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Giffoni, Calderone ai giovani: “Chi denuncia la mafia non deve essere lasciato solo”

Un appello a difendere la memoria di chi sceglie la strada della legalità è arrivato dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone, intervenuta al Giffoni Film Festival dopo la proiezione del cortometraggio Il quaderno di Tommaso, ispirato alla vicenda dell’ex sindaco di Rizziconi, Antonino Bartuccio, testimone di giustizia dopo aver denunciato nel 2014 le infiltrazioni della ‘ndrangheta nel suo Comune.

Rivolgendosi ai giovani presenti in sala, la ministra ha sottolineato come il coraggio della denuncia debba essere sostenuto non solo dalle istituzioni, ma anche dalla società civile, affinché il sacrificio di chi si espone contro la criminalità organizzata non venga dimenticato.

«Questa scelta di legalità l’ha fatta Marino Bartuccio, l’ha fatta la sua famiglia, però anche una categoria che ha scelto di accompagnarli e di sostenerli e soprattutto, se me lo fate dire, di fare in modo che non calasse mai il silenzio sulla loro storia, perché purtroppo questo è il tema dei temi: il fatto che quando c’è il coraggio della denuncia, immediatamente poi c’è anche il tentativo, da parte di chi rappresenta quelle che sono le forze del male, di oscurare quella denuncia e soprattutto di fare in modo che non se ne abbia più memoria o nozione. Quello è il momento in cui chi ha avuto il coraggio di denunciare e di testimoniare è più fragile e si può anche eliminare», ha affermato con evidente emozione.

Il cortometraggio racconta la storia di Bartuccio, che oltre dieci anni fa denunciò le infiltrazioni mafiose a Rizziconi, scelta che lo ha portato a vivere sotto scorta insieme alla moglie Mariagrazia Squillaci, consulente del lavoro, e ai loro due figli. La pellicola è stata realizzata per sensibilizzare le nuove generazioni sul valore della legalità e sull’importanza di non lasciare soli coloro che decidono di opporsi alla criminalità organizzata.

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