“Con la sentenza n. 192/2024, conseguente all’impugnazione da parte delle Regioni Puglia, Toscana, Campania e Sardegna della Legge 26 giugno 2024, che introduceva l’Autonomia Differenziata nel nostro ordinamento giuridico e che di fatto sovvertiva importanti principi costituzionali, la Corte Costituzionale ha bocciato molti punti chiave della legge, richiedendo una revisione significativa della stessa e una maggiore attenzione ai principi costituzionali, quali la sussidiarietà, la leale collaborazione e l’uguaglianza.
La Corte afferma con nettezza il carattere cooperativo del regionalismo, sottolineando che esso “non può mai diventare un fattore di disgregazione dell’unità nazionale e della coesione sociale”, evidenziando come “popolo e nazione siano unità non frammentabili” e ribadendo che esiste “una sola nazionale”, senza che siano configurabili “popoli regionali”.
Tali esigenze di unità e rispetto dei principi costituzionali riguardano, in particolare, la sanità, per l’importanza della materia. Tuttavia, a fronte delle raccomandazioni della Corte Costituzionale e ignorandone gli indirizzi, la Regione Calabria ha sottoscritto con la Regione Emilia Romagna una Convenzione che stabilisce “tetti di spesa” annuali per l’assistenza dei cittadini calabresi presso le strutture sanitarie emiliane, aggirando di fatto quanto stabilito con la sentenza n. 192/2024.
In concreto, l’Emilia Romagna, una volta raggiunto il limite di spesa annuale stabilito in Convenzione, potrà “legittimamente” rifiutare l’assistenza sanitaria ai cittadini residenti in Calabria. Tale Convenzione viola:
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Il principio di unità: il Sistema Sanitario Nazionale è unico; le Regioni hanno autonomia finanziaria e organizzativa, ma non possono limitare l’accesso ai cittadini italiani.
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Il principio di solidarietà e uguaglianza: i cittadini calabresi, già penalizzati da gravi deficit strutturali e professionali della sanità regionale, non possono usufruire delle stesse prestazioni sanitarie garantite ai cittadini di altre regioni.
Con la sottoscrizione di questa Convenzione, i cittadini calabresi non solo subiscono disuguaglianze nell’accesso alle cure, ma vengono anche privati dei “viaggi della speranza” necessari per cure non disponibili sul territorio.
Il Circolo cittadino di Catanzaro respinge con fermezza questa violazione dei diritti costituzionali e chiede:
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l’immediato ritiro della Convenzione sottoscritta;
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l’impugnazione davanti agli organi competenti da parte dell’opposizione in Consiglio Regionale;
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la diffida al Presidente Occhiuto dal sottoscrivere ulteriori Convenzioni con altre Regioni, come paventato da notizie di stampa”.
Così Fabiola Scozia – Segretaria cittadina Circolo Giuditta Levato di Sinistra Italiana.
