“L’illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva: la storia insegna, ma non ha scolari” - Antonio Gramsci
HomeCalabriaMaxi operazione contro una rete di truffe finanziarie: sequestri e arresti, indagati...

Maxi operazione contro una rete di truffe finanziarie: sequestri e arresti, indagati anche nel Vibonese

La Guardia di Finanza e la Polizia di Stato di Bergamo, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip nei confronti di nove persone residenti nelle province di Bergamo, Brescia, Firenze, Mantova, Monza Brianza e Vibo Valentia.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo dell’attività di investimento, truffa, formazione fittizia di capitali, reati tributari, riciclaggio e autoriciclaggio.

Contestualmente, nei confronti di alcuni degli indagati e delle società a loro riconducibili, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca di beni per un valore complessivo superiore a 1,6 milioni di euro.

L’operazione è il risultato di una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bergamo e dalla Squadra Mobile della Questura di Bergamo. Le indagini hanno consentito di individuare un’organizzazione criminale strutturata e ramificata nelle province di Bergamo, Arezzo, Brescia, Firenze e Lecco, dedita alla commissione di numerosi reati attraverso una rete di società create e gestite mediante prestanome.

Secondo gli inquirenti, il sistema fraudolento riproduceva il noto “schema Ponzi”. Agli investitori veniva prospettata la possibilità di ottenere rendimenti mensili compresi tra il 2% e il 3%, previo versamento di una cauzione, grazie al presunto subnoleggio di auto di lusso fornite da una società con sede nel Bresciano.

I contratti stipulati con i clienti facevano esplicito riferimento a fondi comuni d’investimento, nonostante le società coinvolte non fossero autorizzate alla gestione del risparmio né iscritte agli albi previsti dagli organismi di vigilanza finanziaria.

Le somme raccolte venivano convogliate sui conti di società costituite ad hoc e intestate a prestanome, giustificando i movimenti finanziari tramite l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il denaro veniva successivamente trasferito attraverso una serie di passaggi tra società riconducibili al gruppo e conti personali degli indagati, fino a raggiungere, in alcuni casi, società estere con rapporti bancari in Irlanda e Slovenia.

Le indagini hanno inoltre documentato episodi particolarmente gravi. In un caso, l’organizzazione avrebbe convinto una donna, erede di un ingente patrimonio, a investire gran parte delle proprie disponibilità economiche facendo leva sul desiderio di realizzare una struttura di ricovero per cani. Per rendere credibile il progetto, uno degli indagati l’avrebbe accompagnata presso uno studio notarile di Roma per costituire la società, impossessandosi subito dopo dell’assegno destinato al capitale sociale.

Gli investigatori hanno accertato anche che il gruppo organizzava incontri e serate conviviali in provincia di Bergamo per rafforzare i rapporti personali con le vittime e consolidarne la fiducia.

Nel corso dell’inchiesta è emerso inoltre il coinvolgimento di due soggetti di origine calabrese che, secondo l’accusa, avrebbero esercitato pressioni sulle vittime per ottenere ulteriori somme di denaro o scoraggiarle dal rivolgersi alle forze dell’ordine.

In tale contesto sarebbero stati ricostruiti episodi estorsivi caratterizzati da gravi minacce e violenze. In particolare, una vittima sarebbe stata aggredita nel corso di una vera e propria spedizione punitiva, durante la quale le sarebbe stata sottratta una Lamborghini precedentemente affidatale. L’uomo sarebbe stato costretto a versare una somma di denaro per presunti danni al veicolo, subendo al contempo minacce di morte e intimidazioni rivolte anche ai familiari.

L’operazione ha visto l’impiego di oltre cento tra poliziotti e finanzieri, supportati da elicotteri e unità cinofile, impegnati in diverse regioni italiane.

Gli investigatori sottolineano come l’attività rappresenti un importante esempio di collaborazione tra forze di polizia nel contrasto ai fenomeni criminali legati agli investimenti abusivi, alle truffe e al riciclaggio, a tutela dell’economia legale e del risparmio dei cittadini.

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Articoli Correlati