Dieci anni di accoglienza, condivisione e percorsi di rinascita. La Comunità Emmaus di Satriano Marina, in provincia di Catanzaro, ha celebrato il decimo anniversario della propria attività, confermandosi un punto di riferimento per uomini senza dimora che, attraverso la vita comunitaria, trovano l’opportunità di ricostruire il proprio futuro.
La struttura, una delle quattordici realtà italiane ispirate ai valori di solidarietà e inclusione promossi dal fondatore Abbé Pierre, è guidata da Mariaconcetta Infuso e da un decennio offre ospitalità a persone segnate da situazioni di forte disagio sociale e familiare. Qui il recupero e la vendita dell’usato, insieme alla gestione condivisa della quotidianità, diventano strumenti concreti per riconquistare autonomia, responsabilità e fiducia in se stessi.
Per celebrare questo importante traguardo, la comunità ha aperto le proprie porte a volontari, sostenitori e associazioni del territorio che hanno preso parte a una giornata dedicata all’incontro e alla testimonianza.
Tra i protagonisti dell’evento anche l’UICI di Catanzaro che, guidata dalla presidente Luciana Loprete, ha proposto il concerto del coro “Voci di Luce”, con un repertorio che ha spaziato dai brani ispirati a San Francesco fino alle esibizioni rock del cantautore Vic Guerrazzi.
Presente anche l’associazione Don Pellicanò, che ha allestito uno spazio espositivo con i manufatti realizzati dai ragazzi seguiti nei propri percorsi di inclusione sociale. Attraverso un video sono state raccontate le attività artigianali e ricreative sviluppate negli anni per favorire il reinserimento delle persone con disagio psichico e contrastare i pregiudizi.
Momenti di riflessione sono arrivati anche dai contributi dell’AIFO di Satriano Marina e del Movimento dei Focolari, che hanno illustrato, con materiali audiovisivi, il proprio impegno rispettivamente nella cooperazione sanitaria internazionale e nella promozione dei valori della fraternità e della solidarietà.
Particolarmente emozionante il video realizzato dalla fotografa Ljdia Musso, che ha raccontato attraverso le immagini la quotidianità vissuta all’interno della comunità. “I grandi cambiamenti si fanno quando le telecamere si spengono, come avviene qui. Qui le persone si reinventano e si ricostruiscono, perché ritrovano le loro radici”, ha spiegato.
Il valore dell’esperienza Emmaus è stato sottolineato anche dalla presidente del Csv Calabria Centro, Rita Ciciarello, e dal direttore Stefano Morena, secondo cui quella della comunità è “un’esperienza scomoda, perché prevede l’assunzione di atteggiamenti radicali e la forza di non scendere a compromessi, che è l’unico modo per far recuperare alle persone che vi vivono una dimensione sociale e lavorativa”.
Parole di apprezzamento sono giunte anche dal parroco di Satriano, don Fabio Rotella, che ha evidenziato come la comunità rappresenti un esempio concreto di accoglienza verso le persone più fragili, nel pieno rispetto dei valori evangelici.
A chiudere la giornata è stata la riflessione della responsabile Mariaconcetta Infuso, che ha richiamato una delle frasi più celebri di Abbé Pierre: “Non si può essere felici senza gli altri”. Un messaggio accolto con convinzione dai “compagnon” della comunità, testimoni di un percorso che, da dieci anni, continua a trasformare fragilità in nuove possibilità di vita.
