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Sport, educazione e sviluppo sostenibile: in Calabria il convegno del progetto GET – Global Education Time

Mettere lo sport al centro dei processi educativi e di sviluppo sostenibile: è questo il messaggio emerso dal convegno sul tema “Educare allo sport per lo sviluppo sostenibile”, promosso dal CISP (Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli) con il GAL Terre Locridee, nell’ambito del progetto “GET – È Tempo di Educazione Globale”, supportato dall’Unione Europea e dalla strategia Olympism365 del Comitato Olimpico Internazionale, e con il sostegno della Fundación SES, svoltosi nelle sale del Palazzo della Cultura a Locri.

«Momenti di confronto come questo sono fondamentali per valorizzare il ruolo sociale dello sport, soprattutto nei territori più fragili. Lo sport può e deve diventare uno strumento di crescita educativa, inclusione e coesione sociale, capace di mettere in rete istituzioni, associazioni e comunità locali», ha dichiarato Francesco Macrì.

Eulalia Micheli, assessore regionale all’istruzione e allo sport, ha ribadito il valore strategico dello sport come leva educativa: «Lo sport non è solo competizione, ma educazione, relazione, opportunità e cittadinanza attiva. In Calabria assume un significato ancora più profondo perché rappresenta un presidio educativo e una risposta concreta alla fragilità sociale. Inoltre, quando parliamo di sviluppo sostenibile parliamo anche di sviluppo delle persone, delle loro competenze personali e sociali e delle comunità locali nel loro insieme. Educare allo sport significa educare alla vita».

Giordana Francia del CISP ha moderato l’incontro e ha presentato le linee generali del progetto: «Questo incontro conclude un percorso di quasi due anni di lavoro sul territorio. Volevamo fermarci a riflettere sulla valenza educativa dello sport, un potenziale che spesso diamo per scontato ma che va intenzionalmente e sistematicamente coltivato. Il progetto GET dialoga con la strategia del Comitato Olimpico Internazionale. Con Olympism365 lo sport diventa uno strumento trasversale per contribuire agli obiettivi dell’Agenda 2030, rafforzando competenze socio-emotive, cittadinanza e inclusione».

In collegamento da remoto il direttore del GAL Terre Locridee, Guido Mignolli, che ha raccontato il percorso di consapevolezza maturato grazie alla collaborazione con il CISP in relazione al grande impatto sociale e di crescita dello sport: «Lo sport è uno strumento fondamentale di inclusione e sostenibilità, soprattutto quando viene vissuto e progettato in una chiave educativa. Può contribuire a rendere i giovani più consapevoli, a rafforzare le comunità e a contrastare dinamiche di esclusione, a condizione che sia sostenuto da una visione condivisa e da un lavoro in rete tra istituzioni, famiglie e realtà del territorio».

Raffaella De Luca, coordinatrice del progetto GET in Calabria, ha illustrato le attività sin qui svolte nella Locride: «In questi mesi abbiamo formato istruttori, educatori e docenti, coinvolgendo oltre duecentoquaranta adolescenti tra scuole e associazioni sportive. L’obiettivo è rafforzare competenze come autostima, empatia e collaborazione attraverso lo sport».

Luigi Grando del CISP ha richiamato l’attenzione su tre priorità strategiche: “È necessario innanzitutto riappropriarsi degli spazi pubblici, restituendoli alle comunità come luoghi di incontro, gioco e inclusione. È poi fondamentale trasformare i progetti in risorse stabili del territorio, capaci di produrre un impatto duraturo e non episodico. Infine, occorre investire in una formazione specialistica e certificata per allenatori ed educatori, affinché possano svolgere pienamente il loro ruolo educativo e sociale all’interno dei contesti sportivi».

Giovanni Castagno, docente e istruttore di calcio, ha portato l’esperienza dell’Esquilino Football Club di Roma: «Lo sport può educare solo se viene usato intenzionalmente come strumento educativo. Con questo obiettivo sono essenziali gli spazi in cui restituire ai ragazzi la dimensione del gioco, le relazioni e la cultura».

Giulia Baldelli, rappresentante CISP in Venezuela, ha raccontato l’esperienza di Olympism365 in un contesto di forte fragilità sociale: «In Venezuela lo sport è diventato uno spazio sicuro per parlare di salute mentale, competenze emotive e speranza. Se anche una sola persona decide di restare e costruire futuro nel proprio territorio, allora questo lavoro ha senso».

Mario Loccisano (docente e istruttore calcio), Roberta Accursi (titolare della Football Academy), Giuseppe Minnella (FIGC), Nicola Stillisano (Pallavolo), Erika Girovasi (tecnico FIPAV), Marta Cantarella (psicoterapeuta e tecnico di pallavolo), Maurizio Gallo (istruttore di calcio), Irma Circosta (Girasoli della Locride), Cristian Ierinò (US Gioiosa) e Anselmo Scaramuzzino (AIA) hanno ampiamente arricchito il dibattito condividendo le loro più significative esperienze e gli sforzi per migliorare le competenze sportive insieme a quelle socio-emotive e di cittadinanza degli adolescenti. È stata quindi un’occasione per valorizzare e mettere in dialogo il lavoro degli attori del territorio che interpretano con modalità diverse la valenza educativa dello sport e la promozione dei valori olimpici.

Gli interventi hanno messo in luce la crescita delle scuole calcio come comunità educanti, fondata sul dialogo con ragazzi e famiglie, sull’inclusione dei giovani nello staff e sulla valorizzazione dei momenti educativi. È stato evidenziato l’impatto positivo del lavoro sulle emozioni, sull’autostima e sulla coesione di gruppo, sia nelle scuole sia nelle realtà sportive, così come l’efficacia di strumenti come i circle time e i giochi cooperativi. Centrale anche il tema della formazione educativa degli allenatori, del coinvolgimento dei genitori e del ruolo degli arbitri nella promozione del fair play, elementi chiave per favorire inclusione, rispetto e prevenire comportamenti violenti, con particolare attenzione alla crescita personale e sportiva delle ragazze e all’esperienza inclusiva degli allenamenti integrati Special Olympics.

«Continueremo a sostenere il progetto del CISP guardando al futuro, con l’obiettivo di rafforzare e rendere sempre più stabile l’alleanza tra istituzioni, sport, scuola e comunità. Vogliamo che lo sport diventi parte integrante delle politiche educative e di sviluppo del territorio, capace di generare opportunità durature, inclusione sociale e nuove prospettive per le giovani generazioni», ha concluso il presidente Macrì.

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