Dal 2019 a oggi la Calabria si conferma tra le regioni più colpite dal calo della popolazione giovanile. Secondo i dati Istat elaborati da Il Sole 24 Ore, il Mezzogiorno ha perso complessivamente il 7,6% dei residenti tra i 18 e i 35 anni, mentre il Nord Italia ha registrato una crescita del 4,8%, ampliando ulteriormente il divario demografico ed economico tra le due aree del Paese.
In questo quadro, la Calabria emerge tra i territori con le flessioni più marcate: la provincia di Crotone registra un -12,1%, mentre Reggio Calabria si attesta su un -11,9%, segnando un progressivo svuotamento delle nuove generazioni. Un fenomeno che si inserisce in una dinamica più ampia di migrazione interna verso le regioni settentrionali, dove mercato del lavoro, offerta universitaria e opportunità professionali risultano più attrattive.
Il risultato è una polarizzazione sempre più evidente: da un lato province del Nord in crescita; dall’altro un Mezzogiorno che continua a perdere giovani, spesso con livelli di istruzione medio-alti, alimentando un processo di impoverimento demografico e di capitale umano. Tra le province con la crescita più significativa della popolazione giovanile figurano Gorizia (+10,9%), Genova (+8,4%), Bologna (+8,1%), Pavia (+7,2%), Reggio Emilia (+6,6%), seguite da Modena, Monza e Brianza, Milano e Bergamo.
