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Bertuccio: “Denunciare la ‘ndrangheta è stata la scelta giusta. Qualcuno deve avere il coraggio di reagire”

A distanza di oltre dodici anni dalla decisione di denunciare le infiltrazioni della ‘ndrangheta nel Comune di Rizziconi, Antonino Bartuccio continua a rivendicare con convinzione quella scelta che ha cambiato radicalmente la vita sua e della sua famiglia. L’ex sindaco reggino, oggi testimone di giustizia, è intervenuto al Giffoni Film Festival in occasione della presentazione del cortometraggio Il quaderno di Tommaso, ispirato alla sua storia.

Rispondendo a una domanda dell’ANSA, Bartuccio ha ribadito di non avere alcun rimpianto per la denuncia presentata nel 2014, nonostante le conseguenze che hanno costretto lui, la moglie e i due figli a vivere sotto protezione.

«Ne è valsa la pena, ne vale la pena ogni giorno, perché ciò che è stato fatto non è qualcosa che riguarda solo la mia famiglia, anche se sulla mia famiglia si sono riverberati i maggiori effetti, quelli più difficili da superare», ha affermato.

L’ex primo cittadino ha ricordato le difficoltà affrontate nei primi mesi dopo gli arresti e l’avvio del programma di protezione, soffermandosi soprattutto sull’impatto che quella scelta ha avuto sui figli.

«È stato veramente complicato spiegare ai nostri figli, nell’immediato, subito dopo gli arresti, quando siamo finiti sotto scorta. Però sono stati sempre vicini, sempre accanto a me e a tutta la famiglia, sempre orgogliosi perché hanno ben compreso che ciò che era stato fatto era giusto, che doveva essere fatto, era l’unica via», ha raccontato.

Per Bartuccio, la lotta alla criminalità organizzata richiede responsabilità e coraggio da parte di chi decide di non restare in silenzio.

«Bisogna reagire se vogliamo che le cose cambino, perché non cambieranno mai se rimarremo inerti. Qualcuno di noi lo deve fare e purtroppo qualcuno questo prezzo lo deve pagare», ha aggiunto.

Il cortometraggio presentato a Giffoni ripercorre proprio questa vicenda e vede Antonio Gerardi interpretare Bartuccio, affiancato da Carolina Crescentini e dal giovane Samuele Aprile nel ruolo di Tommaso. Il progetto è stato ideato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e realizzato dalla Fondazione Studi dell’Ordine in collaborazione con il Festival.

Alla presentazione era presente anche Mariagrazia Squillaci, moglie di Bartuccio, che ha condiviso il percorso vissuto dalla famiglia in questi anni.

«Noi siamo una famiglia molto unita, i ragazzi hanno compreso, io sono con lui in tutto e per tutto e qualsiasi cosa la affrontiamo insieme, nel bene e nel male», ha detto con commozione, confermando il sostegno che non è mai mancato al marito durante tutto il percorso da testimone di giustizia.

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