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Filomena Greco (CR-IV) ai dibattiti internazionali dei XX Giochi del Mediterraneo di Taranto: “La classe dirigente del Sud si assuma le sue responsabilità: serve un fronte comune per fermare il drenaggio di risorse”

«Il Mezzogiorno deve uscire dall’alternativa sterile tra il vittimismo e la favola dell’assistenzialismo, usata solo per negare ritardi e disuguaglianze. La nostra terra ha il dovere di essere protagonista attiva nelle dinamiche geopolitiche del Mediterraneo, pretendendo il rispetto delle regole e della legalità costituzionale». Lo ha dichiarato la consigliera della Regione Calabria di Casa Riformista – Italia Viva, Filomena Greco, intervenendo a Taranto alla sessione «Il Mediterraneo e il Mezzogiorno», nell’ambito della tre giorni promossa dal Comune di Taranto in occasione dei XX Giochi del Mediterraneo, con relatori di livello nazionale tra cui ex ministri, rettori di ateneo ed esperti di politiche europee.

Greco ha ribaltato la narrazione dominante sui rapporti finanziari tra Nord e Sud. «Sentire ancora oggi, nel question time alla Camera, un parlamentare del Nord parlare di “aiutare il Sud” non è più sostenibile. Sono decenni che siamo noi ad aiutare il Nord: con i nostri giovani migliori che vanno a pagare le tasse e creare ricchezza altrove, con la nostra mobilità sanitaria passiva, con i nostri fondi di coesione che compensano divari che le politiche ordinarie hanno prodotto e mai corretto. Secondo i dati del CNEL, tra il 2011 e il 2024 il Mezzogiorno ha trasferito al Centro-Nord 148 miliardi di euro in capitale umano formato con risorse pubbliche nazionali. Se a questo furto di futuro aggiungiamo i 326,9 milioni di euro all’anno che la sola Calabria perde per la mobilità sanitaria passiva, il quadro è chiaro: siamo di fronte a un paradosso insostenibile che va nominato per quello che è».

 

Ha quindi richiamato le due mozioni depositate in Consiglio regionale nel febbraio scorso. La prima riguarda la clausola di riequilibrio territoriale, che impone allo Stato di destinare almeno il 40% delle risorse ordinarie in conto capitale al Mezzogiorno — una norma sistematicamente disattesa che alimenta il drenaggio di risorse denunciato nel suo intervento, e sulla quale l’Eurispes ha documentato nel suo 32° Rapporto come ogni cittadino meridionale riceva in media oltre tremila euro in meno all’anno rispetto a un connazionale del Centro-Nord. «Su questo tutti i presidenti delle Regioni del Sud hanno il dovere di fare fronte comune nella Conferenza Stato-Regioni, al di là delle appartenenze partitiche, per pretendere i dati reali e riportare nel Mezzogiorno i fondi che gli spettano per legge». La seconda riguarda la corresponsabilità statale nel debito sanitario maturato durante il commissariamento. «La Calabria non può essere commissariata nei poteri e lasciata autonoma nei debiti».

Dure le critiche alla narrazione governativa sulla crescita meridionale. «I dati del Sud sono drogati dalla spesa straordinaria del PNRR e dagli effetti del Superbonus. La domanda che nessuno vuole fare è: cosa succederà quando tutto questo finirà? Senza una visione di sviluppo strutturale, senza obiettivi concreti e una politica industriale di lungo periodo, il rischio è che la crescita che celebriamo oggi si blocchi di nuovo, lasciando il Mezzogiorno esattamente dove era prima. Il Governo celebra la ZES Unica come una conquista per il Mezzogiorno, poi il Ministro Urso si affretta a costruire per il Nord uno strumento analogo. Uno schema nato per ridurre i divari viene subito replicato da chi quei divari non li ha». Un limite aggravato dall’incapacità delle Regioni di supportare i piccoli Comuni: «Le Regioni avrebbero dovuto istituire strutture di supporto tecnico e progettuale. Non lo hanno fatto, e i fondi non si spendono».

 

In questa cornice di vulnerabilità strutturale, Greco ha rinnovato la sua opposizione a questa autonomia differenziata. «Introdurre nuovi trasferimenti di competenze prima di aver garantito i Livelli Essenziali delle Prestazioni significa trasformare le disuguaglianze in una condizione permanente. Non siamo contrari all’autonomia differenziata in linea di principio: siamo contrari a questa autonomia differenziata, che vuole far correre tutti senza prima mettere tutti sulla stessa linea di partenza. I diritti o sono uguali per tutti o diventano privilegi. La classe dirigente del Sud — tutta, di maggioranza e di opposizione — deve assumersi la responsabilità di dire con chiarezza cosa vuole, come abbiamo già chiesto ai parlamentari meridionali con la lettera aperta di maggio».

 

La consigliera ha chiuso il suo intervento con una proposta sull’identità storica dello Jonio. «Dobbiamo fare sistema per contare nel Mediterraneo. Auspico una rete stabile della Magna Grecia che connetta Taranto, unica colonia spartana d’Italia, a Reggio Calabria, passando per Crotone, Sibari e Cariati: un grande circuito archeologico, turistico e culturale per restituire al Sud il suo ruolo di baricentro mediterraneo». Una proposta che si concretizza, in parte, nel progetto di legge già depositato in Consiglio regionale per l’istituzione dei Giochi della Magna Grecia – Cariati Città della Vittoria.

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