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Neuropsicomotricista all’Asp di Catanzaro, Battistini replica ad Alecci: “Ricostruzione non aderente alla realtà”

Il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, Antonio Battistini, interviene per replicare alle dichiarazioni del consigliere regionale Ernesto Alecci sulla vicenda che riguarda una neuropsicomotricista in servizio presso l’Asp, contestando la ricostruzione fornita dall’esponente politico.

«Dispiace constatare che il consigliere regionale Ernesto Alecci abbia scelto di farsi portavoce di una vicenda che, evidentemente, non conosce nella sua reale consistenza. Prima di formulare accuse e parlare di propaganda, sarebbe opportuno approfondire i fatti e verificarne la fondatezza», afferma Battistini in una nota.

Il commissario chiarisce che la professionista, assunta con un contratto a tempo determinato nella sede di Soverato, «non è affatto rientrata dalla Lombardia per poi tornarvi a causa della presunta mancanza di attrezzature». Secondo Battistini, «la ricostruzione diffusa è, semplicemente, non aderente alla realtà».

Nella nota viene spiegato che la dottoressa aveva partecipato alla selezione con l’obiettivo di avvicinarsi a Catanzaro, città nella quale risiede, e che durante il periodo lavorativo sarebbero emerse problematiche di carattere organizzativo e professionale, «che nulla hanno a che vedere con l’asserita indisponibilità di strumenti di lavoro o di attrezzature».

Battistini aggiunge inoltre che «diversi genitori si sono lamentati della sua professionalità e hanno formalmente richiesto un cambio del terapista incaricato». Il commissario evidenzia anche che alla professionista sarebbero stati concessi numerosi permessi e che la richiesta di trasferimento nella sede di Catanzaro non avrebbe potuto essere accolta per esigenze organizzative dell’Azienda.

Secondo quanto riferito dall’Asp, la professionista avrebbe successivamente deciso di rientrare a Reggio Calabria e non in Lombardia, come invece riportato in precedenza.

In conclusione, Battistini definisce «del tutto strumentale utilizzare questa vicenda per sferrare attacchi al governo regionale», ribadendo che «il dibattito pubblico è sempre legittimo e il confronto politico è sacrosanto», ma che entrambi «devono fondarsi sulla verità dei fatti e non su ricostruzioni approssimative o, peggio, su narrazioni funzionali soltanto alla polemica politica del momento».

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