“La libertà non è che una possibilità di essere migliori, mentre la schiavitù è certezza di essere peggiori” - Albert Camus
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La terza edizione della Biennale dello Stretto

La Biennale dello Stre o giunge alla sua terza edizione: un proge o culturale reale e
ambizioso, che intende raccogliere e offrire visioni lucide sul futuro a scala internazionale.
Nella visione contemporanea diffusa e prevalente, il Sud – dell’Italia, ma non solo – non è il
luogo deputato ai grandi even culturali, che “stanno di casa” nelle ci à grandi e molto
grandi del se entrione dell’Italia e in Europa.
Lo s gma sulle due regioni – nutrito di pregiudizi e narrazioni nega ve – perdura
indifferente malgrado l’indiscu bile vitalità ed effervescenza di ques territori e gli esempi
virtuosi che emergono con sempre maggior frequenza.
Lo Stre o affaccia sul Mediterraneo del Sud, “vede” i Paesi che, in termini demografici,
saranno prevalen nei prossimi anni: sono quelli dell’area Mena – Middle East and North
Africa – dal Marocco all’Iran, Nord Africa e Golfo Persico.
Secondo Save the Children, entro il 2030, oltre il 40 per cento della popolazione giovanile
mondiale sarà africana ed entro il 2050 l’Africa esprimerà più del 25 per cento della
popolazione globale, con un incremento fino a 2,1 miliardi e un’età media inferiore ai 25
anni. Dal punto di vista economico, l’Africa è il secondo continente, dopo l’Asia, con il più
alto tasso di crescita. Significa che entro il 2035 ci saranno più giovani africani che
entreranno nel mondo del lavoro ogni anno, rispetto a tutti gli altri Paesi messi insieme.
È un cambiamento, una MUTAZIONE sostanziale in cui la terna geografia-territorio
paesaggio è campo d’azione per lavorare e mitigare il disallineamento evolutivo.
Tu o questo ha a che vedere con lo studio delle ci à e con l’archite ura, con l’arte come
an cipazione del pensiero e con la fotografia come tes monianza e interpretazione del
cambiamento.
In continuità con l’approccio messo in atto nelle edizioni precedenti, Alfonso Femia,
architetto, ideatore del progetto, riafferma l’unicità della Biennale dello Stre o, legata alla
sua iden tà geografica, storica e culturale.
Carmelo Versace, sindaco ff metropolitano di Reggio Calabria, che ha sostenuto il proge o
dal suo esordio, ha so olineato il valore della manifestazione: “La Biennale dello Stre o, sin
dalla prima edizione si è contraddis nta come un luogo di incontro e di pensiero che nasce
tra due ci à e due regioni unite dal mare e dalla storia: Reggio Calabria e Messina. Il tema
che guida questa edizione, le mutazioni del clima e della società, ci riguarda tu da vicino.
La Biennale dello Stre o rappresenta, dunque, non solo un evento culturale, ma un proge o
di futuro: un invito a ripensare il rapporto tra uomo, natura e ci à, me endo al centro la
qualità della vita, la tutela del paesaggio e la forza delle comunità”.
LA DIREZIONE SCIENTIFICA
Tre dire ori per il 2026: Alfonso Femia, Annalisa Me a, paesaggista e professoressa
ordinaria all’Università Roma Tre e Salima Naji, antropologa e archite a di Agadir, voce
mediterranea di contrappunto, guideranno questa edizione della Biennale. Tre personalità
diverse, un mix alchemico: il tema scelto ne è la prima dimostrazione, talvolta rapidissime
“Mutazioni” è argomento complesso, espresso con la precisa intenzione di immaginare un
futuro fuori dall’idea di previsioni e prestazioni programmate, spesso distopico, che mol
media somministrano.
IL TEMA
Preso a pres to dalla biologia e mi gato nel suo significato severo di alterazione gene ca,
“Mutazioni” intende esprimere ed esasperare l’irrevocabilità e la profondità del
cambiamento, che non è più lineare, né filtrato da una progressione temporale.
