“Egregio Presidente Occhiuto,
Rammentiamo bene le Sue parole sulla propensione alla “sfiga” di quanti han fatto scelta di “stare dalla parte del torto” – lo scriveva un ex studente in medicina (Bertold Brecht) a proposito – e ora vorremmo che Lei ci illustrasse come stanno le cose sulle case di comunità.
Entro il 30 giugno avrebbero dovuto essere operative in ogni angolo della Calabria e invece a distanza di oltre due settimane si brancola nel buio assoluto.
Le risultano questi elementi?
Da primo presidente “non commissariato”, come ama definirsi, quali risposte riesce a formulare all’opinione pubblica calabrese?
Ha sentore che i medici sono piuttosto perplessi e inferociti sulla possibilità di dover effettuare sei ore di completamento orario senza avere, ad oggi, la minima cognizione di dove, come e in quali posizioni organizzative, con quali responsabilità, in relazione con chi, ecc.
Tra loro si contano supermassimalisti con oltre milleottocento pazienti che hanno già difficoltà enormi a svolgere il proprio lavoro (visite, ADP, ADI, AFT), ebbene in che modo questi medici potrebbero espletare un simile aggravio lavorativo?
Nel frattempo, i cittadini restano privi dei più elementari diritti di cura e prevenzione, con liste d’attesa che umiliano il buon senso e indignano chiunque abbia un minimo di sensibilità verso le persone più fragili.
Ella dovrebbe chiedere conto a tutta la filiera di responsabilità dirigenziali e operative che agiscono nelle ASP e nei Distretti ovvero assumersi le responsabilità di un fallimento epocale e dimettersi con dignità per chiara inadempienza rispetto agli impegni assunti.
Lo faccia, si dimetta oppure chieda pubblicamente ai dirigenti di dare spiegazioni: è tempo di sgombrare il campo dalla propaganda parolaia che produce soltanto dolore e lacerazioni inaccettabili per chiunque abbia da condividere sofferenza, precarietà e vulnerabilità.
Si dimetta o faccia dimettere i responsabili del fallimento totale delle case di comunità, i calabresi debbono ricevere un segnale forte e chiaro”.
Così in una nota di Sinistra Italiana AVS – Federazione Provinciale di Cosenza.
