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Il sindaco metropolitano facente funzioni Carmelo Versace è intervenuto alla presentazione della Terza edizione della Biennale dello Stretto: “Un luogo di incontro e di pensiero che nasce dura due città e due regioni unite dal mare e dalla storia”

“La Biennale dello Stretto, sin dalla prima edizione si è contraddistinta come un luogo di incontro e di pensiero che nasce tra due città e due regioni unite dal mare e dalla storia: Reggio Calabria e Messina. Lo Stretto non è soltanto un confine geografico. È un ponte naturale tra culture, popoli e visioni del Mediterraneo, uno spazio che ci invita a osservare con attenzione le trasformazioni che attraversano il nostro tempo”. Così il sindaco metropolitano facente funzioni di Reggio Calabria, Carmelo Versace, intervenuto alla presentazione della terza edizione della Biennale dello Stretto, svoltasi al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria.

“Il tema che guida questa edizione, le mutazioni del clima e della società – ha aggiunto Versace – ci riguarda tutti da vicino. I cambiamenti climatici stanno modificando i nostri paesaggi, le nostre città e il nostro rapporto con il territorio. Allo stesso tempo, le società contemporanee stanno vivendo profonde trasformazioni nei modelli economici, nelle relazioni sociali e nelle modalità con cui immaginiamo il futuro”. “Proprio per questo iniziative come la Biennale dello Stretto – ha evidenziato – assumono un valore straordinario. Qui si incontrano architettura, ricerca, cultura, arte e istituzioni per costruire un dialogo capace di andare oltre i confini amministrativi e disciplinari. È attraverso il confronto tra idee, competenze e sensibilità diverse che possiamo immaginare città più resilienti, territori più sostenibili e comunità più consapevoli. Il Mediterraneo, che ci circonda e ci unisce, è da sempre uno spazio di scambio e di movimento. Oggi più che mai deve diventare un laboratorio di innovazione, responsabilità e visione, capace di affrontare le sfide ambientali e sociali del nostro tempo”.

“La Biennale dello Stretto – ha concluso Versace – rappresenta dunque non solo un evento culturale, ma un progetto di futuro: un invito a ripensare il rapporto tra uomo, natura e città, mettendo al centro la qualità della vita, la tutela del paesaggio e la forza delle comunità”. Versace ha inoltre evidenziato la firma di un prossimo protocollo d’intesa con la fondazione che organizza la Biennale per rafforzare ulteriormente una sinergia istituzionale.

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