Spiega Annalisa Me a che le cose si trasformano senza la durata del passaggio: alla
successione evolu va si sos tuisce una sequenza di espansioni e contrazioni, talvolta
rapidissime, e al progresso un ventaglio di possibili scelte alterna ve, in cui i mutamen e i
processi sono discre , frammenta o interro . Dall’agricoltura all’industria, al capitalismo
urbano: ogni trasformazione epocale ha lasciato tracce, è avvenuta per transizioni
successive e per vicendevoli passaggi di tesmone. Nel tempo a uale le mutazioni sono
istantanee, le tracce si riducono, la memoria fa ca a trovare una dimensione fruibile.
Condizioni che in precedenza sono state vantaggiose, a causa di uno o più cambiamen
accelera dell’ambiente, possono creare difficoltà e impedire di raggiungere obie vi.
“MUTAZIONI è un invito a rifle ere su cosa realmente s a accadendo in questo tempo, non
solo sui possibili scenari evolu vi nel breve e nel medio periodo, ma sul complesso tema del
disallineamento evolu vo e sulle conseguenze che stanno già investendo territori e ci à”
affermano i dire ori Alfonso Femia, Annalisa Me a e Salima Naji
UN PROCESSO CURATORIALE APERTO
Come già sperimentato nella precedente edizione, la Biennale si costruisce su un processo
curatoriale aperto e insieme alla comunità locale reggina e messinese.
O o curatori per l’area proge uale scien fica e qua ro curatori per le sessioni di arte,
fotografia e design svilupperanno ricerche paradigma che delle MUTAZIONI in corso.
I dire ori lavoreranno insieme a Clément Blanchet, archite o, per approfondire il sempre
meno ne o confine tra “Naturale e Ar ficiale”; Gaetano di Gesu, archite o, Pala na
Cultural Group, che, in con nuità con l’edizione precedente, proseguirà nell’indagine
“Mediterranei, similitudini e paralleli”, analizzando i “Paesaggi di mutazione”, gli esi della
nuova archite ura in Cina, fuori dagli spazi urbani; Daniele Durante, archite o, BV36 sulla
comprensione dei “Modelli di aggregazione spontanea”, sulla loro possibilità di convivenza
con le dimensioni già codificate e storicamente sviluppate delle ci à europee; Alessandra
Ferrari, archite a, CNAPPC sugli spazi di risulta urbana pubblici e priva , i so opassaggi, le
unità immobiliari a filo marciapiede, i basamen e le soglie in una ricerca dal tolo
emblema co “Underground”; Ico Migliore, archite o, Migliore+Serve o sul conce o di
mutazione come a o di sovrascri ura e sulla rela va trasformazione ar s ca e
proge uale a cavallo tra “confine” e “divergenza”; Filippo Pagliani, Michele Rossi e Michele
Versaci, archite , Park sul tema “Water Resilience”, la resilienza idrica come passaggio da
approccio emergenziale a proge ualità con nua; Federico Parolo o e Delia Valastro,
archite pianificatori, MIC-HUB, proseguiranno la ricerca su come s ano mutando le
logiche dello “spostarsi” alla luce dei cambiamen globali; Paolo Verri, Fondazione Arnoldo
e Alberto Mondadori, su quali saranno realmente “I luoghi della cultura” in un momento di
totale disallineamento tra passato e futuro.
Marco Introini, archite o e fotografo curerà la sessione di fotografia sul tema “Post
paesaggio” e sugli effe dell’assuefazione all’immagine prevalentemente diffusa della ci à
e dell’archite ura; Angela Pellicanò, ar sta e curatrice, lavorerà insieme ad ar s
seleziona , sul tema “L’imperfezione dell’assoluto”, Pasquale Piroso svilupperà, in
collaborazione con un gruppo di ar s , proge live “Tra terra e forma”; ADI nazionale e ADI
delegazioni Calabria e Sicilia, in con nuità con il proge o “Non in senso stre o” realizzato
nell’ambito della Biennale dello Stre o 2024, proseguirà, in perfe a corrispondenza con il
tema Mutazioni, con l’approfondimento “Nuovi Codici” del design curato da Francesco
Ala .
