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Archeologia, terra e rigenerazione: al Museo di Sibari la mostra “Orghia” apre il Piano Olivetti per la Cultura

In ogni tempo, donne e uomini hanno cercato di scongiurare la fine e assicurare la rinascita di piante, animali e comunità, chiedendo fertilità e prosperità ai loro dei. Sempre questa preghiera si è tradotta in gesti codificati e rituali. Gli orghia – le azioni sacre -, mantengono solido e diretto il rapporto con la divinità, lo ancorano alla condivisione di gesti, formule e suoni, oggetti e simboli e, ancora, cibo, bevande, offerte. La mostra conduce in un percorso che va dalle azioni degli dèi (il mito) a quelle ripetute dagli esseri umani (il rito), illustrando l’incontro tra culti italici e greci. Le “dee del grano” per eccellenza sono Demetra e sua figlia Kore-Persefone, che viene trascinata dal dio Ade negli Inferi e fa ritorno ogni anno sulla terra. Tra le principali espressioni del loro culto. L’esposizione presenta per la prima volta i rinvenimenti recenti effettuati nei santuari di Locri Epizefiri (RC) ed Eraclea lucana (Policoro-Mt). Affiancate alle dee del grano ci sono l’Hera Lacinia di Capo Colonna, signora della natura, degli animali e della fertilità femminile, e La Dama di Sibari (Athena), legata ai passaggi di stato e alle acque profonde. Anche i loro templi hanno restituito cose nuove, che saranno esposte in anteprima. Alla fine, il percorso giunge alle Madonne, alle sante cristiane e ai rituali contadini del Sud Italia, che da quelli antichi derivano direttamente, e nei quali permane la necessità di propiziare la crescita del grano e la rigenerazione della vita.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle finalità del Piano Olivetti per la Cultura, obiettivo strategico del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, interpretando pienamente la visione di un patrimonio capace di generare sviluppo, inclusione e partecipazione nelle aree periferiche del Paese attraverso il coinvolgimento delle comunità locali.
Questo percorso rappresenta lo sviluppo del progetto culturale diffuso “Le Dee del Grano”, realizzato tra gennaio e giugno nei Musei Nazionali della Basilicata. Il progetto, ideato e curato dal Direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma, già direttore ad interim della DRMN Basilicata, approfondisce il rapporto tra archeologia, paesaggio, memoria e patrimonio immateriale, mostrando come i culti misterici legati alla fertilità della terra si siano trasformati in manifestazioni ancora vive della cultura rurale contemporanea. Di particolare rilievo il focus audiovisivo realizzato grazie ai materiali selezionati dalle Teche RAI e dagli archivi dell’Istituto Centrale Patrimonio Immateriale del MiC, che documentano la trasformazione delle antiche cerimonie agrarie nelle tradizioni popolari dell’Italia meridionale a partire dal secondo dopoguerra, offrendo uno straordinario racconto antropologico della civiltà contadina, arricchito dalla ricerca fotografica svolta dallo staff dei Parchi in numerosi archivi locali.
L’avvio della mostra, dedicata proprio alle divinità delle messi e della terra, lancia il focus sul grano che caratterizzerà l’intera stagione estiva, completando così la triade alimentare del Mediterraneo dopo aver esplorato il vino e l’olio nelle edizioni precedenti. Il percorso espositivo – visitato in anteprima dal Ministro Alessandro Giuli in occasione dell’inaugurazione del Vinitaly and the City a Sibari – farà poi da sponda alla successiva evoluzione del cartellone estivo: per quattro fine settimana di agosto (1-2, 7-8, 22-23 e 29-30), gli spazi archeologici ospiteranno Vinitaly Follow Up Sibari 2026. Il Parco si trasformerà in un grande laboratorio di cultura gastronomica ed esperienza all’aperto, in un’atmosfera di forte fermento che, nel solco della mostra, alternerà concerti, spettacoli dal vivo, momenti musicali e di approfondimento identitario in collaborazione con ARSAC e Regione Calabria, i cui dettagli operativi verranno illustrati successivamente.
“Anche quest’anno le iniziative espositive e scientifiche che accompagnano i grandi eventi di Sibari propongono approfondimenti culturali di livello elevatissimo, capaci di coniugare il rigore scientifico con l’accessibilità e l’accoglienza – dichiara il Direttore dei Parchi Archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma -. Con la mostra ‘Orghia’ restituiamo centralità al legame indissolubile tra archeologia, terra e patrimonio immateriale, offrendo una declinazione scientifica che unisce il vino al grano, pilastri della civiltà mediterranea. Il nostro obiettivo strategico resta quello di fare della ricerca e della valorizzazione un motore concreto di riscatto e coesione per il territorio: l’archeologia non deve essere semplice memoria, ma un’esperienza viva, capace di dimostrare come i nostri gesti quotidiani legati al cibo affondino le proprie radici in una storia millenaria, in piena armonia con le linee programmatiche del Ministero”.
Sul valore strategico dell’operazione interviene il dott. Stefano Lanna – Direttore Generale del Piano Olivetti per la Cultura: “Con ‘Orghia. Miti, riti e misteri’ il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide interpreta pienamente la visione del Piano Olivetti per la Cultura: fare del patrimonio culturale una leva strategica di sviluppo, coesione sociale e crescita dei territori. Questa mostra dimostra come i luoghi della cultura possano mettere in relazione ricerca, memoria, paesaggio, tradizioni produttive e comunità, generando nuove occasioni di conoscenza e partecipazione. È questa l’idea di cultura che il Ministero intende promuovere: una cultura che non si limita a conservare il passato, ma che contribuisce concretamente a costruire il futuro del Paese, a partire dalle sue aree più ricche di storia e di potenzialità”.
La mostra assume inoltre un significato particolare perché accompagna simbolicamente la nuova stagione del Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide, attualmente interessato da un profondo riallestimento reso necessario sia dall’aggiornamento degli spazi espositivi sia dagli interventi conseguenti alla grave alluvione che ha colpito l’area nello scorso mese di febbraio.
L’intero programma testimonia la capacità del Museo e del Parco Archeologico della Sibaritide, nel solco delle più ampie attività del Piano Olivetti per la Cultura, di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita. In un territorio segnato da fragilità ambientali e sociali, dalle conseguenze degli eventi alluvionali dello scorso febbraio e da ripetuti episodi di criminalità, il Ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli, continua a investire nella cultura come motore di sviluppo, coesione e rinascita delle comunità.

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