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Dopo 17 anni, si chiude il commissariamento della sanità calabrese

Dopo quasi due decenni si chiude la lunga fase di gestione straordinaria della sanità calabrese. La decisione è arrivata ieri nella tarda serata dal Consiglio dei ministri, su iniziativa del ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, con il via libera anche del titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti e di quello della Salute Orazio Schillaci.

Grande la soddisfazione del presidente della Regione Roberto Occhiuto, che da tempo puntava a questo traguardo e che ha definito la svolta come un passaggio “storico”. Il governatore ha parlato della fine di un vincolo durato 17 anni, sottolineando come la Calabria si sia finalmente liberata da una condizione fortemente limitante.

Il commissariamento era stato introdotto ai tempi della giunta guidata da Giuseppe Scopelliti, quando il governo centrale ritenne insostenibile la situazione finanziaria del sistema sanitario regionale, rendendo necessario l’intervento diretto dello Stato.

In una prima fase, il ruolo di commissario per il rientro dal debito coincideva con quello del presidente della Regione. Questa impostazione cambiò nel 2018, con nuove norme che separarono le due funzioni: da allora si sono succeduti diversi commissari, tra cui ufficiali delle forze dell’ordine, senza però riuscire a raggiungere risultati tali da superare la gestione straordinaria.

Proprio in quel periodo non sono mancati episodi controversi, come durante l’emergenza Covid, quando l’ex generale dei carabinieri Saverio Cotticelli dichiarò di non essere responsabile del piano pandemico, salvo poi scoprire ufficialmente che quel compito spettava proprio a lui.

La svolta è arrivata con l’elezione di Occhiuto, che ha riportato nelle sue mani anche la funzione commissariale, su sua stessa richiesta al governo. Da quel momento è iniziato un lavoro sistematico sui conti delle aziende sanitarie, tema centrale anche della sua campagna elettorale.

Un primo risultato concreto si è visto nel 2023, quando è stata completata la mappatura del debito sanitario. Parallelamente si sono intensificati i contatti con i ministeri competenti, e già nel corso dell’ultimo anno il presidente aveva più volte anticipato la possibile uscita dal commissariamento.

Un’ipotesi sostenuta anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che lo scorso settembre aveva annunciato l’avvio del percorso per restituire alla Calabria la piena gestione della propria sanità. Un impegno che ora trova conferma ufficiale nella decisione adottata dal governo.

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