Sguardi molteplici, pun di vista differen per comprendere cosa è e, sopra u o cosa “non
è” la rigenerazione urbana: sarà focus della Biennale in collaborazione con ANCE Reggio
Calabria e OAPPC Reggio Calabria (partner is tuzionali) insieme a un knowledge partner
d’eccezione TEHA Group (The European House – Ambrose ).
Secondo Michele Laganà, presidente ANCE Reggio Calabria, “tra a di un tema di civiltà
urbana e per la ci à di Reggio, come per molte altre ci à del Sud, un bivio: da una parte
dispersione insedia va, consumo di suolo, quar eri senza servizi; all’altra la potenzialità di
integrare natura e infrastru ure, casa e lavoro, cultura e tecnologia”.
Ed è in questa prospe va che San na Da ola, presidente OAPPC Reggio Calabria ha aperto
una call for project all’interno dell’Ordine per s molare gli associa a immaginare la propria
ci à e in termini di futuro.
Ha affermato Da ola “La call for project che promuoveremo nasce dalla volontà di stimolare
i nostri iscritti ad immaginare la città con uno sguardo nuovo. Rigenerazione Urbana come
capacità di trasformare le mutazioni in atto in una nuova norma per l’intero organismo
città. Una mutazione consapevole come punto di innesco per moderni dialoghi sociali, per
nuovo modo di relazionarsi, per un nuovo modo di progettare e abitare i luoghi. È un invito a
proporre idee, visioni e strumenti che possano contribuire a delineare un futuro possibile per
la Città Metropolitana Reggio Calabria, mettendo al centro la responsabilità del progetto e
il ruolo attivo della nostra comunità professionale”.
L’Ordine degli Archite PPC di Reggio Calabria prosegue, anche quest’anno, il suo impegno
di sensibilizzazione al senso civico e ai temi dell’archite ura a raverso il coinvolgimento
delle scuole superiori sul tema della mutazione ambientale e sullo specifico calabrese e
reggino a seguito di even meteorologici estremi.
Infine, “una mostra nella mostra”, il team di Biennale dello Stre o sta sviluppando una
ricerca sull’archite ura dell’area MESA e dell’America La na, con prevalente a enzione alla
proge ualità femminile. Come tes monia con la propria esperienza Salima Naji, è nel Sud
del mondo che l’archite ura si confronta con la con nua mutazione dei territori, delle
comunità e dei sistemi naturali, richiedendo un approccio che sappia combinare rispe o per
la fragilità con la proiezione verso l’innovazione e verso una sostenibilità reale.
RICERCA E PROGETTO CON LE NUOVE GENERAZIONI: LA PARTNERSHIP CON LE
UNIVERSITÀ
Anche quest’anno, la Biennale rinnova il proprio impegno nel valorizzare le giovani
generazioni di professionis a raverso la partecipazione di importan università italiane, a
par re dalle accademie reggine e siciliane: Consuelo Nava e Marina Tornatora, docen
dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, porteranno in mostra un proge o di ricerca
con la partecipazione di studen internazionali dell’area mediterranea; Fabio Mollo, regista
e docente di cinema all’Accademia di Belli Ar di Reggio Calabria, farà lavorare i suoi
studen su una declinazione del tema Mutazioni, così come Aldo Zucco, Accademia di Belle
Ar di Catania, e Vincenzo Castellana, docente in ABADIR – Academy of Design and Visual
Communica on.
L’adesione delle accademie alla Biennale è stata notevole. Porteranno in mostra declinazioni
sul tema Mutazioni, sviluppate con studen e do orandi: Mariella Annese, Politecnico di
Bari; Michele Bonino e Cris na Coscia, Politecnico di Torino; Daniele Durante, Diparmento
di Archite ura – Università degli Studi di Ferrara; Massimo Faiferri, Università degli Studi di
Cagliari e Is tuto Nazionale di Fisica Nucleare; Adam Kaasa, Royal College of Art, Londra;
Luigi La ni, Università IUAV di Venezia; Ina Macaione e Laura Pavia, Università degli Studi
della Basilicata; Annalisa Me a e Marco Ranzato, Università degli Studi Roma Tre; Ico
Migliore, Politecnico di Milano; Giovanni Multari, Università degli Studi di Napoli Federico
II, insieme a School of Architecture, Chinese University of Hong Kong; Maria Livia Olive ,
Università degli Studi di Palermo.
