dell’azione amministrativa: rendere Cosenza ancora più viva ed attrattiva. E ha citato i feedback che in questo senso arrivano dai tour operator “che ci fanno avere dei segnali confortanti, segnalando l’aumento delle presenze nelle strutture ricettive”. Per il Sindaco quello attuale “non è più solo quel turismo di ritorno che abbiamo vissuto nel passato, ma un turismo nuovo che si allarga a tutte le realtà non solo italiane, ma soprattutto europee ed internazionali. Partendo dalle radici ci si proietta positivamente al futuro. Vogliamo che questi sette giorni intensi di Invasioni possano restare nella mente di chi vivrà questa esperienza che mi auguro, come nel passato, possa essere un’esperienza coinvolgente che lascerà il segno”. Il consigliere delegato agli eventi Francesco Turco ha ricordato l’inserimento in cartellone anche degli artisti locali. Tra i presenti in sala anche Speedy, giovane cantautore indie-pop calabrese originario di Sant’Agata d’Esaro, molto seguito dal pubblico giovanile su Tik-Tok e Instagram ed ospite, qualche tempo fa, del programma di Fiorello “La pennicanza” su Radio 2. Il consigliere Turco ha ricordato ancora il quarto anniversario della scomparsa di Franco Dionesalvi il 6 luglio scorso, coinciso con quello di un altro uomo di cultura della nostra città, Antonello Antonante. Una serata di Invasioni sarà curata proprio dal suo Centro Rat-Teatro dell’Acquario. Ricordando inoltre la presenza nel programma di una serata proposta dalla Consulta Intercultura della città, Turco ha sottolineato che “si è voluto racchiudere in questa edizione tutti gli ambiti artistici e culturali della nostra città”.
La delegata alla Cultura Antonietta Cozza ha invece ricordato la traiettoria del festival che si è venuta sviluppando negli ultimi tre anni attraverso tre grandi macro-fasi concettuali: “Sguardi diffusi” che ha riguardato la fase della percezione. Il festival ha insegnato alla comunità a moltiplicare i punti di vista, a decentrare l’attenzione culturale e a scoprire la bellezza negli angoli tradizionalmente trascurati o invisibili della città. Poi, con “Vortici urbani” si è passati alla fase del movimento. La città è stata percepita come un flusso energetico, un groviglio di connessioni rapide e linguaggi contemporanei capaci di scuotere il tessuto urbano attraverso la forza dell’arte. “Radici” rappresenta, quest’anno – ha sottolineato Cozza – la fase della profondità. Dopo aver guardato lontano ed essersi mossi velocemente, il festival compie un’inversione terapeutica. Sentendo il bisogno di ancorarsi, scava nel sottosuolo della memoria per riscoprire il senso ultimo della comunità e del luogo” Cozza ha invitato a puntare “uno sguardo attentissimo sul centro storico che è il nostro punto di riferimento perché il nostro cartellone è ricchissimo di working, di passeggiate, anche notturne, finalizzate alla riscoperta di quelle radici e luoghi della città che non conosciamo e che a volte ci sfuggono”. Ricordata dalla delegata alla Cultura anche la presenza significativa dell’Open Incubator dell’Università. “Il filo conduttore di tutto l’apparato culturale – ha concluso – è camminare lentamente nella città partendo dalla mattina presto. Un punto chiave, oltre alle opere teatrali che andranno in scena prima dei concerti, è la presenza di Franco Arminio, il paesologo direttore artistico del festival “La luna e i calanchi” di Aliano, in Basilicata. Cozza lo ha definito “l’attuatore di una sorta di rivoluzione, colui che ha approfondito i temi della lentezza, della