Si è concluso con 79 condanne, 99 assoluzioni e 3 sentenze di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione il processo di primo grado, celebrato con rito ordinario davanti al Tribunale di Vibo Valentia, nato dall’operazione antimafia “Maestrale-Olimpo-Imperium” contro le cosche di ‘ndrangheta del Vibonese.
Tra gli imputati assolti figurano l’imprenditore Francescantonio Stillitani, già assessore regionale ed ex sindaco di Pizzo, il fratello Emanuele Stillitani, gli avvocati Daniela Garisto, Francesco Stilo e Joan Azzurra Pelaggi, oltre all’ex capo del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Vibo Valentia, Cesare Pasqua.
Assolti anche Pantaleone Mancuso, detto “Scarpuni”, ritenuto dagli inquirenti tra i vertici della cosca di Limbadi, e Domenico Bonavota, indicato dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro come capo dell’ala militare dell’omonimo clan di Sant’Onofrio.
Tra i principali condannati figurano invece Luigi Mancuso, ritenuto al vertice della ‘ndrangheta vibonese, Giuseppe Antonio Accorinti, considerato il boss della locale di Zungri, Pasquale e Salvatore Pititto, Armando e Rocco Galati, Paolo e Antonio Mesiano, nonché Salvatore e Saverio Prostamo, indicati dagli investigatori come esponenti di vertice delle diverse ‘ndrine operanti nel territorio di Mileto.
Gli imputati erano chiamati a rispondere, a vario titolo, di numerosi reati contestati dalla Dda di Catanzaro, tra cui associazione mafiosa, estorsione, usura, danneggiamento, intestazione fittizia di beni e società, traffico di stupefacenti, detenzione di armi e altri gravi delitti aggravati dalle finalità mafiose.
