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Caldo estremo, la Fillea Cgil Calabria richiama al rispetto dell’ordinanza: “La salute dei lavoratori viene prima di tutto”

Con l’arrivo dell’ondata di calore prevista anche in Calabria, la Fillea Cgil regionale torna a chiedere il pieno rispetto delle misure previste dall’ordinanza emanata dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per tutelare i lavoratori esposti alle alte temperature.

A ribadire la necessità di adottare tutte le precauzioni è il segretario generale della Fillea Cgil Calabria, Simone Celebre, che invita aziende e committenti ad applicare rigorosamente le disposizioni previste dal provvedimento regionale. «È necessario rimodulare gli orari dove possibile ma, soprattutto, sospendere le attività nelle ore più calde, nello specifico dalle 12:30 alle 16:00, così come stabilito dal provvedimento emesso dal presidente Occhiuto», afferma.

Per il sindacato, il rischio legato allo stress termico non deve essere sottovalutato, anche alla luce degli episodi già registrati negli ultimi mesi. «Quest’anno abbiamo già registrato drammatici decessi legati a temperature insostenibili. Questa è un’emergenza che non può essere sottovalutata», sottolinea Celebre.

Da qui l’invito a rafforzare le attività di prevenzione e controllo, coinvolgendo tutti i soggetti interessati. «Servono responsabilità, buon senso e prevenzione a partire dai datori di lavoro, ma serve anche un’attenta vigilanza da parte di stazioni appaltanti, enti locali e committenti. Dobbiamo fare squadra e fare tutti la nostra parte. Nessuna scadenza, nessun interesse economico e nessuna esigenza produttiva possono valere più della vita e della salute di chi lavora», evidenzia il segretario della Fillea Cgil Calabria.

Celebre richiama infine l’attenzione anche sui lavoratori impiegati in ambienti chiusi o poco ventilati, ricordando che l’ordinanza regionale prevede specifiche tutele anche in questi casi. «L’ordinanza regionale calabrese interviene anche per gli ambienti chiusi o confinati privi di adeguata ventilazione, laddove si superino i 35 gradi. In Calabria gli esempi di impianti fissi in queste condizioni sono numerosi», conclude.

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