restanza, ma anche l’abitare i luoghi e riscoprirli”. Il dirigente del settore Cultura Giuseppe Bruno ha spiegato la genesi del finanziamento dell’edizione 2026 di “Invasioni”, sottolineando che mentre gli altri anni “Invasioni” si era candidata al bando della Regione Calabria riservato alle manifestazioni storicizzate, quest’anno ha concorso all’avviso “Sostegno e promozione turistica e culturale” “che è un finanziamento inferiore a quello delle storicizzate, ma ci consente di attivare per altre attività storicizzate del comune, come la stagione lirica o il Capodanno un ulteriore finanziamento. Invasioni è finanziato quest’anno con un 25% garantito dalla Regione e la restante quota garantita dal Comune”. Nel dettaglio del cartellone è poi entrata la coordinatrice del progetto per GFE, Carmela Caligiuri. “Radici è un prosieguo delle edizioni precedenti – ha spiegato – e nasce per raccontare un movimento: ogni scelta musicale, ogni attività richiamano l’Appartenenza, la Restanza – in riferimento a Vito Teti – e la Ritornanza. Grazie alla sinergia tra la società di Gianluigi Fabiano e il Comune abbiamo dato vita al ricco cartellone di eventi. Nessun appuntamento e nessun artista sono stati scelti a caso, ma ognuno fa riferimento al claim di quest’anno. Luminae Song del 29 luglio, ad esempio, è pensata come sintesi visiva e musicale: un giardino di fuoco e di luce che restituisce, in immagine, l’idea di radici che bruciano per generare nuova energia, non per consumarsi”.
IL PROGRAMMA
Ogni giorno, oltre ai concerti principali di Piazza XV Marzo, il centro storico si animerà fin dal pomeriggio con i laboratori d’innovazione del Cosenza Open Incubator, il teatro popolare, gli spettacoli per le famiglie e le proiezioni immersive in 3D alle Terme Romane (dal 27 al 30 luglio, a cura di 3D Plus). Per i più giovani, la musica continua ogni sera a partire dalla mezzanotte con i Dj Set all’aperto alla Villa Vecchia. Un cartellone denso, interamente a ingresso gratuito.
Si parte giovedì 23 luglio alle ore 19.00 con “Walking in the Old City”, passeggiata culturale tra i vicoli, le botteghe e le attività commerciali del Centro storico di Cosenza alla scoperta della storia e alle opere di Federico Arcuri, a cura di EllebiLab; alle ore 21.00, in Villa Vecchia, primo spettacolo della rassegna teatrale con “Le tre Cicoriane”, una produzione di Scena Verticale scritta e interpretata da Dario De Luca. Alle ore 22.00 Il viaggio musicale di Invasioni 2026 si apre nel segno della contaminazione pop con Dargen D’Amico.
Venerdì 24 luglio, alle 8.30 del mattino, meditazione sonoro vibrazionale guidata da Alessandra Colucci, accompagnata dalle letture sull’antropologia della restanza proposte da Erranze Letterarie. Il percorso “radici, corpo e parole” si concluderà con una colazione solidale e biologica a km0 a cura del CSV Gli Altri Siamo Noi e della Cooperativa Volando Oltre. Nel pomeriggio, alle ore 17.30, Il Cosenza Open Incubator (Palazzo Spadafora) ospiterà “Voci dal mondo”, un incontro di testimonianza e confronto interculturale per conoscere Paesi, culture e tradizioni attraverso il racconto di chi li vive, promosso da ContaminaLab. Alle 21.00, in Villa Vecchia, è la volta di una potente narrazione di voci popolari con lo spettacolo “Sulle acque, sui rovi. Storia di San Francesco di Paola”, di Vincenza Costantino con Ernesto Orrico e Manolo Muoio. A seguire in Piazza XV Marzo l’energia soul e le sonorità ska-rocksteady di Giuliano Palma (opening act Lumpen Street Punk Heroes da Cosenza).
