Quattro giorni di musica, laboratori, arte, escursioni, incontri e pratiche ecologiche immersi nella natura. Torna a Polia, nelle Serre Calabresi, il Kef – Kalabria Eco Fest, dal 16 al 19 luglio, che quest’anno tocca il traguardo della sesta edizione.
Per il 2026 Kalabria Eco ETS, associazione organizzatrice del festival, ha deciso di lanciare una campagna crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal basso, che servirà a sostenere i costi organizzativi del festival, migliorare la qualità delle attività proposte e rafforzare l’impatto positivo sul territorio.
Le donazioni permetteranno di mantenere il festival accessibile e aperto a tutti e tutte, offrendo gratuitamente spettacoli, simposi e incontri, di migliorare la qualità dei laboratori di educazione ambientale, permacultura, autocostruzione e pratiche artistiche, di acquistare solo prodotti da agricoltori locali e filiere etiche. Ma anche di ospitare artiste ed artisti, musiciste e musicisti, e performer vicini alla sensibilità del gruppo di lavoro, che lavorino perciò sui temi dell’ecologia, dei diritti e degli immaginari contemporanei sostenibili.
Inoltre, tra gli obiettivi della raccolta fondi, c’è anche quello di permettere il noleggio di cuffie wireless per i silent concert previsti, azzerando così l’inquinamento acustico e tutelando gli animali e il bosco senza disturbare, rafforzando così il concetto di favorire un rapporto armonico tra persone, natura e territorio.
«Per questa edizione puntiamo soprattutto a rafforzare le relazioni e le collaborazioni costruite negli anni, consolidando la rete che unisce produttori locali, artisti, associazioni, relatori e comunità. Quest’anno, inoltre, il festival verrà realizzato senza finanziamenti pubblici e facendo affidamento sul sostegno delle realtà locali e dei suoi numerosi volontari. Proprio le volontarie e i volontari rappresentano il cuore pulsante dell’evento: accanto ai partecipanti selezionati attraverso le call dedicate, quest’anno accoglieremo anche un numero ancora maggiore di giovani del Corpo europeo di solidarietà. La loro fondamentale presenza rende possibile non solo l’organizzazione dell’evento, ma anche quel senso di comunità, partecipazione e scambio culturale che da sempre caratterizza il KEF» dicono gli organizzatori e le organizzatrici.
Un progetto collettivo nato dal basso portato avanti dallo scorso anno dall’associazione Kalabria Eco ETS, ma che raccoglie l’esperienza di un gruppo attivo già dal 2021 nell’organizzazione del festival, che promuove una cultura della sostenibilità attraverso attività educative, artistiche, comunitarie e partecipative. L’associazione si ispira ai principi della permacultura, dell’educazione esperienziale e della co-progettazione comunitaria.
Ad ospitare l’edizione 2026 del festival, come le precedenti, sarà il Bosco della Gigliara di Polia, un suggestivo bosco di faggi situato nel cuore delle Serre Calabresi, sui rilievi montuosi a est di Pizzo Calabro e Francavilla Angitola. Un sito quasi incontaminato che da sei anni rappresenta non solo la location del Kef, ma che è diventato un luogo in cui sentirsi in connessione con la natura, lontano dal rumore costante di cui ci circondiamo quotidianamente.
Dal 16 al 19 luglio, laboratori, simposi, performance, installazioni site-specific, riti teatrali, concerti live, dj set e molto altro – a breve sarà diffuso il programma ufficiale – saranno gli ingredienti del KEf, in uno spazio condiviso che mette in connessione natura, musica e pratiche collettive per immaginare insieme un mondo più equo, rigenerativo e consapevole.
Per sostenere il Kef: https://www.produzionidalbasso.com/project/sostieni-il-kalabria-eco-fest/
