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Tetti agli alunni stranieri nelle classi, la stoccata di Sinistra Italiana Calabria: “Proposta discriminatoria che viola la Costituzione”

“Le recenti affermazioni della Presidente del Consiglio in merito all’introduzione di un “numero massimo” di alunni stranieri per classe sollevano profili di criticità giuridica, pedagogica e amministrativa che richiedono una risposta articolata e fondata sui principi costituzionali e sul quadro normativo vigente.

Sul piano costituzionale, va ricordato che la Repubblica tutela il diritto all’istruzione e all’educazione senza discriminazioni: l’art. 3 Cost. impone l’eguaglianza sostanziale e il dovere di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini; l’art. 34 Cost. garantisce il diritto allo studio e l’accesso alla scuola. Qualsiasi intervento normativo o amministrativo che introduca criteri di esclusione basati sulla cittadinanza o sulla condizione psicofisica degli alunni rischia di entrare in conflitto con tali principi fondamentali.

Sul piano normativo, l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità è disciplinata dalla Legge quadro n. 104/1992, e da successive disposizioni e circolari ministeriali, come il Decreto Legislativo n. 66/2017 che prevedono l’elaborazione di Piani Educativi Individualizzati (PEI) e l’assegnazione di risorse e personale di sostegno. La tutela degli alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento è prevista dalla Legge n. 170/2010. L’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri sono regolate da specifiche norme e circolari ministeriali che prevedono procedure di accertamento linguistico, piani di accoglienza e misure organizzative finalizzate all’inclusione e alla continuità educativa. Tali discipline delineano strumenti operativi per gestire bisogni linguistici e didattici senza ricorrere a limiti numerici discriminatori.

È pertanto infondato, sul piano empirico e normativo, sostenere che la presenza di alunni stranieri determini una condizione di “minoranza” percepita dagli alunni italiani: la letteratura pedagogica e le prassi scolastiche indicano che le criticità emergono per carenza di risorse, formazione del personale e servizi di mediazione linguistica, non per la mera composizione anagrafica delle classi. La risposta istituzionale corretta consiste nel rafforzamento delle misure di supporto, non nell’adozione di quote che stigmatizzano categorie di studenti.

Si segnala, inoltre, la pericolosa analogia politica tra la proposta di quote per alunni stranieri e le posizioni che propongono la separazione degli studenti con disabilità: entrambe le impostazioni spostano l’attenzione dall’obbligo di garantire condizioni di apprendimento adeguate alla tentazione di escludere soggetti ritenuti “problematici”. Tale approccio contrasta con il dettato costituzionale e con la normativa di settore, che attribuiscono alla scuola il compito di rimuovere gli ostacoli alla formazione e all’istruzione.

Sinistra Italiana- AVS esprime il suo categorico dissenso verso ogni iniziativa politica o normativa che intenda incidere sull’organizzazione delle classi in questa direzione: ciò oltre alla deriva razzista e discriminatoria significa rinnegare decenni di studi pedagogici, sociologici e didattici, vanificare la formazione del personale scolastico sulle materie dell’inclusione e della didattica speciale, mettere in dubbio l’opportunità della presenza  a scuola di figure professionali come di docenti di sostegno,  mediatori culturali, assistenti educativi: la priorità istituzionale è investire in organico, formazione, mediatori linguistici e culturali e risorse per il sostegno, garantendo così il diritto allo studio per tutti, indipendentemente dal passaporto o dalla condizione psicofisica”. 

Così Rossella Bulsei della segreteria regionale di Sinistra italiana- AVS Calabria.

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