“Ogni falsità è una maschera, e per quanto la maschera sia ben fatta, si arriva sempre, con un po' di attenzione, a distinguerla dal volto” - Alexandre Dumas - “I tre moschettieri”
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Tropea commemora il genocidio di Srebrenica

Srebrenica continua a rimanere una responsabilità civile, attuale, una ferita nella memoria. Il genocidio dell’11 luglio 1995 non può essere archiviato né relativizzato. Oltre ottomila ragazzi bosgnacchi, musulmani bosniaci, furono uccisi per odio razziale mentre l’Europa guardava. Oggi il rischio non è solo dimenticare, ma accettare il ritorno di linguaggi, propaganda e divisioni che rendono possibili nuove tragedie. A trentuno anni da quei fatti, Tropea sceglie di prendere posizione: memoria significa vigilanza, rifiuto dell’indifferenza, difesa concreta dei diritti umani e contrasto netto a ogni forma di odio e negazionismo.

 

A PALAZZO SANTA CHIARA GIORNATA DI RIFLESSIONE E COMMEMORAZIONE

È questo il leitmotiv dell’iniziativa promossa a Palazzo Santa Chiara da Alexandra ETS, in collaborazione con il Club per l’UNESCO di Tropea e sos KORAI ODV, in occasione della Giornata Internazionale di riflessione e commemorazione del Genocidio di Srebrenica. L’incontro, introdotto e moderato da Emanuele Giudice, Presidente di Alexandra ETS, è stato organizzato e promosso con il patrocinio del Comune di Tropea e della Provincia di Vibo Valentia, e in partnership con la Pro Loco di Tropea e la Consulta delle Associazioni.

 

IL FIORE BIANCO DAL CUORE VERDE, SIMBOLO DI LUTTO E SPERANZA

A parlare, con la forza silenziosa dei simboli, è stato il Fiore di Srebrenica, indossato da Beatrice Lento, psicologa e presidente di sos KORAI ODV. Gli undici petali ricordano per ricordare quel numero sul calendario che per tanti bosniaci significa ancora terrore; il bianco custodisce l’innocenza delle vittime; il verde consegna alla memoria una speranza che non si lascia soffocare dalla rimozione, dalla propaganda e dalla glorificazione della violenza. Nato dalle mani delle donne sopravvissute, quel fiore oggi chiede scelta, responsabilità, umanità.

 

LENTO: SUI CORPI DELLE DONNE LA GUERRA SCRISSE IL POTERE DELLA VIOLENZA

E proprio Beatrice Lento ha richiamato con forza il tema della violenza sistematica esercitata sui corpi delle donne durante il conflitto nei Balcani. Lo stupro è stato utilizzato come strumento deliberato di guerra e di dominio, finalizzato alla distruzione dell’identità individuale e collettiva. Un richiamo netto alla necessità di riconoscere queste violenze come crimini contro l’umanità e di sostenere percorsi di memoria, giustizia e tutela delle vittime.

 

EVANGELISTA: LA MEMORIA COME PRESIDIO CIVILE

Il contributo di Joshua Evangelista, giornalista e responsabile della comunicazione di Gariwo, ha richiamato il valore della memoria come argine etico e democratico. Ogni genocidio, prima di diventare massacro, attraversa parole, categorie, separazioni artificiali. Comincia quando il vicino diventa nemico, quando la differenza viene trasformata in minaccia, quando l’altro viene privato della propria dignità. Ricordare Srebrenica significa allora educarsi a riconoscere per tempo il passaggio dal pregiudizio alla discriminazione, dalla discriminazione alla persecuzione.

 

DIRITTI UMANI, TESTIMONIANZE DAL RESPIRO INTERNAZIONALE

L’iniziativa ha visto anche il contributo di autorevoli voci del panorama internazionale: Maud de Boer-Buquicchio, già Vice Segretaria Generale del Consiglio d’Europa e già Relatrice Speciale delle Nazioni Unite; Leda García Pagán, Ministra per i Diritti Umani del Governo dell’Honduras; e Francesco Femia, cofondatore del Council on Strategic Risks di Washington. I loro interventi hanno sottolineato il valore universale della memoria di Srebrenica e l’urgenza di un impegno condiviso nella difesa dei diritti umani.

 

AVERSANO AFFIDA A BEETHOVEN IL LINGUAGGIO DELL’INESPRIMIBILE

A concludere la serata è stata l’esibizione del Maestro Emilio Aversano, pianista di fama internazionale, che ha eseguito la Sonata op. 31 n. 2 “La Tempesta” di Ludwig van Beethoven, offrendo un momento di intensa partecipazione emotiva e riflessione.

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