di Claudio Cordova – Non bisogna prendersela con Francesco Cannizzaro per aver impiegato settimane per formare la propria Giunta Comunale. Il sindaco, infatti, aveva annunciato il proprio proposito di formare una squadra “dei migliori”. Per cui, inevitabile che abbia impiegato tanto tempo, dato che con lui, i migliori è difficile che vogliano starci.
La squadra presentata pochi giorni fa è, se si fa eccezione per Filomena Iatì (che, però, ha l’enorme “demerito” di aver fatto entrare in Consiglio uno come Daniele Romeo), abbastanza imbarazzante sotto tutti i punti di vista.
Ma facciamo un passo indietro.
Come aveva fatto anni prima Scopelliti con il giudice Adornato e con un generale della Guardia di Finanza di cui non si ricorda nemmeno il nome, anche Cannizzaro ha scelto di inserire un magistrato in squadra: l’ex presidente del Tribunale di Reggio Calabria, Mariagrazia Arena.
Ora, a prescindere dalla persona, ritengo abbastanza stucchevole (e, oggettivamente, ormai stantìa e inefficace) questa pratica di una politica evidentemente debole e succube di inserire nelle giunte, nei ministeri, nei CdA, magistrati, prefetti, graduati vari. Per cosa, poi? Come scudo? O come garanzia di legalità? E in entrambi i casi verrebbe da chiedere: scudo per cosa? O, ancora, serve un magistrato in pensione che, appena pensionata, anziché viaggiare per il mondo, ha sentito la necessità di legarsi alla politica, per garantire la legalità in questa città?
Per il resto, parliamo di una Giunta mediocre.
Nomi come Maiolino, Caridi, per non parlare di Ripepi, fanno pensare a quello sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo in cui, alla fine, Marina Massironi sentenziava: “Rabbrividiamooooooo”. E insisto: qualcuno, tra questi, ci sarà tante soddisfazioni…
Si dirà: hanno preso tanti voti.
Si risponderà: pensate che quanto è basso il livello cittadino.
A tal proposito, bene ha fatto (o, eventualmente, ha avuto solo culo) Federico Milia – che è un caro amico, che, ancora, non ha avuto, per pudore forse, il coraggio di dirmi cosa abbia visto di politicamente rilevante in Cannizzaro – a diventare presidente del Consiglio Comunale, un ruolo di prestigio, di rappresentanza, di garanzia, che, quando, eventualmente, la Giunta entrerà in difficoltà di vario titolo (e, vi assicuro, accadrà) potrà, con forza, rivendicare la propria indipendenza.
Per il resto, senza scomodare montagne e topolini, la Giunta di Cannizzaro non è affatto deludente. Anzi. E’ perfettamente coincidente con il suo sindaco. Ora, però, tocca lavorare. Perché il consigliere/capitano di vascello Colella ha fatto sfilare anche le barche a vela per l’arrivo in riva allo Stretto del ministro Tajani, in occasione dell’insediamento del consiglio comunale all’Arena dello Stretto. Perché si è creata una sorta di Ztl per far cenare lo stesso in un ristorante del centro. Ma ora, al netto delle paillettes, toccherà lavorare.
Possibilmente, senza ritornare al passato, come ha fatto per decenni l’Amministrazione Falcomatà che, nel 2025, ancora ci ricordava gli anni del Modello Reggio ed eventuali toppe da mettere. Gli anni di Falcomatà sono stati esiziali (pregasi fornire vocabolario alla maggior parte dei membri della Giunta) per Reggio Calabria. E questo è un dato di fatto. Ma iniziare a parlare di problematiche ereditate non è di certo un buon viatico per iniziare. Occorre, invece, lavorare. Con quello che passa il convento: a meno che non si voglia propinare alla città che Caridi, Maiolino e Ripepi siano i “migliori”.
E, giusto perché resti traccia: per Reggio Calabria, pronostico circa un anno e mezzo o due anni di grandi cose. Cannizzaro farà molto. In termini di inaugurazioni, sviluppo, concerti, turismo (la nomina ad assessore di Franchini si muove in tal senso). Ma lo farà a modo suo.
E, quindi, io lo ringrazio. Perché per 12 anni, l’imbelle Falcomatà (eccezion fatta per il caso Miramare) ha dato poco da scrivere. Ma ora le cose cambieranno. E qui, siamo tutti pronti a raccontarle.
