Il viaggio di Ulisse ha attraversato ancora una volta il Mediterraneo, fermandosi questa volta nel cuore della Locride, tra gli antichi mosaici e le vestigia della Villa romana di Casignana. Lo scenario archeologico calabrese ha ospitato lo spettacolo “Odissea – Il mio nome è nessuno”, appuntamento inserito nel cartellone della XXXII Stagione Teatrale della Locride.
Una cornice particolarmente suggestiva per riportare in scena uno dei grandi racconti fondativi della cultura occidentale, tornato di forte attualità anche grazie alla nuova trasposizione cinematografica firmata da Christopher Nolan.
Sotto la direzione artistica di Domenico Pantano, il pubblico è stato accompagnato in un percorso nel quale teatro, musica e poesia hanno intrecciato le vicende dell’eroe omerico con interrogativi e inquietudini dell’uomo di oggi.
A firmare la regia e a salire sul palco come interprete è stato Francesco Polizzi, da tempo impegnato nella rilettura scenica dei grandi classici. È stato lo stesso artista a presentare il lavoro come «un’Odissea a uso di anime perse», sottolineando così la dimensione contemporanea scelta per raccontare il lungo ritorno di Ulisse verso Itaca.
Le figure simbolo dell’epopea omerica hanno scandito le diverse tappe dello spettacolo. Polifemo, Circe, le Sirene, Scilla e Cariddi non sono rimasti soltanto personaggi appartenenti a un mito lontano, ma sono diventati immagini delle paure, delle tentazioni e delle prove che accompagnano ogni viaggio umano.
La rappresentazione ha alternato momenti di narrazione poetica, musica e azione scenica. Un gruppo di cantori-aedi ha dato voce ai protagonisti dell’Odissea attraverso canto e recitazione, contribuendo a costruire una messinscena dal ritmo dinamico e dalla forte componente evocativa.
A rendere ancora più particolare la serata è stata la scelta della Villa romana di Casignana, considerata tra i complessi archeologici di età romana più rilevanti e prestigiosi dell’Italia meridionale. Il sito conserva il più esteso nucleo di mosaici romani della Calabria e una vasta area termale.
La dimora raggiunse il periodo di maggiore splendore nel IV secolo dopo Cristo, quando arrivò a svilupparsi su una superficie di circa 5mila metri quadrati.
Visitabile durante tutto l’anno, la Villa di Casignana è anche candidata tra i “Luoghi del cuore” del Fai e continua a essere utilizzata come spazio per iniziative culturali, spettacoli e convegni, confermandosi non soltanto come testimonianza del passato, ma anche come luogo vivo della cultura calabrese.
