Vinicio Leonetti si definisce “un giornalista che prova a scrivere libri”. Parole pronunciate per eccesso di umilta’, ma anche dettate dalla consapevolezza che avere a che fare con la scrittura come cronista e’ cosa ben diversa che servirsene per narrare storie.
Raccontare e’ un atto di estrema liberta’ che bisogna saper dominare bene – attraverso le proprie abilita’ e risorse – per arrivare a un risultato credibile, interessante, originale. E proprio lui aveva gia’ dimostrato con il romanzo che ha segnato il suo debutto letterario, “Eroine” (Citta’ del Sole, 2020), di avere una voce propria, riconoscibile e, non a caso, apprezzata da critica e lettori.
Adesso torna in libreria con un’opera con cui dimostra di aver pienamente assaporato “il gusto della narrazione” – come scrive nella prefazione il professore Mauro Minervino. Il titolo “Seppellitemi qui!” (Citta’ del Sole, 2025) apre la porta a una storia sospesa tra la fragilita’ e l’ostinata capacita’ di ricomporsi dopo ogni crollo, ogni dolore, ogni lutto.
Una specie di “superpotere” di cui e’ dotata la protagonista, Elvira, soprannominata la Messicana.
La sua voce si avverte gia’ in copertina con l’affermazione “Seppellitemi qui!” che puo’ essere letta come una supplica ma anche come un grido di combattimento. L’autore sceglie una struttura circolare per la trama, aprendo il racconto con l’evento che lo chiudera’ e completera’ il lungo estenuante percorso di vita di Elvira.
La circolarita’ richiama il microcosmo in cui tutto accade, una sorta di bolla che avvolge tutti i personaggi, ciascuno con la propria voce e’ parte integrante di un romanzo corale. Il romanzo si muove su piu’ livelli di lettura, da quella socio-antropologica (perche’ ricalca perfettamente la realta’ di un paese calabrese che accoglie una comunita’ di albanesi dagli anni del secondo Dopoguerra fino al 2000) a quella piu’ introspettiva (per le questioni etiche trattate, in particolare il rapporto vita-morte).
Senza dimenticare la dimensione surreale e magica che, pagina dopo pagina, accompagna e ammalia il lettore. La lettura del romanzo fara’ scoprire l’Ultramore, la potenza magnetica di una figura femminile strepitosa, la bellezza dell’alba di un paese calabrese che guarda a Oriente e molte altre cose interessanti.
