Gregorio Bellocco, classe 1955, detto “u lupu” o “testazza”, fratello di Nino detto “u Pacciu”, di Pietro e di Bernardo, primo cugino di Carmelo, di Giulio, di Giuseppe e di Umberto Bellocco detto “asso di mazzi”, e zio di Francesco Barone che assassinò sua madre Francesca Bellocco, è tornato a casa e si trova in libertà vigilata da ieri. Il boss cugino di secondo grado di Antonio Bellocco, ucciso a Milano il 4 settembre 2024 per mano di Andrea Beretta – da come ha appreso Klaus Davi da fonte giudiziaria – è stato scarcerato a giugno. All’atto della scarcerazione gli è stata applicata la sorveglianza speciale, scrive il giornalista sui suoi profili social. Ma da Ieri – conferma Davi – è stata revocata la sorveglianza poiché gli è stata applicata la libertà vigilata. Gregorio Bellocco è considerato il capo della cosca, arrestato il 16 febbraio del 2005 dopo 11 anni di latitanza, ed era considerato uno dei 30 latitanti più pericolosi, insieme al cugino Umberto avevano costituito la Sacra Corona Unita.
‘Ndrangheta, Klaus Davi: “Gregorio Bellocco torna libero: boss storico ora in libertà vigilata”
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