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Campana: “A Fagnano Castello fermate le motoseghe sulla faggeta della Catena Costiera”

«Il Comune di Fagnano Castello ha affidato l’incarico (ai sensi degli art. 11 e 11 bis del regolamento n. 4 del 30 aprile 2024 Regionale Calabria) per un progetto di messa in sicurezza lungo un tratto stradale frequentato prevalentemente da amanti della montagna che prevede l’abbattimento di circa 1.200 alberi di alto fusto tra i quali molti faggi secolari posti in un’area montana di notevole e singolare bellezza naturalistica sulla la Catena Costiera. Non c’è nessuna opera da realizzare, nessuna strada da costruire. Dalle carte in possesso dei comitati locali non emerge una motivazione tecnica oggettivamente comprensibile, gli elaborati e le perizie tecniche sullo stato di stabilità degli alberi, a detta del responsabile del progetto non sono stati ancora consegnati pur essendo stata già eseguita la martellate il 15 maggio. Ho raggiunto il posto insieme a cittadini e tecnici del settore che quei boschi li conoscono da anni. Quello che ho visto contraddice la narrativa del Comune: le piante segnalate per il taglio non presentano a vista segnali di instabilità meccanica tali da poterli considerare ad alto rischio schianto», è quanto dichiara Giuseppe Campana, portavoce regionale di Europa Verde/AVS.

«La pericolosità invocata per giustificare l’abbattimento viene applicata in modo selettivo – precisa Campana – ma quelli a vista non sono classificabili pericolosi. La pericolosità, dunque, compare e scompare a seconda di dove convenga applicarla. La domanda è una sola: a chi serve questo taglio? Se il Comune attraversa difficoltà finanziarie e ha bisogno di fare cassa, va detto chiaramente. Ma la natura non è una voce di bilancio. La Costituzione, modificata nel febbraio 2022 con la riforma dell’articolo 9, impegna la Repubblica a tutelare “l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”. Un Comune che vuole abbatte oltre un migliaio di alberi di alto fusto, tra i quali faggi secolari senza una motivazione tecnica certificata da analisi strumentali si pone in aperta tensione con questo precetto. Europa Verde e AVS Calabria chiedono all’amministrazione di abbandonare immediatamente il proposito di abbattimento, di rendere pubblici gli atti tecnici e le perizie fitosanitarie e meccaniche, qualora esistessero, e di aprire un confronto su come conciliare sicurezza e salvaguardia ambientale.

«Chiediamo inoltre alla Regione Calabria di verificare la compatibilità di questa autorizzazione con la normativa vigente in materia di tutela del patrimonio boschivo. Un bosco non è un problema da risolvere – conclude il portavoce regionale di AVS – è una risorsa pubblica. E questa storia lo dimostra».

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