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Amendolara, Caligiuri (PD Cosenza): “Contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro, adesione alla manifestazione CGIL”

“La morte ad Amendolara dei quattro braccianti Ullah, Safi, Waseem e Amin, ci lascia sgomenti. Di fronte a una tragedia di tale portata, il primo pensiero va alle vittime, alle loro famiglie, ai loro cari e all’unico sopravvissuto, cui auguro una pronta guarigione.
Ma il dolore, da solo, non basta.
Sarà la magistratura ad accertare responsabilità, dinamiche e moventi. Ed è giusto che il lavoro degli inquirenti proceda con il massimo rigore e senza alcuna strumentalizzazione. Tuttavia, già oggi emerge una verità che non possiamo ignorare: questa vicenda richiama con forza il tema dello sfruttamento del lavoro, della vulnerabilità dei lavoratori migranti e della presenza di sistemi di intermediazione illegale che continuano a prosperare ai margini della legalità.
Di fronte a questa tragedia non basta individuare e punire i responsabili. Dobbiamo avere il coraggio di interrogarci sulle condizioni che consentono allo sfruttamento di prosperare. Il caporalato non vive nel vuoto: vive dove il lavoro viene considerato una merce da comprimere, dove la fragilità dei lavoratori diventa occasione di profitto e dove l’illegalità trova spazio nell’indifferenza.
Il caporalato è una ferita aperta che attraversa il Mezzogiorno e l’intero Paese. Non è una distorsione marginale del mercato del lavoro: è una negazione della dignità della persona e dei principi costituzionali su cui si fonda la Repubblica. Dove il lavoro viene sfruttato, sottopagato e privato di diritti, viene colpita la qualità stessa della nostra democrazia.
Prima ancora che migranti, quei quattro uomini erano lavoratori. E una democrazia che non riesce a proteggere chi lavora tradisce uno dei principi fondamentali della propria Costituzione.
È da qui che dobbiamo partire.
Da una battaglia politica e culturale contro ogni forma di sfruttamento. Dalla necessità di rafforzare i controlli contro il lavoro nero e il caporalato. Dalla necessità di garantire contratti regolari, salari dignitosi e condizioni di vita adeguate. Dalla necessità di tutelare chi denuncia abusi e violenze. Dalla necessità di affermare con forza che il lavoro non può essere una zona franca nella quale i diritti vengono sospesi in nome del profitto.
La Calabria che vogliamo costruire è una Calabria nella quale nessuno sia costretto a scegliere tra il lavoro e la propria dignità. Una Calabria nella quale la legalità non sia soltanto una parola, ma la garanzia concreta di diritti, tutele e opportunità per tutte e tutti.
Di fronte a questa tragedia abbiamo il dovere di non limitarci alla commozione del momento. Dobbiamo trasformare l’indignazione in impegno politico, civile e istituzionale.
Perché nessuno debba più morire mentre chiede semplicemente ciò che gli spetta: il proprio salario, i propri diritti, la propria dignità.
Per queste ragioni il Circolo del Partito Democratico di Cosenza aderirà alla manifestazione promossa dalla CGIL per sabato ad Amendolara, alla quale prenderà parte anche il Segretario Generale Maurizio Landini. Saremo presenti per esprimere vicinanza alle vittime e alle loro famiglie e per ribadire che la lotta al caporalato, al lavoro nero e a ogni forma di sfruttamento deve tornare ad essere una priorità dell’agenda politica e istituzionale del nostro Paese”.
Così in una nota Rosi Caligiuri, segretaria del Circolo PD di Cosenza.
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