La Regione Calabria si costituirà parte civile nel processo nei confronti dei due cittadini pakistani sottoposti a fermo per l’omicidio dei quattro braccianti agricoli avvenuto ad Amendolara. L’annuncio arriva dall’assessore regionale all’Agricoltura attraverso un post pubblicato sui social.
“Man mano che il quadro investigativo va chiarendosi – scrive l’assessore – emerge con sempre maggiore drammaticità la portata della strage in cui hanno perso la vita quattro braccianti agricoli. In attesa degli sviluppi dell’attività giudiziaria, è necessario riflettere profondamente su ciò che è accaduto e sui contesti di sfruttamento lavorativo ancora presenti”.
L’assessore ha poi comunicato la decisione istituzionale: “Di concerto con il Presidente della Giunta regionale, la Regione si costituirà parte civile nel processo che seguirà questi fatti, a tutela della legalità e come segnale forte anche sul piano della prevenzione e della giustizia”.
La Regione, ha aggiunto, “è da sempre impegnata nel contrasto al caporalato, in collaborazione con le organizzazioni sindacali, e continuerà a rafforzare ogni azione di prevenzione e controllo. Siamo di fronte a forme di schiavitù moderna che non possono essere tollerate. Contro i nuovi schiavisti dell’era contemporanea serve una risposta netta, costante e determinata”.
Infine la riflessione conclusiva: “Quando si arriva a questo punto perdiamo tutti: perde la comunità, perde il Paese, perde ciò che ci rende umani”.
Intanto, attraverso una nota, il governatore ha annunciato per il prossimo lunedì un Consiglio regionale ad hoc per discutere su caporalato e sfruttamento. “Dando seguito alla giusta sollecitazione dei sindacati, ho sentito il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo. Alla luce della drammatica vicenda dei quattro braccianti uccisi in modo atroce nei pressi di Amendolara, nel cosentino, ho chiesto al presidente Cirillo, che ha condiviso immediatamente questa esigenza, di anticipare la convocazione del Consiglio regionale già prevista per lunedì 8 giugno a Palazzo Campanella, inserendo all’ordine del giorno una discussione sul caporalato, sullo sfruttamento del lavoro e sulla condizione dei migranti. Ritengo doveroso che, in un momento così doloroso e sconvolgente per la nostra comunità, l’assemblea legislativa della Calabria dedichi una sessione specifica a questi temi”. Così Roberto Occhiuto.
Sul fronte sociale e sindacale, la vicenda continua a mobilitare il mondo del lavoro. La Cgil ha annunciato per sabato una manifestazione che partirà dal distributore di carburante dove è avvenuta la tragedia e si concluderà con un corteo ad Amendolara, nel Cosentino. L’iniziativa, promossa dalla Flai Cgil Pollino-Sibaritide, vedrà la partecipazione del segretario generale Maurizio Landini.
“Pensiamo che qui si tratti davvero di schiavitù. Non basta identificare chi ha dato fuoco all’auto, ma bisogna risalire alle coperture di cui godevano quei due delinquenti, coperture che chiamiamo mafia”, ha denunciato la Uil, chiedendo un cambio di approccio nell’inquadramento della vicenda.
Il sindacato ha inoltre insistito sulla necessità di andare oltre le definizioni di incidente sul lavoro o caporalato: “Ci aspettiamo che si parli di tratta degli schiavi e che si riesca a identificare quale clan mafioso protegge questi soggetti”, ha aggiunto il segretario.
Sul tema dei controlli, la Uil ha rivendicato l’impegno portato avanti negli ultimi anni: “Da quattro anni lavoriamo per rafforzare il sistema ispettivo. Abbiamo ottenuto dal governo risorse per aumentare ispezioni e ispettori, ma di fronte a crimini di questa efferatezza è evidente che esistano forme di controllo del territorio che vanno oltre la presenza delle forze di polizia”.
