C’è un tempo dell’anno in cui tutto ricomincia. La luce si allunga, l’aria si fa più lieve, e anche i suoni sembrano cercare nuove strade per incontrarsi. È la primavera: stagione di rinascita, di attese che si riaprono, di possibilità che tornano a farsi concrete.
È in questo tempo di passaggio e di speranza che Roccella Jonica accoglie una edizione straordinaria dell’undicesimo Roccella Jazzy Christmas, “spin off” consolidato del Festival Internazionale del Jazz “Rumori Mediterranei”, in programma dal 27 al 29 marzo nella suggestiva cornice dell’Ex Convento dei Minimi. Tre serate di ottima musica, con inizio dei concerti alle 18.30 ed ingresso gratuito.
Da quasi cinquant’anni Roccella è più di un luogo in cui si suona jazz: è un luogo dell’ascolto, un punto d’incontro tra storie, culture e linguaggi diversi che trovano nel jazz una lingua comune. Una lingua libera, capace di attraversare confini e differenze, e forse — oggi più che mai — di suggerire nuove forme di dialogo tra i popoli, nuove possibilità di armonia in un tempo che, mai come oggi, la richiede.
Ad aprire la rassegna sarà la RoccellArkestra con il progetto “Reset-mode”. Un titolo che è già dichiarazione d’intenti: ripartire, riscrivere, rimettere in circolo ciò che era rimasto in silenzio. Guidata da Mirko Onofrio, Direttore Artistico della manifestazione, la resident orchestra di Rumori Mediterranei si presenta con 13 elementi e la partecipazione straordinaria di Andrea Glockner e Matteo Paggi, e darà nuova vita a composizioni rimaste nel tempo come semi interrati, pronti a germogliare e a fare della musica un gesto collettivo, spazio aperto in cui ogni suono trova il proprio respiro.
Seguirà la Marco Zurzolo Band con “Il suono della città”, un viaggio che parte da Napoli ma non si ferma ai suoi confini. Le melodie proposte dal quintetto del sassofonista partenopeo originano della musica della tradizione e si intrecciano con il linguaggio del jazz, dando forma a un racconto che appartiene a tutti: quello delle città vive, attraversate da identità diverse, dove le differenze non separano ma dialogano, si contaminano, diventano musica.
A chiudere la rassegna sarà il Chiara Civello Quintet, formazione che nasce dall’evoluzione del progetto estivo in trio “Acustica” e che si arricchisce della presenza di Stefano Costanzo alle percussioni e Simone Alessandrini al sassofono. Il concerto propone un percorso musicale sospeso tra improvvisazione, canzone ed elettronica, nel quale la voce di Chiara Civello, fragile e intensa allo stesso tempo, diventa il centro di paesaggi sonori in continua trasformazione. Un’esperienza musicale intima e coinvolgente, capace di trasformare ogni brano in uno spazio di ascolto e di condivisione. La sua voce, intensa e fragile insieme, guiderà un itinerario sonoro fatto di sfumature, sospensioni, silenzi e improvvise aperture. Un concerto che è quasi un respiro condiviso, dove la musica diventa spazio intimo e, allo stesso tempo, profondamente collettivo.
In questa edizione primaverile, Roccella Jazz si fa così anche segno e desiderio: che la rinascita non appartenga solo alla natura, ma possa attraversare anche le relazioni, le comunità, i popoli. Che la musica — fragile e potente come ogni gesto umano — possa continuare a essere un luogo in cui incontrarsi, riconoscersi, e, forse, ricominciare.
