Per oltre un secolo abbiamo misurato l’emigrazione calabrese contando chi partiva. Oggi dobbiamo cominciare a misurare quello che da quelle partenze può tornare: competenze, relazioni, conoscenza, formazione, turismo, opportunità economiche e nuove connessioni internazionali. Perché la Calabria non deve inventarsi una rete nel mondo: quella rete esiste già, è diffusa nei cinque continenti ed è costituita dai calabresi e dai loro discendenti. La sfida è metterla finalmente a sistema. Ed è proprio da questa consapevolezza che ripartire la Consulta regionale dei Calabresi nel mondo.
CONSULTA COME LABORATORIO PERMANENTE DELLA CALABRIA GLOBALE
È questo il messaggio e, insieme, l’obiettivo politico che il consigliere regionale Orlandino Greco, Presidente delegato della Consulta regionale dei Calabresi nel mondo, affida alle quattro giornate in programma da mercoledì 9 a sabato 12 settembre 2026, tra Lamezia Terme, Paola, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Pizzo e Tropea. Un percorso – sottolinea – che dovrà segnare il passaggio da una visione prevalentemente celebrativa ad una funzione sempre più operativa dell’organismo: mettere in connessione le istituzioni, dalle associazioni alle università, le imprese, i giovani con comunità all’estero; con l’obiettivo di trasformare appartenenza e memoria in strumenti di sviluppo.
NON SOLO CUSTODIRE MA COSTRUIRE CIÒ CHE POSSIAMO DIVENTARE
La grande emigrazione – ribadisce ancora – ci ha lasciato una rete internazionale che nessun piano di marketing avrebbe potuto costruire artificialmente. Nei diversi Paesi ci sono imprenditori, professionisti, ricercatori, amministratori, associazioni e soprattutto nuove generazioni che conservano un legame con la Calabria. Dobbiamo fare in modo che quella relazione non rimanga soltanto affettiva, ma possa produrre occasioni concrete per entrambe le parti.
DA SAN FRANCESCO DI PAOLA IL PRIMO SEGNO DI UNA COMUNITÀ SENZA CONFINI
La quattro giorni prenderà il via con l’accoglienza a Lamezia Terme delle delegazioni provenienti dai diversi continenti. Il primo momento istituzionale sarà la visita al Santuario di San Francesco di Paola, seguita dal percorso nel centro storico di Cosenza. Una scelta che unisce simbolicamente identità e proiezione internazionale. San Francesco di Paola rappresenta infatti uno dei riferimenti religiosi e culturali più forti della Calabria nel mondo e diventa il punto di partenza di una Consulta chiamata a riconoscere nella propria storia non un recinto, ma la base dalla quale costruire nuove relazioni.
ALLA CITTADELLA REGIONALE SARÀ PRESENTATO PIANO INTERVENTI 2027
Giovedì 10 settembre la Sala Verde della Cittadella regionale ospiterà la prima sessione plenaria. Dopo l’apertura del Presidente della Regione Roberto Occhiuto e i saluti dei parlamentari eletti all’estero, sarà Greco a curare l’insediamento della Consulta, aprendo il confronto sulle prospettive di sviluppo, sul turismo di ritorno e sul ruolo attivo dell’organismo. Seguirà la presentazione dei nuovi componenti e il confronto con il mondo accademico, istituzionale e produttivo, con contributi dedicati ad internazionalizzazione, mobilità, ricerca, formazione, turismo e rappresentanza degli italiani all’estero.
GRECO: TRASFORMARE LE RELAZIONI IN POLITICHE CONCRETE
Nel pomeriggio, dopo il focus dell’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo su import-export, Made in Calabria e nuove connessioni internazionali, Greco presenterà la proposta del Piano degli interventi 2027 in materia di relazioni tra Regione e comunità dei Calabresi nel mondo, che sarà immediatamente sottoposta al confronto con i consultori. Alle 15.30 sarà poi la volta del progetto dei Marcatori Identitari Distintivi (MID) della Calabria Straordinaria, presentato dal comunicatore strategico e ideatore dei MID, Lenin Montesanto, insieme all’attrice Annalisa Insardà, voce e interprete dei due corti Dove Tutto è Cominciato #1 e #2. Proprio dalla proiezione dei due lavori prenderà avvio la presentazione: il secondo corto, svelato in anteprima assoluta nella serata conclusiva del Vinitaly a Sybaris lo scorso luglio, ha contribuito a portare il progetto oltre 1.2 milioni di view sui social.
TURISMO DELLE RADICI, DAL RITORNO FISICO AL RITORNO DELLE COMPETENZE
Venerdì 11 settembre, nella Sala Giuditta Levato del Consiglio regionale, il confronto entrerà nel cuore della nuova idea di Calabria globale: turismo delle radici, identità, rappresentanza internazionale, formazione e rapporto con le nuove generazioni. È proprio sui figli, nipoti e pronipoti dell’emigrazione – scandisce il Consigliere regionale – che si gioca una parte importante della sfida. Non dobbiamo chiedere necessariamente a tutti di tornare a vivere in Calabria. Esiste anche un ritorno delle idee, delle competenze, delle relazioni e delle esperienze. È questo patrimonio che dobbiamo riuscire a intercettare.
LE RADICI CHE DANNO FORZA AL FUTURO: ECCO LA PIATTAFORMA WEB
La seconda sessione plenaria ospiterà anche la presentazione dell’idea progettuale della nuova piattaforma web della Consulta, sintetizzata nel messaggio Le radici che danno forza al futuro, l’elezione del Comitato direttivo e del Vice Presidente, gli interventi dei consultori sul Piano e il confronto sulle modifiche alla legge regionale 8/2018, fino all’approvazione del documento finale.
DAL GRANDE ESODO ALLA CALABRIA GLOBALE
Il programma si concluderà sabato 12 settembre con il percorso culturale tra Pizzo e Tropea, dedicato al patrimonio storico, paesaggistico ed enogastronomico regionale. Un vero e proprio momento di restituzione di quella Calabria che le comunità nel mondo possono contribuire a conoscere, raccontare e promuovere. Per troppo tempo – conclude Greco – l’emigrazione è stata raccontata soltanto come una sottrazione. Oggi abbiamo il dovere di leggere quella storia anche per quello che ha generato nel mondo. La Calabria possiede già una straordinaria infrastruttura umana internazionale. Se saremo capaci di metterla in rete, le radici non saranno soltanto memoria: diventeranno una delle nostre più grandi politiche di futuro.
