Si terrà mercoledì 6 maggio, alle ore 18:30, all’Auditorium Angelo Frammartino di Caulonia, la presentazione del libro Predatori. Sesso e violenza nelle mafie di Celeste Costantino, un appuntamento che si inserisce nel più ampio percorso di sensibilizzazione sui temi della legalità e della tutela dei diritti promosso dalla Diocesi di Locri-Gerace.
L’incontro assume un significato particolarmente forte perché cade nel decennale della scomparsa di Maria Chindamo, figura simbolo di una vicenda che ha profondamente segnato il territorio e che nel volume viene richiamata come emblema di una violenza che si intreccia con dinamiche di potere e sopraffazione.
Il libro affronta infatti, in modo diretto e documentato, uno degli aspetti meno visibili della criminalità organizzata, mettendo in luce come la violenza di genere non rappresenti un fenomeno episodico, ma una componente strutturale dei sistemi mafiosi, funzionale al controllo e al mantenimento del potere. Attraverso testimonianze e analisi, l’autrice ricostruisce un quadro complesso in cui il corpo e la libertà delle donne diventano terreno di dominio.
Celeste Costantino, vicepresidente della Fondazione Una Nessuna Centomila e originaria di Reggio Calabria, porta nel volume uno sguardo che unisce esperienza istituzionale e impegno civile, con un’attenzione particolare alle dinamiche del Mezzogiorno e della Calabria.
All’incontro interverrà anche il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Borrelli, impegnato in prima linea nel contrasto alle organizzazioni mafiose, che offrirà un contributo sul piano investigativo e giudiziario, approfondendo le strategie di contrasto e le criticità ancora aperte.
A moderare il dibattito sarà la dott.ssa Carmen Bagalà.
L’iniziativa è promossa congiuntamente dalla Fondazione Una Nessuna Centomila, dalla Caritas Diocesana di Locri-Gerace, dall’Ambito Territoriale Sociale di Caulonia, dal Comune di Caulonia, da Libera Locride, dall’Associazione Don Milani di Gioiosa Ionica e dall’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della Diocesi di Locri-Gerace.
L’evento, aperto al pubblico, si propone come un momento di confronto su un tema di stringente attualità, nella consapevolezza che la violenza contro le donne non possa essere relegata alla dimensione privata, ma vada letta come parte di un sistema più ampio in cui si intrecciano controllo, silenzio e dominio.