“FARE” LA BIENNALE DELLO STRETTO
Nata dall’inizia va di Alfonso Femia, la Biennale dello Stre o è un proge o a pico, fuori dal
contesto codificato degli even culturali, sostenuta da sogge pubblici e imprese private.
Condivisa fin dalla prima edizione dall’Ordine degli Archite di Reggio Calabria e dalla
società 500×100, la Biennale è promossa, a par re dall’edizione 2026, da Fondazione Le
Ci à del Futuro, realizzata da 500x 100. Ci à Metropolitana di Reggio Calabria, ANCE
Reggio Calabria, Ordine degli archite di Reggio Calabria e Comune di Campo Calabro /
Forte Ba eria Siacci, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria sono i partner
is tuzionali. Il Dipar mento di Archite ura e Design dell’Università Mediterranea di
Reggio Calabria è partner accademico.
L’evento verrà sviluppato in collaborazione con il Comune di Reggio Calabria, Comune di
Villa San Giovanni, Villa Genoese Zerbi, ADI nazionale e delegazioni Calabria e Sicilia,
l’Ordine degli Archite di Messina, Università degli Studi di Messina e Fondazione
Messina.
Imprese private hanno sposato il proge o e serve ricordarle perché sono un fondamentale
sostegno: Atelier(s) Alfonso Femia, GiTi Giorgio Tartaro, Cariboni Group, Liuni, Medit,
Mirage, Staygreen / A co Interni, Saint-Gobain, Heidelberg Materials, Schüco, Panzeri.
Per l’a picità del proge o, è importante so olineare che la condivisione con i partner
is tuzionali e con le imprese è premessa e fa ore decisivo che lo rende a uabile.
LA SEDE ESPOSITIVA E IL PROGRAMMA DI CONFERENZE
Forte Ba eria Siacci a Campo Calabro, archite ura militare affacciata sullo Stre o di
Messina (dai suoi spal si traguarda lo scambio di corren tra Tirreno e Ionio e Capo Peloro)
sarà la sede principale della mostra, come per le preceden edizioni. Costruito assieme alla
corona dei for calabresi e siciliani fra il 1894 ed il 1898, Forte Ba eria Siacci è scavato sul
f
ianco di una collina per renderlo invisibile dal mare. Più di diecimila metri quadri di
superficie coperta, oltre cento ambien , cen naia e cen naia di metri di gallerie
so erranee, circondato da un imponente fossato.
Ha de o Rocco Alessandro Repaci, sindaco di Campo Calabro “Per la terza volta Forte
Ba eria Siacci interpreta il perno a orno al quale ruota questo splendido ed innova vo
proge o culturale profondamente legato ad un territorio e a una esperienza rigenera va
che incarna al meglio lo spirito e la sfida delle mutazioni. Cresciuto e svelato assieme alla
Biennale, questo luogo ne rappresenta l’anima nella dimensione del cambiamento che
migliora la qualità della vita”.
I diba
(il programma dei talk e delle lecture è in definizione) si svolgeranno, sulla sponda
calabrese a Forte Ba eria Siacci; al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (il
museo dei Bronzi), in coordinamento con il dire ore Fabrizio Sudano; a Villa Genoese
Zerbi, storica villa reggina affacciata su quello che, secondo Gabriele D’Annunzio, è il
chilometro più bello d’Italia, con l’o ma collaborazione di Vincenzo Pennestrì e in loca on
diffuse su quella siciliana.
“Questa edizione della Biennale dello Stre o è molto più di un proge o culturale. È una
ricerca che si dipana su un percorso complicato e denso di asperità, perché così sono le
Mutazioni. Porterà a visioni imperfe e, ma quello che importa è che sia chiaro il fine ul mo,
l’impegno di noi tu : recuperare, con strumen diversi, in situazioni poco sperimentate e
con consapevolezza e coscienza nuove, l’equilibrio minimo che consen rà al futuro di essere
tale, provando a non ada arci, semplicemente e in modo rassegnato, a un mondo alterato”

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