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Istat, sviluppo sostenibile a due velocità: il Sud resta indietro su benessere ed economia, ma supera il Nord su alcuni indicatori ambientali

L’Italia continua a presentare profonde differenze territoriali nel percorso verso il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. È quanto emerge dall’aggiornamento del Rapporto Sdgs 2026 diffuso dall’Istat, realizzato attraverso l’analisi di 146 indicatori statistici riferiti ai dati più recenti disponibili.

Secondo l’Istituto di statistica, il quadro nazionale evidenzia una distribuzione disomogenea delle performance regionali, con aree di eccellenza che convivono con situazioni di forte criticità. “La lettura dei risultati, articolata secondo la tradizionale tassonomia delle ‘5P’ dell’Agenda 2030 (People, Prosperity, Planet, Peace e Partnership), evidenzia una geografia articolata”, sottolinea l’Istat.

L’analisi conferma il persistente divario tra Nord e Sud nelle dimensioni legate alle persone e alla prosperità economica. Diverso, invece, il quadro per gli indicatori ambientali, della pace e della collaborazione, dove la distribuzione territoriale appare più equilibrata e, in diversi casi, il Mezzogiorno registra risultati migliori rispetto alle regioni settentrionali. “Le aree People e Prosperity confermano il dualismo territoriale a svantaggio del Mezzogiorno; le aree Planet, Peace e Partnership restituiscono invece una polarizzazione più sfumata e, per molte delle misure dell’area ambientale, risultati relativamente più favorevoli per il Mezzogiorno”, evidenzia l’Istat.

Tra gli obiettivi relativi all’area People, quello dedicato al contrasto della povertà è quello che mostra le maggiori differenze regionali. Le regioni del Nord, fatta eccezione per la Liguria, si collocano sopra la media italiana, mentre nel Mezzogiorno permangono criticità diffuse. Soltanto Molise e Basilicata si sottraggono a questo scenario, mentre Campania e Calabria risultano le realtà più in difficoltà.

Per quanto riguarda l’ambiente, gli indicatori relativi alla tutela del mare e degli ecosistemi terrestri mostrano una situazione generalmente più favorevole nelle regioni meridionali rispetto a quelle del Nord. Rimangono tuttavia alcune criticità specifiche: la Sicilia presenta problemi nei servizi idrici e fognari, Valle d’Aosta e Basilicata registrano una maggiore esposizione della popolazione al rischio di frane, mentre nel Lazio pesa la presenza di rifiuti marini lungo le coste.

Sul fronte della prosperità economica, infine, il rapporto ribadisce il consolidato squilibrio territoriale. Nella quasi totalità degli indicatori analizzati le regioni settentrionali ottengono risultati migliori rispetto al Mezzogiorno, che continua a mostrare maggiori fragilità. L’unica eccezione riguarda l’obiettivo dedicato alle città sostenibili, dove il divario risulta meno marcato.

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