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Catanzaro: safeguarding e sicurezza sui luoghi di lavoro, un aggiornamento doveroso per i dirigenti sportivi

L’aggiornamento delle associazioni e società sportive dilettantistiche è uno dei capisaldi del CSEN – (Centro Sportivo Educativo Nazionale) – Comitato provinciale di Catanzaro APS, che “prende per mano” gli affiliati conducendoli lungo quel mondo sportivo che, con la riforma dello sport, ha cambiato aspetto, in virtù delle numerose novità, non sempre comprensibili ai più. Così, aggiornarsi per le asd e ssd è un diritto garantito, in tal caso dall’Ente di promozione sportiva primo in Italia per numero di iscritti. Ma soprattutto è un dovere che implica il dovuto adeguamento alle nuove norme, soprattutto quando di mezzo c’è la tutela dei minori e di tutte le categorie deboli, nonché la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Su questi due temi cruciali per il mondo dello sport è ruotato Il convegno di aggiornamento, organizzato dal Comitato provinciale di Catanzaro CSEN, che si è tenuto questo pomeriggio nel quartiere Lido di Catanzaro, all’Hotel Perla del Porto.
Ad introdurre il convegno è stato Francesco De Nardo, vicepresidente nazionale del CSEN e presidente del Comitato catanzarese, membro del tavolo tecnico legislativo del forum nazionale del Terzo Settore, tributarista ANCOT e coordinatore nazionale FISCOCESEN: “Nell’ambito delle attività formative di CSEN, il Safeguarding, introdotto dalla riforma dello sport, i cui capisaldi sono rappresentati dai decreti legislativi n. 36 e n. 39 del 28 febbraio 2021, è diventato una priorità. Ogni asd e ssd deve nominare un responsabile Safeguarding, una figura fondamentale che abbia determinate e specifiche competenze, per garantire la protezione dei diritti degli atleti, prevenendo abusi, discriminazioni e violenze di genere nell’ambito di associazioni e società sportive. E inoltre deve redigere e approvare un modello organizzativo e di gestione, nonché un codice di condotta a cui devono sottostare tutti coloro che operano nell’associazione o società sportiva. Per quanto concerne la sicurezza sui luoghi di lavoro, – ha aggiunto – va detto che è proprio il passaggio dal concetto di amatore al concetto di lavoratore sportivo, che implica l’adeguamento del rappresentante legale dell’asd o ssd, diventato a tutti gli effetti il datore di lavoro, agli obblighi nascenti dal decreto legislativo n. 81/2008, che regolamenta la prevenzione, la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori in tutti i settori pubblici e privati. Pertanto occorre informare i tanti dirigenti sportivi, che ancora oggi non si sono adeguati e non sanno che sussistono degli obblighi e, in caso di inosservanza, delle sanzioni”.
A portare i saluti di tutto il CSEN Calabria è stato il presidente Antonio Caira, che ha anche ribadito l’importanza degli argomenti del convegno: “Safeguarding, sicurezza sul lavoro, lavoro sportivo non sono solo semplici adempimenti burocratici o scadenze da osservare per evitare sanzioni. Sono le tre colonne portanti su cui poggia il futuro e la dignità del nostro settore. Tutelare i minori e i più fragili significa garantire che lo sport rimanga un ambiento sano e sicuro. Garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro significa proteggere la vita di chi ogni giorno rende possibili le nostre attività. Riconoscere la dignità del lavoro sportivo significa dare il giusto valore ai nostri operatori, tecnici e dirigenti. Come CSEN Calabria siamo e saremo sempre in prima linea per supportare le associazioni e le società sportive in questa transizione normativa complessa, ma necessaria. La formazione è la nostra arma migliore: solo conoscendo le regole possiamo applicarle al meglio e fare crescere il nostro movimento”.
Nominata di recente quale coordinatrice provinciale CSEN Catanzaro per il settore “Garante per l’infanzia e l’adolescenza, comprendente minori, fragilità, depressioni post partum, supporto alle mamme e ai soggetti in difficoltà, vittime di reato, persone con disabilità, – Antiviolenza di genere e non, bullismo, cyberbullismo e safeguarding”, Valentina Macrì, avvocato, è intervenuta per esplicare a tutti i presenti l’obbligo per le ssd e asd di nominare una figura con competenze specifiche in grado di intervenire nei casi di eventuali violenze di ogni genere. Un punto di riferimento per le persone vulnerabili che fanno sport e potrebbero subire un abuso o anche solo una violenza morale o psicologica. “La linea tra abusato e abusante è sottile. Anche chi viene dipinto come carnefice -ha spiegato Valentina Macrì – potrebbe essere una vittima. Pertanto, è importante che il responsabile Safeguarding sia imparziale, terzo e in grado di capire la situazione. E’ una figura che ha una funzione di monitoraggio, prevenzione e sensibilizzazione, destinata a garantire che i protocolli di protezione siano attuati correttamente”.
Ad intervenire è stato anche Enrico Mazza, avvocato e presidente del Centro Studi DLM Digital@b MIA, che ha presentato il progetto “Digitiamo: Piattaforma digitale, IA e riscatto sociale”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che vede come soggetto capofila Digital@b MIA e come partner il Comitato provinciale di Catanzaro CSEN. “Finalizzato a sensibilizzare ed educare i minori al digitale, che può essere sia una grande opportunità, ma anche un pericolo, – ha spiegato Mazza – il progetto in questi 12 mesi si propone di fornire una cassetta degli attrezzi agli addetti ai lavori, formatori dei minori e ai minori stessi. Coinvolti sono infatti gli studenti dell’IIS “Vittorio Emanuele II – B. Chimirri” di Catanzaro, e anche i minori messi alla prova del Centro di Giustizia Minorile.

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