Il festival invita a camminare fisicamente nella storia di Cosenza con diverse passeggiate culturali: il 25 luglio con il viaggio nel Risorgimento cosentino con il tour “Tra Rintocchi di Libertà” (partenza alle 10.00 dal Museo dei Bretti e degli Enotri) curato da Paola Morano, la quale anche il 26 luglio, alle ore 19.00, accompagnerà il pubblico dalla Villa Vecchia nel Walking tour – invasioni Turistiche. Sempre domenica 26 luglio, alle ore 21.00, in Villa Vecchia il dialogo con le culture si completa con lo spettacolo di danza tradizionale srilankese e indiana Tollywood.
Lunedì 27 luglio, alle 18.30, in Piazza Duomo, si terrà il “Roadshow sulle tecnologie inclusive per non vedenti”, a cura di Aistech. Alle 21.00, in Villa Vecchia, in scena l’ironia e la riflessione sociale di “Storie, così pa arridìri…”, produzione di Libero Teatro con Francesca Gariano e Graziella Spadafora. A seguire sarà la volta di un evento di assoluto spessore culturale e antropologico: sul palco di Invasioni salirà Enzo Avitabile, accompagnato dal ritmo frenetico dei Bottari. Opening di Giovanni Segreti Bruno.
Il giorno successivo, martedì 28 luglio, dalle 18.30, a Palazzo Spadafora appuntamento con la video proiezione immersiva “Viaggio nel Cosmo”, un’occasione per parlare di stelle e vivere insieme la bellezza dell’universo, a cura di Missione al Cubo. Alle ore 21.00 spazio a grandi e piccoli con lo spettacolo ironico, divertente ma anche poetico “L’insolito Cappuccetto Rosso”, una produzione Centro R.A.T./Teatro dell’Acquario con Francesco Liuzzi e Rossana Micciulli. Alle 22.00, in Piazza XV Marzo, riflettori puntanti sul folk d’autore e d’impegno civile di Stefano “Cisco” Bellotti, storica voce dei Modena City Ramblers (opening act: Speedy).
Uno dei momenti più attesi del Festival è la giornata di mercoledì 29 luglio che aprirà alle ore 18.30, in Villa Vecchia, con uno spazio dedicato al teatro di figura per le famiglie con il pluripremiato spettacolo di burattini “Zampalesta u cane tempesta” di Angelo Gallo (Teatro della Libellula ETS). A Palazzo Spadafora, invece, alle 18.30, il seminario tecnico-scientifico “Il futuro del passato con la scansione 3D e l’innovazione per i beni culturali”, a cura di Philocalos. Il poeta e paesologo Franco Arminio, Alle ore 20.00, presenterà lo spettacolo tra poesia e teatro “La grazia della fragilità”.
A seguire, alle ore 22.00, in Piazza XV Marzo prenderà vita “Luminae Song, dove memoria, musica d’autore e visione contemporanea si fondono in un unico racconto di luce. Una magica serata che unisce lo spettacolo visivo e le installazioni di fuoco “Luminae Song – Opera Florea, un giardino di fuoco” della Compagnia Opera Fiammae, accompagnata dalla musica dei Brutia Brass in Blue Notes & Dolce Vita e dai racconti di ispirazione del famoso compositore Paolo Buonvino,
“Luminae Song è pensata come sintesi visiva e musicale del claim: un giardino di fuoco e di luce che restituisce, in immagine, l’idea di radici che bruciano per generare nuova energia, non per consumarsi”.
Sarà inoltre possibile, a partire dalle ore 23.00, orientarsi nel cielo e osservare galassie, nebulose e ammassi stellari con l’Osservatorio astronomico curato dal gruppo astrofili MenkAlinan e gruppo astrofili Giovan Battista Amico (GBA).
Giovedì 30 luglio, l’ultima giornata del festival si apre alle ore 20.00 in Villa Vecchia con il fascino etnico de “Il Canto d’Arberia” di Rocco Marco Moccia. La chiusura, alle ore 22.00, è affidata alla straordinaria voce e al groove di Serena Brancale, che incarna perfettamente il concetto di “Ritornanza” e contaminazione globale.
